La Formula Uno a Londra è tornata umana

Londra è stato l'esempio di un cambio di rotta fondamentale: i piloti son tornati gladiatori in pista, ma ora è uno show per tutto il pubblico, non più uno spettacolo elitario per pochi ricchi


Formula 1 -

Il rombo dei motori, quel frastuono a pochi passi da grandi e piccoli appassionati. Vetture di oggi, con i bolidi affascinanti di ieri. E poi la musica, i protagonisti di questa stagione resi personaggi alla portata degli appassionati. La Formula Uno a Londra ha ripreso le redini del proprio destino, tornando umana, o meglio, a misura d'uomo, di appassionato.

Non più quel circo d'elitè feudale che tanto piaceva a sir Bernie Ecclestone, quell'agglomerato dorato così lontano dagli appassionati. La svolta di Liberty Group nel voler avvicinare al mondo moderno e, sopratutto, alle nuove generazioni, il circus iridato sta portando i suoi frutti. Perchè era evidente come la strada di Ecclestone, negli ultimi anni, non avrebbe portato da nessuna parte: si era scelto di inseguire il futuro al grido di una "mobilità sostenibile", tralasciando completamente il fulcro della Formula 1, strettamente collegato poi con l'idea che la massima Formula doveva realizzare: creare miti ed eroi, capaci di portare al limite dei mezzi assolutamente straordinari.

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Ecco perchè questa stagione 2017 sta funzionando: macchine più veloci, belle ed estreme, piloti messi in condizione di esprimere il loro talento, la propria furia agonistica, cosa mancata finora nella nuova era Turbo.

Ok, ma la "fabbrica dei campioni", l'Olimpo del motorsport andava comunicato. Ecclestone aveva paura ad avvicinare questo circus alla gente, timoroso di renderlo meno elitario. Così facendo, l'autogol era stato servito. Il Liberty Group ha creato i miti, li ha posti su di un palcoscenico, e li ha messi a disposizione della gente.

We are LIVE! Watch the show at youtube.com/f1 . #F1 #Formula1 #F1LiveLondon #TrafalgarSquare

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Li ha fatti conoscere ed apprezzare, amare ed odiare. I piloti non sono più dei viziati in auto, ma sono tornati ad essere gladiatori nell'arena pronti a combattere. Ecco, in questo la comunicazione ha svolto un ruolo fondamentale, sfruttando tutti i canali a disposizione, primi tra tutti i social network. Nel caso di Londra, tanti post Live su Facebook di piloti ad annunciare l'evento, video, immagini, riprese, spezzoni del concerto.


A Trafalgar Square la Formula Uno ha creato una festa per tutti: i piloti mischiati tra la gente, pronti a filmare tutto e darlo in pasto a Instagram, Twitter o Facebook, dopo aver passeggiato lanciando cappellini o stringendo mani. I team manager, in occhiali da sole sul palco di quello che era un vero e proprio concerto per tutti gli appassionati accorsi o collegati Live via Youtube. E poi le auto pronte a sfrecciare e fare donuts seppur proibiti per l'esaltazione di tutti.



E' stata una Goodwood in chiave moderna quella vista a Londra, che ha celebrato questi primi mesi di lavoro del Liberty Group e ne ha tracciato la giusta via. La Formula Uno aveva bisogno di svecchiarsi. Da circo iridato alla ricerca di posti sempre più esotici, aveva perso la sua anima. Ieri c'era tutto: adrenalina, rumore, musica, suoni, piloti resi idoli....tranne uno.

Put your hands up! #F1LiveLondon #ScuderiaFerrari #Kimi7 #SF70H #F1 #Ferrari #PrancingHorse

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Non è passato inosservato infatti l'autogol di Hamilton, fischiato per la sua assenza. Il pilota rockstar, colui che dovrebbe essere showman perfetto per questa nuova Formula Uno, è rimasto invece elitariamente staccato. Un comportamento (troppo) da vip che non sembra essere piaciuto. Un'occasione persa, vista la presenza di Vettel, Alonso, Ricciardo, Verstappen, Ocon, di Hulkenberg tra la folla, e perfino di Rosberg.
La Formula Uno ha cambiato mentalità: Londra ne è stato un esempio eclatante.

Thanks London. Thanks @f1 for this event. #fans #f1livelondon #Mclaren #honda #f1 #14

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Not bad...👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻#F1

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