Formula 1: i dolori di Fernando Alonso e quell'Honda infranta

Il pilota di Oviedo si appresta a vivere un'altra stagione di sofferenza con la McLaren Honda. Fino a quando?

MONTMELO, SPAIN - MARCH 09:  (EDITORS NOTE: Image was altered with digital filters.) Fernando Alonso of Spain and McLaren Honda poses for a portrait during day three of Formula One winter testing at Circuit de Catalunya on March 9, 2017 in Montmelo, Spain.  (Photo by Mark Thompson/Getty Images)

"In Cina, con quei rettilinei così lunghi, sarà ancora peggio che a Melbourne". Se c'è una cosa in cui non difetta Eric Boullier è sicuramente la sincerità. E se c'è una cosa che Fernando Alonso non sopporta proprio, è recitare un ruolo da comprimario. Lo detesta, come tutti i grandi campioni.

Certo è che il fenomeno di Oviedo - di necessità - si è dovuto adattare controvoglia a dover guardare dal basso quei contendenti che tante volte ha affrontato e battuto. Non è mai stato un grande uomo squadra Nando. E' uno che se doveva criticarti lo faceva in maniera chiara e concisa, tagliente e in maniera strategica. Un grande comunicatore oltre ad essere tuttora uno dei più forti piloti in circolazione.

Fernando Dottor Jeckyll, Alonso Mr Hyde

MELBOURNE, AUSTRALIA - MARCH 25:  Fernando Alonso of Spain and McLaren Honda sits in his car in the garage during final practice for the Australian Formula One Grand Prix at Albert Park on March 25, 2017 in Melbourne, Australia.  (Photo by Clive Mason/Getty Images)
Dottor Jackill e Mister Hyde verrebbe da dire. Perchè il pilota di Oviedo è stato capace di portare alla vittoria o sul podio macchine non proprio prestazionali, oltre che vincere campionati. Gli è mancato l'alloro con Maranello. Anzi, a dirla tutta, lo ha accarezzato, sfiorato, quasi afferrato, rimanendo con un pugno di mosche in mano. Non una, bensì due volte con quelle beffe del 2010 e del 2012. Disilluso, arrabbiato, Nando è però passato dalla padella alla brace, rincorrendo sempre quel posto nella storia che ha sempre cercato. Ferrari prima, ora McLaren.

Un cavallo di ritorno dopo quel burrascoso 2007 è vero, ma con una nuova idea: riproporre i fasti di Ayrton Senna con quell'accoppiata McLaren Honda. Una storia che peggio non poteva nascere con quella scossa presa a Barcellona. Fernando il fenomeno è passato dalle vittorie in Rosso ed i festeggiamenti sul podio alle esultanze in pieno stile Yankee ad Austin per un quinto posto in rimonta.

Fernando il comunicatore è quello che piangeva di gioia a Valencia nel 2012, ma dava degli scemi al box a Monza in Ferrari, è quello che urlava a Suzuka - e dove altrimenti - con i vertici Honda ad ascoltare "GP2 Engine", che si mette a ridere sbeffeggiante a Monza ad un team radio per un undercut e via dicendo. Divertente per i fan, forse di meno per gli ingegneri.

Un'Honda infranta


MELBOURNE, AUSTRALIA - MARCH 26: Fernando Alonso of Spain and McLaren Honda on the drivers parade before the Australian Formula One Grand Prix at Albert Park on March 26, 2017 in Melbourne, Australia.  (Photo by Robert Cianflone/Getty Images)

D'altro canto, Alonso - pur sbagliando la forma - ha evidentemente molto di cui recriminare nel suo passaggio a Honda. E non è un caso che spesse volte il pilota di Oviedo abbia guardato in casa altrui - leggasi Ferrari - per giustificare la sua scelta in un'ottica futura di competitività. Scelta che però avrebbe mollato molto volentieri in favore della Mercedes, non fosse altro che il suo contratto aveva una penale che Wolff e soci non si son voluti sobbarcare, anche per non ricreare una coppia calda con Hamilton.

Honda dal canto suo è letteralmente naufragata in questi anni di rientro in Formula Uno. E, considerando la mentalità giapponese a livello piramidale per prendere delle decisioni, non è inusuale vedere come ancora dopo tre anni i problemi da risolvere siano praticamente gli stessi, ma declinati in ambiti differenti. Licenziato Arai alla fine del primo anno, nella seconda stagione sembrava che la McLaren iniziasse a mostrare dei progressi, tanto che in questo inverno 2016 si parlava di roboanti obiettivi, tali da poter infastidire la terza forza del campionato, ovvero la Ferrari di allora. Ed invece l'inverno a Woking è stato particolarmente freddo. Pochi, pochissimi giri.

MONTMELO, SPAIN - MARCH 08: Fernando Alonso of Spain driving the (14) McLaren Honda Formula 1 Team McLaren MCL32 on track  during day two of Formula One winter testing at Circuit de Catalunya on March 8, 2017 in Montmelo, Spain.  (Photo by Charles Coates/Getty Images)

Tante, tantissime rotture. Poche, pochissime prestazioni, tanto che l'Alonso di Melbourne fu chiaro: non fosse stato per la particolarità del circuito, e per la sua guida, le McLaren sarebbero arrivate ultime. Ed infatti Stoffel Vandoorne non è riuscito a far di meglio, in pratica. Figuriamoci quindi a Shanghai con un rettilineo lunghissimo e con un layout che prevede non solo accelerazioni, ma anche spinta in appoggio. Ecco il perchè delle parole di Boullier. Il problema del 6 cilindri di Tokio sta in un nuovo approccio, una nuova strada che è stata voluta seguire, tanto da aver alleggerito l'unità di ben 10 chilogrammi.

"Solo che non ci attendavamo determinati problemi" ha riferito Hasegawa, project leader Honda F1, con i problemi all'alimentazione, ma anche di vibrazioni molto forti che, in banco, non erano stati riscontrati con un solo cilindro. Quando poi il concetto è stato traslato a tutti e sei, ecco i problemi "ma oramai era tardi per sistemare il tutto. Il problema è uscito fuori a Natale". Dunque si rincorre, ma la pazienza di Alonso e McLaren fino a quando durerà?

Le voci Mercedes, la fuga di Alonso


MELBOURNE, AUSTRALIA - MARCH 26: Fernando Alonso of Spain driving the (14) McLaren Honda Formula 1 Team McLaren MCL32 on track during the Australian Formula One Grand Prix at Albert Park on March 26, 2017 in Melbourne, Australia.  (Photo by Mark Thompson/Getty Images)

Ed allora quanto saranno vere quelle voci di una Mclaren pronta, in caso di necessità ad un piano B? D'altronde, le voci invernali di un incontro informale con Mercedes si erano susseguite. Ora, l'ultima "chiacchiera" da Radio Paddock racconta della possibilità - subito smentita - di un motore "home made" da parte della casa di Woking. Troppo difficile, troppo dispendioso per una casa che, va ricordato, dipende al momento anche economicamente dall'accordo con Honda. Chi non ha tali vincoli è invece proprio quell'Alonso che dovrà continuare a patire. Già ma fino a quando?

  • shares
  • Mail