Uber: sospeso il blocco dei servizi in Italia

Accolta la richiesta di sospensiva al blocco, richiesta dalla società: Uber continuerà ad offrire i propri servizi sul territorio italiano

Una schermata dell'app di Uber

Uber continuerà ad operare in Italia. E’ la stessa società ad annunciarlo, in una nota, in cui comunica che il Tribunale di Roma ha accolto la richiesta di sospensiva dell’ordinanza di interruzione dei servizi, pronunciata la scorsa settimana. Dunque, non ci sarà lo stop previsto per il prossimo 17 aprile, in attesa della sentenza del Tribunale sul reclamo presentato nei giorni scorsi da Uber.

Siamo molto felici di poter comunicare a tutti i driver e agli utenti di Uber in Italia che potranno continuare ad utilizzare l'applicazione fino alla pronuncia del Tribunale sul nostro reclamo”, si legge nel comunicato ufficiale rilasciato dalla società, riportato da Il Messaggero. In Italia sono oltre mille gli autisti e 83.000 i passeggeri che si sono affidati ai servizi di mobilità del gruppo.

Questa sospensiva vale per i servizi ritenuti illegali venerdì scorso, cioè Uber Black, Uber-Lux, Uber-Suv, Uber-X, Uber-XL, UberSelect e Uber-Van, mentre resta sempre attivo lo stop di Uber Pop, imposto ormai un paio di anni fa dal Tribunale di Torino. L’ordinanza era stata emessa dal tribunale della Capitale con la motivazione di concorrenza sleale ai danni del settore taxi.

(aggiornamento a cura di Fabio Cavagnera)

Il tribunale di Roma ordina il blocco di Uber

MADRID, SPAIN - OCTOBER 14:  In this photo illustration the new smart phone taxi app 'Uber' shows how to select a pick up location at Atocha Station on October 14, 2014 in Madrid, Spain. 'Uber' application started to operate in Madrid last September despite Taxi drivers claim it is an illegal activity and its drivers currently operate without a license. 'Uber' is an American based company which is quickly expanding to some of the main cities from around the world.  (Photo by Pablo Blazquez Dominguez/Getty Images)

La faida tra taxisti e Uber continua la propria storia con l'ennesimo capitolo di questa vicenda. L'ultima decisione poi lascerà sicuramente strascichi e conseguenze non di poco conto, considerando come il Tribunale di Roma abbia ordinato - entro 10 giorni - il blocco dei servizi del gruppo Uber in Italia, tramite tutte le app, quindi Uber Black, Uber-Lux, Uber-Suv, Uber-X, Uber-XL, UberSelect e Uber-Van.

Perchè questo? Per via del ricorso per concorrenza sleale che alcune associazioni della categoria dei taxisti ha portato avanti tramite l'associazione tutela legale taxi. Nella nota si può leggere infatti "il tribunale di Roma, accertata la condotta di concorrenza sleale posta in essere sul territorio italiano da Uber, inibisce alle parti il servizio di trasporto pubblico non di linea con l'uso dell'applicazione [...]disponendo il blocco di queste applicazioni sul territorio italiano, nonchè di effettuare la promozione e la pubblicazione di detti servizi sul territorio nazionale".

Insomma, praticamente si è voluto decretare la fine di Uber sul territorio del Belpaese, anche perchè è stata fissata una ulteriore penali di 10mila euro per le società residenti per ogni giorno di ritardo dal decimo giorno a partire dalla pubblicazione della sentenza. Come dire: distruggere tutto e cospargere bene con il sale.

Una sentenza che segue quella del Tribunale di Torino, che ha confermato il blocco del servizio Uber Pop. Già ma come ha reagito l'azienda? Tramite una nota ufficiale, Uber ha ovviamente risposto mostrando - al netto dei giudizi - una certa incongruenza tra quanto stabilito dal Legislatore poco tempo prima:

"Siamo allibiti per quanto annunciato dall'ordinanza che va nella direzione opposta rispetto al decreto Milleproroghe e alla normativa europea. Faremo appello contro questa decisione, basata su una legge vecchia di 25 anni e che non rispecchia più i tempi, per permettere a migliaia di autisti professionisti di continuare a lavorare grazie all'app di Uber e alle persone di avere maggiore scelta.

Ora il governo non può perdere altro tempo ma deve decidere se rimanere ancorato al passato, tutelando rendite di posizione, o permettere agli italiani di beneficiare di nuove tecnologie come Uber".

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