La SUV-fest di Audi: Q5, Q3, Q1

E’stata l’ultima fra le case della triade tedesca ad entrare nel campo delle SUV; eppure Audi, sembra essere intenzionata a recuperare tutto il tempo perso. Il Q7 infatti è, per la gioia di tutti gli aspiranti Ranzani italiani, solo l’inizio di una nuova famiglia di auto che andranno sotto la sigla “Q” e che comprenderà

E’stata l’ultima fra le case della triade tedesca ad entrare nel campo delle SUV; eppure Audi, sembra essere intenzionata a recuperare tutto il tempo perso. Il Q7 infatti è, per la gioia di tutti gli aspiranti Ranzani italiani, solo l’inizio di una nuova famiglia di auto che andranno sotto la sigla “Q” e che comprenderà fuoristrada per tutti i gusti e le tasche(sempre nei limiti di un marchio premium).

Auto Bild passa in rassegna le future SUV Audi, proponendoci anche alcune ipotesi di stile. Si parten dalla Audi Q5 (in arrivo tra pochi mesi) sarà seguita dalla Audi Q3, che condividerà la meccanica con la VW Tiguan. A sua volta la Q3 potrebbe esssere seguita da una Audi Q1 nel 2010: una mini Suv d’alto bordo (che condividerà la meccanica con la Skoda Yeti).

Ma tutto questo sarà possibile solo grazie alle sinergie fra le case del gruppo VAG e alla condivisione dei pianali, dei motori e dei sistemi di trazione. Il nuovo telaio MLB, con il quale Audi sembra aver risolto i problemi di progettazione, costi e sviluppo, è uno dei pilastri di questa filosofia costruttiva. Tale piattaforma infatti, grazie alla sua modularità permetterà di avere, in poche parole, un solo telaio di base per tutta la gamma con dimensioni e materiali variabili.

Proprio come la Q7 che monta quasi lo stesso pianale Tuareg/Cayenne , la Audi Q5 attesa per il 2008 condividerà il telaio e la meccanica con la nuova A4 (dalla quale a sua volta dovrebbe derivare una versione Allroad, con paraurti grezzi e sospensioni pneumatiche) e con la Roxster, futura, ipotetica, suv mid-size Porsche dalla quale si differenzierà per la tipologia di trazione integrale e per la gamma motori.

Quasi superfluo sottolineare come la differenza nella dinamica di guida di tutte queste vetture sarà affidata soprattutto all’autotelaio. La nuova Q5, come le Audi di ultimissima generazione sarà caratterizzata dall’impiego di motori montati longitudinalmente e dalla trazione a tre differenziali Torsen C con ripartizione asimmetrica e variabile della coppia. Probabilmente sarà anche equipaggiata con un nuovo sterzo ad assistenza variabile. Le motorizzazioni rispetteranno in toto le norme Euro 5/6 grazie alla tecnologia Bluetec. I motori più interessanti, a parte i diesel common-rail della prossima generazione (compreso il 2.0 TDI da 204 cv), sono i benzina turbocompressi: il 2.0 TFSI da 211 cavalli e un nuovo 3.2 V6 biturbo-FSI da 333 cavalli, motore che renderebbe il V8 FSI “standard” quasi inutile, anche se è previsto nella gamma motore per ragioni di immagine sul mercato USA.

La Audi Q3 (2010) sarà, come detto, derivata dalla piattaforma VW Tiguan. Questo significa motori trasversali e trazione integrale optional, con differenziale Haldex. Potrebbero esserci differenze di qualche centimetro con la cugina più VW per rispettare le distanze fra i due marchi. Differenze che potrebbero trovarsi anche alla guida grazie ad interventi mirati sulle sospensioni. A causa della posizione del motore Audi ha dovuto scartare i suoi V6 per la Q3, quindi i motori top dovrebbero essere il 3.6 VR6 (300 cv, 350 Nm) e il 2.0 TDI da 204 cavalli.

E poi c’è la Q1… Anche qui, la meccanica è condivisa con un auto decisamente più “umile”, la Skoda Yeti e con la futura VW Polo SUV, mentre il sistema di trazione integrale dovrebbe arrivare dalla Golf VI (un’evoluzione ell’Haldex?). Questo ennesimo miracolo del marketing dovrebbe mettere le ruote su strada nel 2011 propulso da motori benzina e diesel FSI e TDI di piccola cubatura e di alta potenza specifica (1.4TSI da 170cv e 1.6TDI da 130cv) e con la possibilità di montare il nuovo DSG a 7 marce. Prezzi a partire da 23.000 €.

Attesi dispositivi per il risparmio di carburante come il recupero dell’energia in frenata e vari servocomandi elettrici.

Con questi nuovi arrivi, Audi conta di incrementare la sua produzione di 300/350.000 vetture e di schierare una valida “squadra” di SUV contro la concorrenza (che non sta e non starà a guardare).

Resta da capire come queste nuove generazioni di Suv saranno accolte dal mercato, ormai saturo e come non mai orientato dalle mode. Mode che prima o poi finiscono. Anche se, in un mondo dove il modello Porsche più venduto è la Cayenne, non c’è più da stupirsi di nulla!

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