Ferrari FXX K e Alfa Romeo Alfetta rendering: le proposte di un nostro lettore

Pubblichiamo le proposte stilistiche di un nostro lettore riguardanti la Ferrari FXX K e l’Alfa Romeo Alfetta.

Sono giunti in redazione alcuni rendering realizzati da Marco Renna, studente 22enne di ingegneria aerospaziale e designer nel settore automotive, ispirato nei suoi ultimi lavori da due icone del Made in Italy come Ferrari ed Alfa Romeo.

Il primo rendering riguarda l’Alfa Romeo Alfetta, la possibile futura ammiraglia del Biscione attesa non prima del 2019 e possibile futura portabandiera della rinascita del brand assieme alla Giulia ed alla Stelvio. Ovviamente è solo un’ipotesi quella che i vertici del Biscione vogliano effettivamente rispolverare il nome dello storico modello prodotto fino al 1984, quello che è certo è che il piano di lancio dei prossimi modelli prevede una berlina di segmento E.

Le linee immaginate e disegnate dal nostro lettore si integrano bene nei nuovi dettami stilistici di Alfa Romeo conosciuti con Giulia e Stelvio, proponendo allo stesso tempo un’impostazione leggermente più aggressiva del frontale e piccoli ritocchi sia nella zona dei gruppi ottici posteriori che in quella degli scarichi. L’identificativo Rosso Alfa rafforza poi l’immagine di questa visionaria Alfa Romeo.

Il secondo lavoro riguarda invece la Ferrari FXX K Evoluzione, una one-off derivante dalla vettura laboratorio utilizzata come base di sviluppo per vetture ad altissima prestazione non vincolate da omologazione stradale, il cui unico esemplare prodotto è stato messo in vendita per una cifra che supera i 10 milioni di euro. Il lavoro proposto dal nostro lettore riguarda più che altro il perfezionamento di numerosi dettagli aerodinamici, che si unisce ad una personalizzazione del modello a livello stilistico. Trattandosi di una hypercar già di per se abbastanza estrema, le soluzioni trovate non potevano non provenire dal mondo delle corse e della Formula 1 in particolare.

Le novità infatti riguardano l’ottimizzazione dei flussi d’aria e più in generale il lavoro si è concentrato sui volumi della vettura, che sono stati rivisti. Nel frontale troviamo infatti sfoghi supplementari e turning vanes per pulire le turbolenze nella zona delle ruote anteriori mentre, nella zona posteriore, spicca la pinna posteriore ed il massiccio alettone a doppio profilo, che diventa triplano ai lati per tenere incollate le ruote posteriori a terra.

Al di là dell’ottima realizzazione grafica, il risultato finale è certamente riuscito: non fatichiamo a credere che auto come queste potrebbero avere buon successo commerciale se dovessero entrare realmente in produzione.

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