Jeep Grand Cherokee 2017: prima prova

Jeep Grand Cherokee 2017: l’America dei sogni in versione Trailhawk, nel nostro primo contatto.

Jeep Grand Cherokee 2017 rappresenta forse come nessuna vettura l’idea dell’America su strada, di quella formula originale di Sport Utility all’insegna della libertà. Con quei i limiti e quelle qualità tutte sue, di una vettura imponente e potente, letteralmente, ovvero con possibilità di utilizzo che vanno ben oltre l’asfalto della guida cittadina e autostradale.

Per questo, e nonostante la presenza nella gamma del Grand Cherokee 2017 di varianti con motore a benzina 3.6 V6 da 286 Cv e 5.7 V8 da 352 Cv, oltre alla supersportiva SRT con propulsore 6.4 V8 da 457, abbiamo deciso di provare la novità della versione Trailhawk con il V6 3.0 diesel da 250 Cv. Si tratta dell’edizione che il marchio del gruppo FCA ha dedicato anche ad un impiego più fuoristradistico. La Grand Cherokee Trailhawk nasce per essere una Sport Utility totale, con una grinta tutta sua. E un prezzo di 71.200 euro.

L’arrivo della Grand Cherokee Model Year 2017 ha portato cambiamenti di dettaglio alla vettura, con una nuova fascia frontale più avvolgente. L’effetto scenografico della vettura resta identico, con una lunghezza di 482 cm, larghezza quota 194 e altezza di 182 Cm, con una imponenza innegabile e ancora quel difetto congenito del bagagliaio oggettivamente piccolo, 457 di capienza che salgono a 1554 con il divano posteriore abbattuto: la soglia di carico ad 80 cm di altezza è un neo mitigato dal meccanismo di apertura elettrica del portellone. Jeep informa del lavoro di affinamento negli interni, oggettivamente comodi per cinque passeggeri, cioè con il sedile centrale posteriore non penalizzato dalla presenza del tunnel della trasmissione. Se il “Made in Usa” è anche nel look, Grand Cherokee la centra in pieno, con un cruscotto puntato più alla solidità che all’estetica, finiture e assemblaggi di buona qualità, anche se l’impostazione generale non è modernissima.

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Al centro della plancia lo schermo da 8,4″ consente di accedere, con una grafica non emozionante, al sistema multimediale Uconnect e ai menù di gestione dell’assetto della vettura, mentre il climatizzatore bizona in posizione ribassata è intuitivo nell’utilizzo. La versione Trailhawk ha sedili dedicati con fianchetti maggiorati e più contenitivi, rivestimenti in pelle con la sezione centrale scamosciata e le regolazioni elettriche di prassi che fanno egregiamente il loro lavoro senza eccessive sofisticazioni. Stupisce il rivestimento di plastica di bassa qualità alla base delle poltrone anteriori, mentre sulle portiere le linee semplici dei rivestimenti si accompagnano con la consistenza. Inutile fare paragoni, come del resto unica è l’abitabilità, tanta sia nei posti anteriori che posteriori.

Della posizione di guida bisogna parlarne come di una postazione multiuso. Grande visibilità per l’utilizzo stradale, buona mobilità per l’offroad, con un volante di grandi dimensioni accompagnato da una leva a fungo del cambio automatico onestamente datata. In posizione appena più arretrata sul tunnel, il selettore del Selec-Terrain.

Cinque le regolazioni possibili: Auto per la guida su strada, Snow, Rock, Sand e Mud (fango). Il pacchetto offroad offre la possibilità di variare l’altezza da terra delle sospensioni pneumatiche, con una escursione di 7 centimetri, da 20,5 a 27,5, ma anche di impostare il Selec-Speed Control, che permette di regolare la velocità in salita e in discesa senza toccare i pedali, ma intervenendo sulle leve cambio al volante con una precisione davvero notevole. L’effetto doppia personalità del Trailhawk sta anche nella scelta delle gomme, Goodyear Adventure M+S da 18 pollici, ma con rinforzi in Kevlar per contenere forature nell’Offroad più impegnativo.

Il cambio automatico ha otto marce più le ridotte, la trazione integrale è accoppiata al differenziale posteriore a slittamento limitato a controllo elettronico, e perfino alle misure caratteristiche vengono certificate da Jeep per un serio fuoristrada, con l’angolo di attacco a 35,8 gradi, quello di dosso a 23,5 e infine quello di uscita a 29,5 gradi. In un breve test su neve e ghiaccio nei dintorni di Francoforte non è mai mancata motricità , anche se le manovre estreme in twist con una vettura pesante 2403 Kg restano un esercizio di cui la maggioranza di noi faranno a meno.

Proprio per via di una massa importante, Jeep Grand Cherokee Trailhawk non è fino in fondo una macchina specialistica. Piuttosto invita a guidare praticamente ovunque con enormi margini di libertà. Su strada è l’andatura a fare molto la differenza, con le sospensioni pneumatiche compensano il rollio fino agli 80 orari, anche se il peso comporta molta attenzione nell’inserimento in curva, con uno sterzo che non brilla certo per precisione e rapidità.

Si apprezza molto la dolcezza di innesti del cambio, che nei rapporti intermedi tiene nel regime ideale il 3.0 diesel. Viaggiare nel confort non è affatto difficile, l’insonorizzazione della Grand Cherokee è alta nonostante gli pneumatici più tassellati non sono una tortura acustica: il rinforzo in kevlar si nota casomai per l’asprezza con cui la vettura reagisce alle buche.

Ancora diverso il comportamento in autostrada, dove alzando il ritmo il rollio diventa ben più evidente e mostrano fatica anche i freni. La velocità massima è autolimitata a 190 km/h ed è evidente come la Grand Cherokee Trailhawk sia tarata alla ricerca del comfort, e non di più: Con il V6 sul filo dei 2.000 giri si mantengono i 130 orari senza fatica, grazie all’ottava marcia molto allungata, in pieno stile Highway. I consumi medi dichiarati per 7 litri di gasolio ogni 100 km vanno interpretati moltissimo in base a quanto si chieda in accelerazione, mentre quelli autostradali da 6,4 litri sono sicuramente più stabili.

Jeep Grand Cherokee 2017 Dati Tecnici

Jeep Grand Cherokee 2017: i dati tecnici della gamma by Blogo Motori on Scribd

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