Guida autonoma: le auto condivise danneggeranno il mercato?

Secondo uno studio di KPMG le auto autonome danneggeranno drasticamente il mercato di quelle tradizionali.

partnership-volvo-uber-3.jpg

I sempre più diffusi ed automatizzati servizi di ride-sharing potrebbero ridurre di oltre la metà la domanda di auto private negli Stati Uniti entro il 2030. Le auto tradizionali sarebbero inevitabilmente destinate a lasciare strada libera a quelle dotate di sistemi a guida autonoma. E' quanto emerso da uno studio recentemente pubblicato dalla società di consulenza KPMG, che ha utilizzato i dati degli smartphone per mappare i viaggi dei pendolari in tre grandi città statunitensi.

I ricercatori di KPMG prevedono che i servizi ride-sharing con veicoli a guida autonoma verranno lanciati inizialmente in aree urbane e suburbane densamente popolate chiamate Isole di Mercato. Non a caso, Alphabet Waymo e General Motors hanno recentemente annunciato di voler lanciare progetti pilota relativi a servizi condivisione di corse su veicoli autonomi in aree urbane o suburbane limitate.

Con la concorrenza destinata ad aumentare ed il conseguente calo delle tariffe, KPMG prevede che entro il 2030 molte famiglie non avranno più bisogno di possedere un'auto propria per andare al lavoro o fare commissioni, ma utilizzeranno i servizi di condivisione.

Come riportato da BusinessInsider, il risultato della stima prevede un tracollo di vendite che solo negli Stati Uniti supererebbe il 50%, con particolare sofferenza per le citycar ed i segmenti più piccoli: le famiglie tenderanno a non acquistare più (anche) l'auto per l'utilizzo individuale, ma solo una di dimensioni più grandi per i viaggi o per gli spostamenti con più passeggeri.

  • shares
  • Mail