Uber: il caso dei prezzi a Londra post attentato

L'aumento delle tariffe, la spiegazione e le denunce di numerosi utenti: tante polemiche nei confronti di Uber nelle ore dell'attentato a Londra

Una schermata dell'applicazione Uber

L’attentato terroristico di sabato notte a Londra ha messo anche Uber nel mirino delle polemiche. Tanti utenti hanno accusato l’azienda di aver alzato le tariffe nelle ore e nella zona dell’attentato, mostrando numerosi screenshot, con prezzi più che raddoppiati, rispetto a quelli classici. Il problema nasce dall’algoritmo di Uber che aumenta automaticamente i prezzi, nel caso ci siano più richieste, per incoraggiare il maggior numero di autisti a servire nelle zone ad alta affluenza.


Alcuni utenti hanno anche cancellato l’App dal proprio smartphone per protesta, ma dall’azienda hanno spiegato: "Appena abbiamo sentito dell'incidente - ha dichiarato Tom Elvidge, direttore generale Uber UK, al Daily Mail - abbiamo sospeso le tariffe e azzerato i prezzi nelle zone dell'attacco, esattamente come avevamo fatto anche negli attacchi di Manchester e Westminster".

Molti, però, si sono lamentati anche della lentezza di Uber nel prendere questa decisione: sarebbe trascorsa circa mezz’ora di tempo tra le prime chiamate d’emergenza e l’annuncio della sospensione delle tariffe. Mentre, secondo quanto annunciato dalle autorità locali, “i tre attentatori sono stati uccisi entro otto minuti dalla prima chiamata d’emergenza”.

  • shares
  • Mail