Milano: pasticcio Gpl, Metano e ibride

Area C Milano: "Chi vuol esser lieto, sia: di doman non v'è certezza".

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Il nostro lettore Paolo, che ringraziamo, mi ha inviato la foto di una pubblicità comparsa oggi su un noto quotidiano milanese. Il suo messaggio è provocatorio, ma neanche tanto: "per comprare una automobile devo scartabellarmi i regolamenti comunali?". Caro Paolo, cittadino-suddito, la risposta è semplice:"".

Il problema è prettamente milanese, ma se lo trasliamo ad altre realtà rappresenta lo specchio dell'Italia di oggi. Si parte da una necessità oggettiva, ovvero di avere meno smog e meno auto in centro città, ci si dota di divieti ma subito dopo di permessi per aggirare il divieto. I milanesi, che sono notoriamente pragmatici, risolvono con un "per entrare paghi": è il meccanismo dell'"Area C". E visto che il sistema viene sbandierato in nome dell'ecologia, le vetture ecologiche non pagano dazio: si tratta delle elettriche, ibdride, GPL e metano.

Funziona, almeno sul fronte introiti, perchè l'amministrazione ci tiene a far sapere che l'Area C è una vera e propria macchina da soldi. Incassi per 30 milioni nel 2016, circa 7 milioni di euro in più, rispetto a quanto preventivato dal Comune. Non male vero? Ma l'appetito vien mangiando e se ci sono più soldi, è bello averne ancora di più: come avrete letto da Febbraio pagheranno anche le auto GPL e metano. In pratica, per un contorto ragionamento difficile da comprendere, le automobili a metano vanno fermate, mentre il riscaldamento a metano va bene così. E non provate neanche a nominare le caldaie a gasolio, che non sono soggette ad alcuna norma "Euro". Pare siano il 4 per cento del totale in città, ma inquinerebbero come il restante 96 per cento, alla faccia delle scelte ecologiche imposte agli automobilisti.

Provate ad andare a spiegare proprio a quelli che hanno comprato modelli a GPL o metano perchè "è una scelta green" e "perchè così non pagherete l'Area C": smentiti completamente nel primo e nel secondo caso.

E a questo punto è logica la pubblicità di Toyota che cerca di chiarire che l'ibrido no, non pagherà per il 2017. Anche se l'esenzione dovrebbe valere almeno fino al 2019 come specificato più in basso. Per ora "prendiamoci" il 2017, visti i chiari di luna dell'ultimo periodo. Perchè come diceva Lorenzo de' Medici "Chi vuol esser lieto, sia: di doman non v'è certezza".

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