Flixbus Italia: salvo il servizio di bus low cost?

La norma contro Flixbus Italia contenuta nel decreto Milleproroghe sarà abrogata al primo provvedimento utile.

Flixbus Italia

Flixbus Italia tira un sospiro di sollievo. Il decreto Milleproroghe, approvato prima al Senato e poi alla Camera, ha bloccato la società italo-tedesca che gestisce il servizio di bus low cost ma la norma sarà abrogata al primo provvedimento utile. Ad affermarlo è Andrea Mazziotti, relatore del decreto Milleproroghe alla Camera e deputato di Civici e Innovatori nonché firmatario di uno degli odg approvati nella giornata di oggi: “In questi giorni si è parlato molto della protesta dei tassisti e meno della norma anti Flixbus che voleva cancellare il diritto di tanti consumatori a viaggiare su autobus low cost. Ho chiesto al governo di cancellare questa norma e il governo ci ha dato ragione: sarà abrogata al primo provvedimento utile". Se così non fosse, Flixbus dovrà adeguarsi alle nuove norme in 90 giorni: un tempo forse utile al legislatore per eliminare la norma che mette i bastoni tra le ruote alla start-up nata in Germania nel 2011 e ormai una solida realtà internazionale.

Senatori vs Flixbus, cosa è accaduto


Lo scorso 17 febbraio è stato approvato dal Senato il decreto Milleproroghe, lo stesso che ha scatenato la rivolta dei tassisti. Al suo interno la norma contiene un emendamento di 20 righe presentato da quattro senatori pugliesi del gruppo Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto (Tarquinio, Bruni, Perrone e D’Ambrosio Lettieri). Esso prevede il rinvio a a fine 2018 dell’attuazione del Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile e la concessione di autorizzazioni sulle tratte interregionali solo a raggruppamenti di imprese guidati da «operatori economici la cui attività principale è il trasporto di passeggeri su strada». Dato che Flixbus è una piattaforma online e utilizza fornitori esterni non rientrerebbe nei parametri fissati dall’emendamento e sarebbe quindi impossibilitata a svolgere la sua attività: un servizio presente in 120 città italiane e con circa 3 milioni di clienti in poco più di un anno e mezzo di attività in Italia.

Secondo ilFattoquotidiano, il promotore dell’emendamento sarebbe da ricondurre ad Anav, l’associazione nazionale autotrasporto viaggiatori associata a Confindustria. In realtà l’80% delle imprese che lavorano con Flixbus sono iscritte ad Anav ma il presidente Giuseppe Vinella è anche amministratore delegato di Sita Sud srl (presieduta dal padre Luciano) e consigliere delegato della Marozzi srl, due società del gruppo Finsita Holding Spa che operano nelle strade strade in cui opera Flixbus. Nel mirino, quindi, ci sarebbero le 10 linee di autobus low cost che collegano l’Italia del Nord alla Puglia.

«Governo e Parlamento hanno manifestato la giusta sensibilità rispetto a un tema così importante, con garanzia di una più ampia qualità, efficacia e sicurezza del trasporto con autobus mediante “mandatari” certi e visibili», aveva detto Vinella mentre Flixbus parlava di un artificio inaccettabile e di un blitz al limite della legge appellandosi al Parlamento: "Siamo fiduciosi che l’istanza, che riguarda 3 milioni di passeggeri e una buona parte delle aziende che lo stesso Vinella dice di rappresentare, non resterà inascoltata e che il governo si farà garante della certezza del diritto".

Governo con Flixbus, cosa succederà


In attesa che l’emendamento sia effettivamente abrogato al primo provvedimento utile, Flixbus dirama una nota stampa a firma di Andrea Incondi, Managing Director di FlixBus Italia: “L’approvazione di tre ordini del giorno con parere favorevole del Governo impegna il Governo stesso a risolvere il problema e rappresenta un segnale che ci spinge a credere in questo Paese. Oggi, di fronte ad un problema reale, la Camera dei Deputati sceglie di stare dalla parte delle decine di aziende e dei milioni di passeggeri coinvolti".

Il giovane operatore europeo della mobilità ha ottenuto un grande successo in tutta Europa grazie un modello di business che coniuga tecnologia (sito e app dedicata) e tradizione (non ha bus di proprietà ma si appoggia a partner storici del settore) proponendo prezzi bassi e comfort: dalla rete wifi alle prese per la corrente a bordo, fino alla prenotazione online e alla geolocalizzazione dei bus. Secondo La Stampa, la prima occasione utile per l'abrogazione della norma potrebbe essere nelle prossime settimane, in occasione del’approvazione del disegno di legge per il mercato e la concorrenza attualmente al vaglio del Senato. Intanto Flixbus fa sapere che "durante questo periodo non cambierà nulla e il servizio per i passeggeri sarà regolarmente erogato e garantito come fatto finora”.

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