Codacons: estendere l'Area C a tutta Milano

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Non basta l'azione del Governo Monti in merito all'inasprimento delle accise sul carburante, iva e superbollo. Non basta neanche la controversa Area C a Milano, riedizione moderna del balzello medievale stile "Non ci resta che piangere": chi siete, cosa portate? 5 Euro. Mentre si attende l'esito di un ricorso al TAR, ci si mette pure il Codacons, che sul proprio sito scrive:

Estendere Area C, il ticket antinquinamento per il centro di Milano, a tutta la citta'. E' la proposta di Marco Donzelli, presidente del Codacons. "Gli ottimi dati resi noti oggi -ha spiegato- dimostrano non solo che l' esperimento di Area C deve proseguire ma che va al piu' presto esteso a tutta Milano. Fino a che ogni giorno entrano in citta' centinaia di migliaia di veicoli la lotta contro l'inquinamento sara' impari. Occorre bloccarli all'ingresso, inducendo gli automobilisti a prendere i mezzi pubblici" L'associazione dei consumatori chiede il raddoppio dell'Ecopass, con un nuovo sbarramento all'ingresso di Milano, in modo da fermare le auto anche all' altezza dei parcheggi di corrispondenza.

Sparare sull'automobile è ormai come sparare contro la Croce Rossa. Colpevole di ogni male, colpevole di ogni tipo di inquinamento, colpevole sempre e comunque, senza appello. Senza entrare nel merito di questioni tipicamente milanesi, ma che potrebbero calzare a pennello in qualsiasi città italiana, è lampante il pressapochismo di questa proposta. Bloccare le auto all'ingresso: si, ma dove? Secondo: i mezzi pubblici potrebbero reggere l'impatto? Terzo: è fattibile il mezzo pubblico anche per chi deve trasportare qualcosa di voluminoso o pesante? Ultimo ma più importante: se la colpa dell'inquinamento è solo del traffico, basterebbe bloccare le automobili una volta per tutte. Ma siamo sicuri che sia davvero così? Oppure anche i mezzi pubblici o il riscaldamento degli edifici, contribuiscono alle emissioni dannose...?

Ora, non vogliamo difendere tout court l'automobile o le case automobilistiche. Stiamo però attraversando un periodo economico negativo, con il mercato che crolla ogni mese: sarebbe il caso che chi affronta determinati argomenti non la prendesse così, alla leggera. Il settore perde costantemente posti di lavoro anche nelle aziende che partecipano alla filiera in maniera indiretta. La situazione è quanto mai seria e delicata: è possibile chiedere un po' più di serietà anche a chi si vuole occupare di traffico e mobilità?

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