La Formula 1 che vogliamo (addio Ecclestone)

“Sono stato deposto” così Bernie Ecclestone annuncia la fine della sua era in Formula 1. E’ durata 40 anni tra grandi risultati e scandali

La fine di un’era: Bernie Ecclestone non è più il padrone della Formula 1. “Sono stato deposto, non sono più il capo della società – le parole dell’ormai ex boss del circus ad Auto Motor und Sport – La mia nuova posizione è di presidente onorario”. L’incarico di numero uno è ora di Chase Carey, ma Ross Brawn è il nuovo responsabile sportivo e potrebbe diventare presto il nuovo ‘boss’.

La Liberty Media, nuova proprietaria del circus, vuole sviluppare la parte web e social media, per poter attirare il pubblico giovane. E si parla di una maggiore espansione negli Stati Uniti, anche se è sempre stato un pubblico refrattario alla F1 come sappiamo.

La parte più importante del progetto sarà quello di far nuovamente appassionare alla Formula 1 molti tifosi, che negli ultimi anni si sono allontanati, per un mix di errori e di problemi, nonostanre siano innegabili i meriti del manager inglese, capace di portare il Mondiale da uno spettacolo per pochi appassionati ad un vero fenomeno televisivo.

Spettacolo, sorpassi, regolamenti chiari, gare combattute

MONTE-CARLO, MONACO - MAY 21:  Kimi Raikkonen of Finland and Ferrari drives during practice for the Monaco Formula One Grand Prix at Circuit de Monaco on May 21, 2015 in Monte-Carlo, Monaco.  (Photo by Paul Gilham/Getty Images)

In primis, serve una maggiore spettacolarità delle gare: serve trovare il modo favorire i sorpassi tra le monoposto, come avveniva anni addietro, e gare in cui è il pilota in pista a vincere la gara e non ai box con la strategia, come spesso avviene. Possibilmente senza penalizzare chi prova un azzardo per sorpassare, se non legato a veri problemi di sicurezza o di palese irregolarità. Le regole devono essere chiare e applicate immediatamente: non è possibile ripetere quanto accaduto in Messico, con il podio cambiato tre volte a fine gara, senza sapere chi l’aveva conquistato fino ad ore dopo la bandiera a scacchi.

Sarà fondamentale anche avere un campionato combattuto fino alla fine, in cui non sappiamo già all’inizio della stagione o dopo poche gare chi sarà campione del mondo. Anche se questo non dipende spesso dal regolamento, ma da come le scuderie sono brave ad interpretarlo. Tuttavia, i cicli rendono noiose le gare e le stagioni. Per chiudere, giusta l’espansione in nuovi mercati per motivi economici (voluta esplicitamente proprio da Ecclestone), ma i circuiti storici devono restare nel calendario, sono quelli su cui è stato costruito il mito della Formula 1 e quelli che hanno portato molti piloti nella leggenda.

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