Un giorno sulle Mercedes-AMG GT

La famiglia AMG GT: sei vetture di serie (quattro coupé e due roadster) e le due vetture da corsa AMG GT3 e AMG GT4 per i team clienti.

E' una tipica giornata autunnale in Germania, con la temperatura che non supera i 15 gradi ed il cielo è carico di nubi. Non sarebbe il clima ideale per un “giro” in macchina, soprattutto quando c’è in ballo la gamma AMG GT. Eppure, dopo il caldo torrido patito la scorsa estate, posso dire di non aver mai amato il cattivo tempo come ora.

Ogni volta che sento parlare di AMG penso ad un marchio giovane, "frizzante". Sbaglio, almeno in parte, perchè sono già passati 50 anni da quando Hans Werner Aufrecht ed Erhard Melcher decisero di iniziare ad elaborare i primi motori a Großaspach, nella casa di Aufrecht. L'acronimo, formato dai due cognomi e dal nome della città, venne affiancato dalla descrizione dell'attività, diventando AMG Motorenbau und Entwicklungsgesellschaft. Senza entrare ulteriormente in questioni storiche, sappiamo che AMG significa da sempre motorsport. Ed anche oggi, con il nome Mercedes-AMG, il significato non cambia: tutti i dipendenti AMG tengono infatti a sottolineare come le proprie vetture siano "nate in pista".

Mercedes-AMG GT è il secondo modello realizzato completamente "in-house" da AMG, dopo la mitica Mercedes-Benz SLS AMG del 2010. Oggi AMG GT è un modello declinato in 4 versioni, più due roadster e due modelli da gara, ovvero la GT3 e la GT4: una vera e propria gamma di vetture, una famiglia, “nate in pista”.

Il mio primo approccio è con la AMG GT C Edition 50, realizzata per celebrare i primi 50 anni di attività. Grigio satinato, quasi nero: ufficialmente "grafite". Un colore che esalta l'aggressività senza perdere di stile. La griglia anteriore stile Panamericana con i 15 listelli verticali come sulla AMG GT3 da competizione è inclinata in avanti con un effetto "shark nose", i grandi fari a led, le prese d'aria laterali, le porte senza cornice, il cofano così lungo rispetto alle vetture "normali" ed il posteriore basso ed allargato... mi ero già innamorato della AMG GT, ci sto ricascando di nuovo.

Il tempo di lasciare la mia borsa nel bagagliaio, immaginando chissà quale meta esotica insieme alla mia attrice preferita, e salire a bordo per scoprire, o riscoprire la AMG GT. Sul volante, la targhetta con il numero di questa edizione speciale, realizzata in 50 esemplari. Seduta sportiva ma tutto sommato comoda, il tunnel centrale che ti circonda, e tutta una serie di pulsanti, manopole e regolazioni varie. Ma non saranno un po' troppi? All'accensione il suono del motore mi scalda il cuore, quando penso che è ancora concesso avere la passione per i motori. Motore V8, 4 litri con i due turbocompressori che non si trovano all'esterno delle bancate cilindri, ma all'interno della V dei cilindri per una struttura più compatta del motore ed una risposta brillante dei turbocompressori. Parto con circospezione, quasi attendendo lo scatto della pantera. In ballo ci sono ben 557 CV, quasi una mezza misura considerando che lo stesso motore è declinato sulle diverse AMG GT in potenze che vanno da 476 CV a 585 CV.

E' lapalissiano: la modalità Comfort è quella da preferire in città o quando si vuole guidare senza troppi pensieri. Il programma di marcia è equilibrato grazie ad setup molto comodo dell'assetto e dello sterzo, viene anticipato il passaggio anticipato alle marce superiori ed i cambi di marcia sono morbidi. Dopo qualche chilometro passo in Sport e poi in Sport+, modificando quindi parametri come il tempo di risposta di motore, cambio, assetto sportivo, sterzo, esp e catena cinematica. La dinamica di marcia migliora, l'acceleratore sembra più diretto mentre i tempi di innesto delle marce si riducono. Menzione speciale per il cambio a 7 marce a doppia frizione con configurazione "transaxle", che è si rivelato eccellente in termini di risposta e rapidità di innesto durante tutta la prova, fornendo sempre il rapporto corretto, subito e senza alcuna incertezza. Per completare il tutto, premo anche il tasto che libera il suono del V8 all'esterno. Curva dopo curva, prendo confidenza con questa AMG GT C, stando attendo a non esagerare visto il percorso disseminato di autovelox. Il temporale che stava per incombere decide di scatenarsi, allagando le strade. Apprezzo l'agilità e la tenuta della AMG GT C, che viaggia quasi infischiandone delle condizioni meteo. Faccio in tempo ad effettuare un passaggio in autobahn, con le altre vetture che si spostano sulla destra per far passare il bolide nero. Impressionante non tanto la velocità di punta, oltre i 300 km/h, quanto la facilità nel raggiungerla e la sensazione di sicurezza che riesce a trasmettere.

In pista, è il turno di provare la Mercedes-AMG GT R. Sfacciatamente cattiva, con quel verde tutt'altro che sobrio, e quell'alettone posteriore che "grida" motorsport. Il temporale si trasforma in acquazzone ed è in queste condizioni che la metto, o quanto meno cerco di farlo, alla prova.

I cavalli sono 585, ed il suono del V8 4 litri è ancora più cattivo, violento. Così com'è violenta l'accelerazione in Sport+, che scuote la vettura per un'istante prima di riprendere il controllo. A 120 km/h un elemento in carbonio quasi nascosto nel sottoscocca, fuoriesce automaticamente verso il basso modificando il flusso d'aria. L'effetto Venturi provocato spinge maggiormente la vettura sull'asfalto: basti pensare che a 250 km/h riduce la portanza sull'asse anteriore di circa 40 kg. La AMG GT R è perciò più precisa e guidabile, grazie all'aumentata stabilità.

Non solo, la presenza dell'asse posteriore sterzante aiuta ulteriormente l'agilità. Fino a 100 km/h le ruote posteriori sterzano in direzione opposta alle ruote anteriori, rendendo la guida più immediata. Viceversa, sopra ai 100 km/h, le ruote posteriori sterzano nella stessa direzione di quelle anteriori, migliorando la stabilità. Si nota quindi un forte grip dell'asse posteriore ed una grande stabilità nei cambi di direzione veloci. Ed è proprio sotto la pioggia battente che tutti i sistemi adottati danno il meglio di sé, rendendo la Mercedes-AMG GT R una automobile divertente da guidare anche in condizioni critiche.

Forse, in un'altra occasione sarà possibile provare anche le vetture da competizione GT3 e GT4. GT3, sviluppata secondo il regolamento FIA GT3, che si caratterizza per un baricentro basso, una perfetta ripartizione dei pesi e una carreggiata ampia. La GT4, realizzata per le serie internazionali GT4. Il suo concetto, vicino alla produzione di serie, concilia una tecnologia da gara matura con la massima sicurezza e redditività.

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