Cellulare alla guida: i blitz in borghese della polizia

Cellulare alla guida, si fanno più intensi i controlli della Polizia Stradale che utilizza nuovi metodi.

Cellulare alla guida

Per contrastare la piaga del cellulare alla guida, arrivano nuovi controlli della Polizia Stradale per sorprendere chi utilizza il proprio smartphone mentre è al volante (ma anche in moto o in bicicletta). La direttiva Minniti ha dato un'ulteriore spinta nel tentativo di arginare il fenomeno, all’origine di tre incidenti su quattro.

Tra i controlli più efficaci ci sono sicuramente quelli in borghese. Gli agenti sono di pattuglia in sella a moto civetta e viaggiano nel traffico insieme agli altri veicoli: da quella postazione è una passeggiata cogliere sul fatto chi sta parlando al cellulare o utilizzando lo smartphone alla guida. Immaginate anche a un semaforo in città quanti potenziali multati possono essere sorpresi e fermati. Un video diffuso la scorsa estate mostrava il nuovo modus operandi della Polizia Stradale: i due agenti in moto prima superano correttamente l'automobilista e dopo averlo sorpreso con il telefono all'orecchio, il passeggero estrae la paletta e invita l'auto a fermarsi.

Il quotidiano La Nazione riporta che, come invita la direttiva Minniti, in questi controlli sono impegnati anche i vigili urbani sparsi nella provincia di Arezzo. Le forze dell'ordine hanno registrato disperati tentativi di autodifesa da parte degli automobilisti che però non riescono a evitare multe e decurtazioni di punti dalla patente: per ora la sanzione per chi utilizza il cellulare alla guida è compresa tra 160 e 646 euro più la decurtazione di 5 punti. In attesa che la legge sul ritiro immediato della patente venga approvata: da quel momento la sanzione potrà toccare i 1.294 euro e i 2.588 euro per i recidivi. La sospensione della patente sarà da due a sei mesi e i punti decurtati saliranno a 10.

  • shares
  • Mail