Londra mette al bando Uber

Il sindaco Saiq Khan “Ogni compagnia deve rispettare le regole e rispondere ai più alti standard, sopratutto per quanto concerne la sicurezza dei clienti, anche quando si offre un servizio innovativo

Colpo di scena sulle rive del Tamigi: Londra mette al bando Uber. L’autorità di regolazione dei trasporti londinese ha infatti ritirato la licenza per operare a partire dalla fine di questo mese di settembre alla società di Travis Kalanick. Secondo quanto riferito dalla stessa autorità “Uber non possiede i requisiti necessari per presentarsi come operatore privato” come confermato da Business Insider. Secondo quanto riportato, vi sarebbero mancanze che comporterebbero potenziali rischi per la sicurezza.

Tra le rimostranze, la registrazione di reati, tra cui l’utilizzo del software Greyball, utilizzato da Uber per l’elusione dei controlli.

Lo stesso sindaco della capitale inglese, Saiq Khan, ha sottolineato, ed avallato la questione “Ogni compagnia deve rispettare le regole e rispondere ai più alti standard, sopratutto per quanto concerne la sicurezza dei clienti, anche quando si offre un servizio innovativo”, riporta la Repubblica.

Chiaramente Uber è passata al contrattacco con una pronta replica: “Questa decisione dimostra che Londra, a dispetto delle parole del sindaco, è chiusa alle aziende innovative”. Pronto il ricorso da parte della stessa società. Per la legge inglese ci sono 21 giorni di tempo. C’è da dire che comunque il servizio di Uber rimarrà attivo fino alla conclusione dell’appello.

Ha ovviamente espresso gioia invece il sindacato dei black cabs, dei taxi di Londra, alla pubblicazione della notizia. Secondo le ultime stime, Uber servirebbe a Londra 3,5 milioni di clienti.

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