Formula 1: Giovinazzi, la speranza Italia e la seconda chance in Cina

Il giovane talento di Maranello correrà in Cina. Una seconda chance che dovrà confermare quanto di buono mostrato in Australia.

Oramai è giunta perfino l’ufficialità da parte del team Sauber. Antonio Giovinazzi prenderà il posto di Pascal Wehrlein anche in Cina, per il Gran Premio di Shanghai. E se nella prima occasione c’è stato il fattore sorpresa ad innescare tutta una serie di tematiche, qui in questo secondo round – paradossalmente – la prova sarà ancor più dura.

Già, perchè il giovane rampollo senza dote di casa Ferrari ha catalizzato l’attenzione su di se durante il primo fine settimana della stagione 2017, al netto di un sogno che molti appassionati covano fin dal suo annuncio come terzo pilota Ferrari. Un italiano nella massima Formula, oblio spezzato già a Melbourne è vero, ma sono state tante le apparizioni ed i sedili di rincalzo presi dal Bel Paese negli ultimi anni. Basti pensare al talento di Trulli, relegato in Catheram nel tramonto della sua carriera, oppure a Fisichella, che ha chiuso la sua vita in Formula 1 con la difficile e non velocissima Ferrari F60.

L’Italia sperava nel Belpaese con Filippi, costretto ad emigrare negli Stati Uniti è vero, ma anche nel simpatico Davide Valsecchi, divenuto oramai personaggio della pattuglia SKY dopo il trattamento da arresto del team Lotus Renault nel 2013, quando venne ingaggiato come terzo pilota e poi, in sostituzione di Raikkonen, nelle ultime corse fu chiamato un evanescente Kovalainen. Ecco, l’ultima Italia è tutta qui, disillusa da tante speranze, ovattata dalle vittorie di Fisichella negli anni d’oro della Renault, passati però da secondo ad Alonso, e da quell’unica impresa di Trulli a Montecarlo. Fine, chiuso. Per i più grandi, l’illusione di Alboreto in Ferrari nel 1985.

La speranza tricolore e quei fari subito puntati

Sauber's Italian driver Antonio Giovinazzi (front) leads Ferrari's Finnish driver Kimi Raikkonen (rear) through a corner during the qualifying session for the Formula One Australian Grand Prix in Melbourne on March 25, 2017. / AFP PHOTO / WILLIAM WEST / -- IMAGE RESTRICTED TO EDITORIAL USE - STRICTLY NO COMMERCIAL USE --        (Photo credit should read WILLIAM WEST/AFP/Getty Images)
Giovinazzi è arrivato in Formula 1 con le stigmati improntate del talento. Il grande pubblico si è svegliato a Baku, quando in un fine settimana perfetto della GP2, divenne astro nascente. Invero, Antonio da Martina Franca, il talento l’aveva mostrato fin dai suoi primi anni in monoposto. Nel 2012 debutta e vince il campionato della Formula Pilota China. Partecipa alla Formula Abarth a Monza come ospite e conquista un primo ed un secondo posto. Poi la Formula 3, primo grande scalino. Il salto con la Prema in GP2 però fa la differenza. E per fortuna che arriva lo sponsor con “pollo” al seguito a sostenerlo, altrimenti chissà se staremo parlando di lui ora.

Giovinazzi è comunque diverso da tante altre speranze di giovane età. Lo si è percepito subito. Non è un fatto di risultati: avrebbe potuto continuare a correre in GP2 visto il suo secondo posto dietro Pierre Gasly. No, di Antonio è piaciuta la sua attitudine, la professionalità, la serietà. E la bravura nel cogliere le occasioni.

E’ evidente che qualcuno se ne sia accorto. Quando Jacques Villeneuve lo ha visto in azione non ha parlato della sua velocità. No, quella ce l’hanno in tanti. Ha parlato della sua attitudine “quello è uno che ha testa”. E’ un talento nato con la stella giusta. Perchè la chance Sauber nasce al netto di una situazione che non avrebbe avuto possibilità a ben vedere.

Sauber-Ferrari-Mercedes: il gioco delle tre carte

MELBOURNE, AUSTRALIA - MARCH 25: Antonio Giovinazzi of Italy and Sauber F1 sits in his car in the garage during final practice for the Australian Formula One Grand Prix at Albert Park on March 25, 2017 in Melbourne, Australia.  (Photo by Clive Mason/Getty Images)
Il team di Monicha Kalterborn da anni non naviga in buone acque, e questo è risaputo. E’ vero, Sauber corre da anni con il motore Ferrari, ma non ha lo status di cliente privilegiato. Quello è passato al team Haas. Ed allora, in un effetto domino che solo in Formula Uno si può vedere, al netto del ritiro della Manor, il giovane pupillo di Mercedes Pascal Wehrlein sarebbe potuto finire in Mercedes.

Toto Wolff però, vuoi per mantenere una situazione più calma in Mercedes nei confronti di Hamilton, vuoi per far continuare a crescere questo ragazzo tedesco che qualche dubbio continua a nutrirlo, decide di parcheggiarlo in Sauber. Ed il motivo è facile: la squadra svizzera punta per il futuro ai motori Mercedes, e quando si parlerà di fornitura, sconti ed aiuti non sarebbero una brutta faccenda. Peccato che Pascal ha involontariamente deciso di rovinare tutto nella ROC di fine anno, andando a sbattere contro le barriere.

Problemi al collo. Eccola dunque l’occasione. Perchè, fino a prova contraria, in Sauber oggi si montano motori Ferrari e domani – a questo punto – potrebbe esserci il marchio Honda, non Mercedes. A Maranello hanno tutta la volontà di far partecipare e crescere in gara un pilota come Antonio, “sottraendo” spazio ad un pilota della scuderia rivale Mercedes. Lo si percepisce facilmente, anche perchè con questa seconda gara, l’italiano perderebbe lo status di ‘young driver’ per disputare i test per i giovani. Ma a Maranello, evidentemente, hanno fatto bene i propri conti.

E Giovinazzi è pronto. Ha stupito nelle qualifiche. Senza conoscere la macchina – se non qualche test – pronti via e quasi ti frega Ericcson. In gara poi, ecco la buona stella, alla prima staccata ha sfiorato il patatrac nel cumulo di auto, ma ha guidato fino alla fine. Con saggezza, determinazione e velocità. Non ci si attendeva nulla da lui, ha stupito. Ora in Cina serve la conferma, ed è questo il nodo gordiano della questione. Ora ci si attende che Giovinazzi stia davanti ad Ericcson, che vada forte. Condannato a stupire Antonio dalla terra degli Ulivi. Si, probabilmente sarà anche ingiusto, perchè ad Antonio si dovrebbe chiedere solo di crescere e confermare il suo indubbio talento. Ma a quelli bravi, si chiede sempre un po’ di più. Si chiede di stupire, di farlo diventare una regola. Anche perchè, prima o poi – chissà – Wehrlein tornerà sul suo sedile. Oppure no?

Sauber F1 Team's Italian driver Antonio Giovinazzi drives at the Circuit de Catalunya on February 28, 2017 in Montmelo on the outskirts of Barcelona during the second day of the first week of tests for the Formula One Grand Prix season.  / AFP / JOSE JORDAN        (Photo credit should read JOSE JORDAN/AFP/Getty Images)

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