Effetto Trump: grandi investimenti negli USA

L’effetto Trump è già una realtà nel mondo delle auto con grandi investimenti promessi da diversi Marchi.

Effetto Trump – Anche se la sua avventura politica è appena iniziata, gli effetti della sua preannunciata azione di protezionismo sull’economia americana hanno comunque impattato sulle case automobilistiche.

Di ieri l’incontro Trump – Marchionne – Barra – Fields, nella foto di apertura, mentre, come riporta Fortune, anche Kia USA sta elaborando un piano di emergenza per far fronte alle politiche del Presidente Trump, che riflette la crescente preoccupazione degli esportatori asiatici sulla politica protezionistica degli Stati Uniti.

Kia quest’anno prevedeva di raddoppiare la produzione in Messico portandola a 250.000 veicoli mirando ad incrementare le vendite degli Stati Uniti dell’8%. “Riconosciamo che ci sono parecchie preoccupazioni per l’incertezza derivante dalla nuova amministrazione degli Stati Uniti” ha dichiarato Chun-Soo Han, Direttore Finanziario di Kia.

Per far fronte a queste preoccupazioni, il Gruppo Hyundai Motor, proprietario del Marchio Kia, prevede di raddoppiare, portandoli a 3,1 miliardi di dollari, gli investimenti negli Stati Uniti nell’arco di cinque anni, dove potrebbe anche costruire un nuovo impianto di produzione.

Nei giorni scorsi sappiamo che Ford, davanti alla minaccia del super dazio del 35% per le auto prodotte in Messico, ha immediatamente annullato un piano di investimenti pari ad 1,6 miliardi di dollari per lo stabilimento messicano a San Luis Potosì, destinandone invece circa la metà per ampliare la fabbrica di Flat Rock, nel Michigan, dove verranno prodotti veicoli elettrici e a guida autonoma.

Subito seguita da Toyota, che ha annunciato 600 milioni di dollari di investimento per modernizzare lo stabilimento in Indiana di Princeton, dove il costruttore nipponico assembla 400.000 Highlander all’anno, creando così 400 nuovi posti di lavoro.

Ma non finisce qui perché Toyota ha soprattutto annunciato un piano quinquennale di investimenti pari a 10 miliardi di dollari, parte dei quali saranno destinati ad ampliare la produzione della Camry, che negli USA vende tantissimo. E’ prevista anche la costruzione di una nuova sede operativa per il Nord America, nel Texas, dove principalmente verranno sviluppati progetti legati all’intelligenza artificiale.

E’ troppo presto per dare giudizi, con un gioco delle parti tra politica e industria che conosciamo fin troppo bene anche in Italia. Rimane comunque la domanda: e se avesse ragione lui?

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