Buche a Roma: trovata finalmente la soluzione

Il materiale innovativo usato a Torre Maura risolverà definitivamente l’annosa questione romana.

Roma, Andrea Tartaglia

Inefficienza, incapacità, corruzione, sicuramente qualcuno ci ha guadagnato e ci guadagna ancora, ma il problema delle buche a Roma è ormai un vero cliché, fanno parte del parco archeologico romano, facciamocene una ragione. Famose in tutto il mondo dopo il Colosseo e il Foro sono le vestigia post moderne più visitate della capitale, comode da vedere, sono in ogni dove e non bisogna pagare un biglietto per poterle ammirare, anzi, se fate attenzione, potrete scoprire anche qualche reperto archeologico che spunta dalla vasta profondità dello scavo, pardon della buca.

La colpa poi è sempre di qualcun altro, come i bambini all’asilo, è stata l’amministrazione precedente, poi quella precedente ancora e via dicendo, così che alla fine scopriamo che queste buche non le ha mai riparate nessuno ed ecco, forse, spiegato il perché del problema.

Poi scatta l’emergenza, si prevedono rattoppi come nella migliore tradizione romana, o come direbbe René Ferretti di Boris: "A cazzo di cane", poi si sa, tanto a Roma otto cose su dieci si aggiustano da sole, perché tutti questi sbattimenti?

Quindi? DIY, do it yourself, come dicono gli anglofoni e in questo i romani sono tra i migliori. In Inghilterra, ad esempio, le buche sulla strada diventano dei vasi alternativi che contengono fiori, le cosiddette flower pot hole, in altre zone del Nord Europa le evidenziano con la vernice spray riproducendo la famosa “ceppa di %@##*” (le potete vedere nella gallery a fine post).

L’ultima trovata per sconfiggere questo odioso problema che affligge le antiche strade della Capitale è quella segnalata dal nostro amico Andrea Tartaglia. In via dei Colombi, nel quartiere di Torre Maura nei pressi della Casilina, ha fotografato una buca enorme, anzi una voragine, tappata, è il caso di dire, con dell’ottimo pane tra cui filoni e rosette. Un’ottima idea visto il coefficiente di elasticità della mollica che è in grado di assorbire i colpi meglio di una schiuma poliuretanica.

Una soluzione migliore di quella adottata, come ci ricorda sempre Andrea, lo scorso anno, che aveva previsto l’uso dei grandi volumi delle Pagine Gialle, una sorta di rifunzionalizzazione del cartaceo. Ma il romano è sempre attivo, pensa, cerca risposte, prova e non si da mai per vinto, a breve sembra che inizierà un nuovo esperimento per colmare definitivamente questa buca usando la polenta e magari anche un paio di spuntature e du’ salsicce.

La foto ci rivela ovviamente altro: i cassonetti. Noi burini della provincia romana (l'autore di questo post si autodefinisce così n.d.r.) facciamo ormai da molti anni la raccolta differenziata, mentre a Roma no, non si può. Ah, vero, scusate è un business miliardario gestito dai Signori della Monnezza, un vero monopolio. Aggiungiamo poi l’incuria, la maleducazione, la mancanza di rispetto e di senso civico, il fregarsene altamente di tutto e tutti, perché è sempre più facile dare la colpa agli altri che farsi un esame di coscienza.

Famo o’ stadio? No, damose na’ regolata, tutti.

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