Land Rover Discovery: la Roma Pescara in off-road [Video]

Da Alanno a Paliano in off-road negli antichi sentieri, con la nuova Land Rover Discovery.

Spirito avventuriero, libertà, paesaggi indimenticabili e voglia di divertirsi insieme sono gli ingredienti di una ricetta che da 11 anni riunisce gli appassionati di off-road provenienti da tutta Italia negli “antichi sentieri” che dividono il Mar Tirreno dall’Adriatico. Tra Roma e Pescara, da Alanno (PE) a Paliano (FR) in questa edizione 2017 patrocinata dalla FiF, dove si sono ritrovati circa 275 equipaggi, un numero in continua crescita specialmente se rapportato alle prime edizioni, quando le vetture iscritte furono poco più di venti. Fuoristrada per tutti i gusti: oltre alle nostre Discovery c'erano Defender, Range Rover, Wrangler, Land Cruiser, Pajero, Santana, Jimny, quasi originali o modificate in ogni componente. Da segnalare un Range Rover anni ‘90 che superava i 2 metri di altezza ed una Renault 4 munita di snorkel per affrontare i guadi lungo il percorso. Poi c’eravamo noi di Autoblog, con la Nuova Discovery ed una Land Rover Discovery Sport, entrambe fiammanti, che hanno immediatamente attirato gli sguardi e stimolato la curiosità dei presenti, desiderosi di vedere le due Discovery in azione nei tratti off-road più impegnativi del percorso.

La nuova Discovery alla Pescara - Roma



Presentata a marzo, la quinta generazione Discovery ha subito la "dieta dell'alluminio" che le ha fatto perdere oltre 450 Kg di peso rispetto alla generazione precedente. Tanti, se rapportati alle 2 tonnellate di peso totale. La nuova Discovery è spinta dal potente motore Sd4 Ingenium 2.0 da 237 Cv, che eroga ben 500 Nm di coppia, consentendole di accelerare da 0 a 100 km/h in 8,6 secondi. Più leggera e potente quindi, ma anche più tecnologica, grazie all'ultima evoluzione del sistema ATPC (All Terrain Progress Control) e la presenza delle molle ad aria, che migliorano l'assorbimento e permettono di alzare e abbassare la vettura da terra (da 24 a 36 cm): indispensabili in fuoristrada, ma utili anche per caricare il bagagliaio o per entrare o per scendere dall'auto. Sulla nuova Discovery debutta il sistema Terrain Response 2, la cui novità più importante consiste nella presenza della modalità Auto. Ciò significa che la vettura è capace di riconoscere in maniera autonoma il tipo di ambiente circostante, in modo da selezionare manualmente le restanti modalità soltanto quando si affrontano percorsi specialistici.

Impressionate anche la sua capacità di guado, con un valore di ben 90 centimetri: praticamente impossibile trovare rivali che siano in grado di fare meglio. Caratteristiche che le consentono di amalgamare doti da passista nei lunghi trasferimenti stradali, a performance da fuoristradista autentica e senza paura.

A "scortare" la nuova Discovery in configurazione 7 posti, avevamo a disposizione anche una Discovery Sport, spinta dal motore 2.0 TD4  da 150 Cv, abbinato al cambio automatico e trazione integrale. Con meno tecnologia a bordo e priva dell'assetto variabile presente sulla sorella a 7 posti, ma equipaggiata con pneumatici Malatesta da off road che dovrebbero aiutarla a superare con agilità gli ostacoli lungo il percorso.

Giorno 1: da Alanno (PE) a Scanno (AQ)


Arriviamo al campo sportivo di Alanno, luogo del raduno, che è sera tardi. Ci sono già parecchi equipaggi, anche se la maggior parte arriverà l’indomani o nei 2 giorni successivi: la partecipazione infatti è libera, chi lo desidera può fare anche solo una delle tre tappe previste. La mattina ci raduniamo nel centro di Alanno, letteralmente invaso dai fuoristrada, per formalizzare l’iscrizione e ritirare il numero di gara, anche se una gara non è, visto che non è prevista una classifica finale e soprattutto lo spirito dei partecipanti è orientato al divertimento e non alla competizione. Finalmente partiamo: non è il mio turno di guida, quindi mi siedo comodamente in uno dei 7 posti della nuova Discovery, curioso, come gli altri, di vederla all’opera senza le gomme tassellate da off-road puro.

Motivo per cui bisogna lavorare di gas ed affidarsi all’elettronica che gestisce, tra le altre cose, l'assetto variabile. Il primo tratto, tanto per rompere il ghiaccio, è impegnativo: in discesa, ripido, sull’erba umida. Chi guida sente scivolare l’auto, che con i suoi 497 cm di lunghezza e 222 cm di larghezza non è tra le più compatte presenti, mentre chi siede dietro si preoccupa. E’ bastato prendere un po’ di confidenza ed affidarsi all’Hill Descent Control per superare, con qualche gocciolina di sudore, il primo tratto. L’itinerario prosegue sullo sterrato tra pianura e sali-scendi con il motore 4 cilindri turbodiesel della serie Ingenium di 2 litri da 240 Cv che fa sentire sempre la sua spinta.

Grazie infatti ad una delle modalità del Terrain Response 2 dedicate all'off-road e, all'occorrenza, innestando le ridotte e predisponendo le sospensioni pneumatiche ad elevare ancora l'altezza da terra di altri 7,5 cm sino a 50 all'ora e di 4 cm sino a 80 orari, la Discovery è praticamente inarrestabile. Fa tutto l’elettronica e su questo tipo di terreno fa ancora più effetto: in centesimi di secondo varia la ripartizione della trazione, la rigidità delle sospensioni ed i bloccaggi dei differenziali per garantire la motricità più adatta al terreno e alla pressione che si esercita sull'acceleratore. Bisogna solo abituarsi a gestirla. Arriviamo a Scanno (AQ) nel tardo pomeriggio, dopo qualche inconveniente nell’interpretazione del road book, nello splendido campeggio vista lago circondato dalle montagne.

