Autovelox, cellulare e alcool: cosa dice la direttiva Minniti

Dagli autovelox al cellullare alla guida, passando per le cinture di sicurezza e la guida in stato d'ebbrezza: quali sono le novità della direttiva Minniti

Polizia

Dopo anni di continua decrescita degli incidenti stradali con esito mortale, si sta registrando, in questi ultimi anni, un’inversione di tendenza che desta forte preoccupazione”, inizia così la direttiva Minniti. Un testo sulla sicurezza stradale, in cui si invitano le forze di Polizia a dare un giro di vite sui controlli, per cercare di contrastare con maggiore vigore le infrazioni al codice della strada.

La direttiva si sofferma su alcuni punti. Una delle cause degli incidenti è la guida in stato d’ebbrezza o sotto l’effetto degli stupefacenti: per combattere questo fenomeno, viene chiesto l’incremento di “acquisto ed il sistematico utilizzo dei dispositivi di controllo dei conducenti”, nei limiti delle risorse economiche disponibili. Il fenomeno più preoccupante dell’ultimo periodo è l’uso del cellulare durante la guida e per questo “serve concentrare ogni sforzo non solo degli organi di polizia stradale, ma anche di ogni operatore di polizia che, occasionalmente, si trovi a svolgere compiti di controllo del territorio”.

Tra le altre cause maggiori per le morti sulle strade troviamo anche gli eccessi di velocità ed il mancato rispetto degli obblighi dell’utilizzo delle cinture di sicurezzasoprattutto nei sedili posteriori e dei dispositivi di ritenuta per bambini”. Non si tratta di nuove leggi, ma di un testo in cui il ministro Marco Minniti vuole dare nuovo impulso ai controlli. Per riuscire nell’intento, viene chiesto il “coordinamento delle azioni di contrasto da parte dei Prefetti”, attraverso il “più diretto coinvolgimento di tutti gli organi di Polizia Stradale operanti sul territorio”.

Un altro tema affrontato è quello degli autovelox, sui quali sono nate numerose polemiche nell’ultimo periodo. La direttiva Minniti specifica “l’intento di favorire l’impiego diffuso della tecnologia non a fini esclusivamente sanzionatori, ma in modo funzionale e coerente con l’obiettivo di ridurre drasticamente gli incidenti stradali”. Per questo motivo, un allegato alla direttiva aggiorna il disciplinare tecnico sulla modalità di collocamento e verifica degli autovelox.

Direttiva Minniti: novità Autovelox

autovelox polizia stradale

- Il costante monitoraggio sulla collocazione dei sistemi di rilevazione della velocità affinché risultino motivati esclusivamente da condivise esigenze di sicurezza stradale;

- La riclassificazione e più efficiente definizione dei sistemi di rilevamento della velocità in tre grandi categorie: fissi (es. il Tutor e il Vergilius), temporanei (l'autovelox) e mobili (apparecchiatura utilizzata da un veicolo in movimento);

- La taratura e verifica della funzionalità delle apparecchiature, che avverrà con cadenza annuale, come peraltro stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 113 del 29 aprile 2015;

- Una precisa delimitazione delle attività di assistenza tecnica dei soggetti privati, che non devono mai interferire con quella dell'organo di polizia e comunque devono essere svolte sotto il controllo di quest'ultimo;

- Le spese di accertamento gravanti sul trasgressore, che dovranno essere ben circostanziate e documentate;

- La possibilità di effettuare riprese frontali con dispositivi da remoto purché si proceda all'oscuramento automatico dell'abitacolo e quindi al non riconoscimento delle persone a bordo del veicolo;

- Regole più puntuali, utilizzando apposito cartello, per presegnalare e rendere visibili le postazioni di controllo della velocità, che potranno funzionare anche su entrambi i sensi di marcia.

Direttiva Minniti: il testo completo

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