Taxi condivisi, nuove accuse per Uber

Uber ha usato un software per calcolare quanti driver aveva in strada un suo concorrente nel sud est asiatico. Waymo chiede 1 miliardo di risarcimento.

I guai sembrano non finire mai per Uber, attuale leader mondiale nelle prenotazioni dei taxi e dei taxi condivisi tra passeggeri. Secondo quanto riporta Bloomberg, infatti, a partire dal 2015 Uber avrebbe usato un software per raccogliere illecitamente dati su un suo concorrente che opera nel sud est asiatico: Grab.

Il software in questione, denominato Surfcam, sarebbe stato usato da Uber per leggere le informazioni pubblicate online e, da queste, calcolare quanti driver avesse in attività Grab in un determinato momento. Ad avvalorare questa ipotesi ci sarebbe il fatto che il fondatore di Grab, una volta lasciata l’azienda, sia stato assunto in Europa nella sede di Uber ad Amsterdam.

Non è la prima volta che Uber è accusata di usare dei software per spiare i concorrenti, i suoi autisti, i suoi clienti e persino coloro che semplicemente hanno installato l’applicazione di Uber sullo smartphone. Adesso le accuse di cui Uber deve rispondere in tribunale sono 5, almeno quelle di cui si ha notizia.

Nel frattempo, parallelamente, procede la causa nei confronti di Uber intentata da Waymo, società del gruppo Alphabet-Google che accusa Uber di avergli rubato migliaia di file contenenti segreti tecnologici sulla guida autonoma. Furto avvenuto, anche in questo caso, con il passaggio di un dipendente da una società all’altra.

L’ultima novità in merito a questa vicenda, riportata dall’Independent, è che Waymo ha chiesto a Uber 1 miliardo di dollari e pubbliche scuse per chiudere extragiudiziariamente la questione. Waymo avrebbe chiesto anche che venga nominato un garante, esterno alle due società, affinché Uber non possa utilizzare i segreti rubati.

Come gli stessi legali di Waymo confermano all’Independent, inoltre, la richiesta di 1 miliardo è un segno esplicito che Waymo non ha alcuna fretta di chiudere la causa ma può tranquillamente aspettare. D’altronde, nella gestione di questa vicenda giudiziaria, Uber è stata costretta a investire molto denaro e molto tempo e, per di più, ci ha guadagnato una pessima reputazione specialmente negli Stati Uniti.

 

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