Giorno 2: da Scanno ad Altipiani di Arcinazzo


Dopo un'allegra serata vivacizzata dalla simpatia dei membri dello staff ed una fresca notte in tenda, ripartiamo da Scanno passando gli splendidi panorami offerti dalle Gole del Sagittario, prima di imboccare lo sterrato. E' il mio turno di guida. Siamo in alto, oltre i 1000 metri, dopo un breve tratto in leggera salita inizia la discesa verso Pescina. Il sentiero è stretto, praticamente una pietraia con rocce appuntite che sbucano da ogni dove. Proprio quando mi ero illuso di aver superato i punti più complicati sul display centrale del cruscotto appare ciò che non avrei voluto vedere: l'anteriore destra perde pressione!

Capita a tutti, per carità, ma io per distinguermi insieme all'anteriore destra ho bucato anche la posteriore, nello stesso lato. Non c'era possibilità di fermarsi in quel punto perchè avremmo bloccato la colonna per diverso tempo. Così ho proseguito sui sassi verso il primo spazio aperto utile, accanto al dirupo, con 2 gomme bucate. Grazie al prezioso aiuto offerto dagli altri partecipanti abbiamo sostituito la gomma anteriore e siamo ripartiti in un baleno verso Pescina (AQ), prima che la posteriore perdesse definitivamente pressione. Dopo una breve sosta dal gommista, siamo ripartiti raggiungendo gli altri equipaggi nel tratto boschivo, non troppo impegnativo, che precede l'arrivo agli Altipiani di Arcinazzo.

Giorno 3: da Altipiani di Arcinazzo a Paliano (FR)


Dopo una serata passata tra i dolori e le gioie di chi ha assistito alla finale di Champions League, ripartiamo verso l'ultima destinazione in programma: Paliano, in provincia di Frosinone. Le vette più alte dell'appennino centrale sono ormai alle spalle, il paesaggio è infatti più morbido ed i sentieri meno impervi rispetto a quelli incontrati nei 2 giorni precedenti. Anche nell'ultimo giorno, però, non sono mancati tratti "hard" come puntualmente segnalato sul road book. Oggi mi siedo al volante della Discovery Sport,  spinta dal motore 2.0 TD4 Diesel da 150 Cv, abbinato al cambio automatico ad 8 rapporti e trazione integrale. Meno potente e più compatta nelle dimensioni (460 cm di lunghezza, 2.17cm di larghezza con specchietti aperti) rispetto alla sorella a 7 posti, ha però il vantaggio di montare gli pneumatici tassellati adatti alla guida fuoristrada.

E naturalmente è tutta un'altra guida. La Discovery Sport si arrampica infatti senza affanni, supera le salite con un filo di gas dando immediatamente fiducia al guidatore. L'elettronica, nei tratti non particolarmente complessi dove ho guidato, si è sentita pochissimo; l'unico problema era la minore altezza da terra rispetto alla nuova Discovery che, come accennato offre la possibilità di regolare l'altezza adatta alle proprie esigenze.

Gli ostacoli che la nuova Discovery superava grazie alla potenza del motore e l'aiuto dell'elettronica, la Discovery Sport, più agile, li superava senza problemi grazie alla presa delle gomme tacchettate. Dopo una cinquantina di chilometri di sterrato, imbocchiamo la provinciale che ci porta a Paliano, la nostra destinazione finale. Pranzo finale all'aperto, risate e saluti con lo staff e gli altri equipaggi conosciuti, con una promessa: "ci vediamo l'anno prossimo!"

Roma Pescara in off road: la storia


L'idea di unire il Tirreno all'Adriatico attraverso un tour in off road è venuta ad un gruppo di ragazzi, appassionati di 4x4 nonchè membri di diversi club sparsi tra Lazio e Abruzzo, che nel 2006 organizzarono non senza difficoltà la prima edizione, alla quale parteciparono una ventina di equipaggi. Fu un successo, non tanto per i numeri, che in quella edizione costrinsero il gruppo di appassionati a pagare di tasca loro parte delle spese, ma per l'idea che rapidamente si è diffusa tra gli appassionati di fuoristrada di tutta Italia. L'anno dopo infatti il numero di partecipanti è raddoppiato, continuando a crescere anno dopo anno, con equipaggi provenienti anche da diverse nazioni europee e non solo, data la presenza di un equipaggio proveniente da Perth, Australia!

Lo staff dell'organizzazione si è ingrandito negli anni, perfezionando i percorsi, che variano in ogni edizione: l'anno scorso ad esempio l'evento è iniziato sulla sabbia dell'adriatico per concludersi sulla spiaggia di Santa Severa, in provincia di Roma. Dall'adriatico verso il tirreno o viceversa, come accennato dipende dal tracciato scelto in base anche dalla possibilità, offerta da Comuni e privati, di aprire aree normalmente interdette per consentire il passaggio dei fuoristrada. A garantire la sicurezza c'è anche un equipaggio di giovani volontari della Protezione Civile, che, con il loro Defender, seguono la carovana pronti ad intervenire in caso di infortuni. Un particolare da sottolineare è che partecipando alla Roma Pescara, una parte del costo di iscrizione viene devoluta all'AIL, l'Associazione Italiana contro le leucemie e linfomi. Se vi è venuta voglia di partecipare alla prossima edizione, è possibile trovare tutte le informazioni necessarie sul sito dell'organizzazione www.perantichisentieri.it.

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