Mercato auto Italia: a ottobre -12.4%; la posizione di UNRAE

Puntuali arrivano i dati UNRAE sul mercato auto in Italia, relativi al mese di ottobre 2012: nel decimo mese dell’anno le vendite registrano una flessione pari al -12,4% con 116.875 auto immatricolate. Un dato che contribuisce a confermare il trend negativo che ha caratterizzato tutto il 2012: da gennaio sono state registrate 1.207.860 immatricolazioni, pari ad un pesante -19,7% complessivo.

“Undici mesi consecutivi in caduta libera a due cifre in cui il Governo non ha saputo, potuto o voluto intervenire - non tocca a noi giudicare – e con l’avvicinarsi dell’inevitabile vuoto legislativo che precede le elezioni, è difficile prevedere a breve un’inversione di tendenza”. Così si è espresso Jacques Bousquet, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case estere in Italia, commentando i risultati di fine mese.

“L’insostenibile pressione fiscale sulle famiglie, le tiene lontane dai consumi di ogni tipo e l’incubo occupazione ormai si estende anche sulla filiera dell’auto”, prosegue Bousquet. “In media, una Concessionaria al giorno sta chiudendo, saranno 350 alla fine dell’anno, con 150 nuovi disoccupati alla settimana solo dal sistema distributivo, ma che in rapporto alle altre aree di crisi del Paese, sono numeri che non fanno rumore perché non concentrati in un’unica area, come Termini Imerese, Taranto o Portovesme”.

Tuttavia le Case estere non lesinano i loro sforzi in termini di proposte di nuovi modelli sul mercato italiano, tutti pieni di “value for money”, accompagnati da forti promozioni ed incentivi commerciali. “Paradossalmente, questo è il momento migliore nella storia dell’auto per cambiare la propria vettura” – ha concluso il Presidente – il vero problema resta la pressione fiscale cui sono sottoposte le famiglie, che blocca in particolare la domanda dei beni durevoli”.

Intanto, i risultati del mese di ottobre indicano una flessione del mercato del 12,4% e 116.875 auto vendute. Anche se nel mese il calo della domanda appare meno ripido del passato, è perché ha beneficiato di due giorni lavorativi in più rispetto ad ottobre 2011. Se operassimo un confronto a pari numero di giornate lavorate, anche tenendo conto dell’effetto fine mese, il calo reale sarebbe del 20%. Nel complesso i primi 10 mesi dell’anno consuntivano così 1.207.860 immatricolazioni (-19,7%).

“Inesorabilmente – ha concluso Bousquet - lo Stato sta rinunciando ad un importante gettito IVA a causa del calo di fatturato e dovrà gestire un tema occupazionale aggiuntivo. Noi non potremo mai comprendere le ragioni di tanta disattenzione verso un patrimonio della nostra economia”.

Su questi presupposti, il mercato tenderà a chiudere il 2012 appena sopra 1,4 milioni di vetture, in calo del 20% rispetto all’anno precedente. Dall’Osservatorio “Previsioni & Mercato”, realizzato trimestralmente dal Centro Studi dell’Associazione, emerge che gli acquisti delle famiglie si fermeranno al di sotto delle 900.000 unità vendute, meno del 64% di quota, confermando il record negativo di rappresentatività dei privati, mai registrato nella storia dell’automobile.

Le società dovrebbero archiviare il 2012 a poco più di 250.000 auto immatricolate e una quota di mercato del 18%, in linea con i risultati dalle immatricolazioni a società di noleggio. Le motorizzazioni a basso impatto ambientale sono sempre più le vere protagoniste del mercato auto: i consumatori, infatti, a causa degli elevati costi di benzina e diesel, si stanno ormai orientando verso il gpl, che dovrebbe chiudere l’anno al 9,3% e 130.000 immatricolazioni e in parte verso il metano, stimato al 3,8% di quota.

L’osservatorio stima, inoltre, che l’anno 2013 tenderà ulteriormente al ribasso, fermandosi a circa 1.358.000 immatricolazioni, riportandoci indietro ai livelli pre-anni ’80. Tutto ciò in assenza di fattori politici in grado di determinare un’inversione di tendenza e tenendo già in considerazione anche la modesta aggiuntività che il sistema Incentivi 2013, destinato prevalentemente alle sole società, con un fondo da 50 milioni di euro, potrà portare.

Tornando al mercato di ottobre, la raccolta ordini segna circa 125.000 contratti, quasi l’11% in meno rispetto ad un anno fa. Nel periodo gennaio-ottobre l’acquisito ordini ammonta a 1.160.000 unità, in calo di circa il 21%. Sul fronte del mix per canale di vendita, le società registrano nel mese la flessione maggiore (-14,7%), seguite dai privati (-13,2%) e dalle immatricolazioni alle società di noleggio (-5,8%). Per concludere, i trasferimenti di proprietà in ottobre sono tornati a crescere, segnando un +8,2% e 407.005 unità, un piccolo segnale di vitalità che porta i primi 10 mesi a 3.426.613 trasferimenti di proprietà, al lordo delle minivolture, in flessione del 9,7%.

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