Trump incontra FCA, Ford e GM: chi vince?

Mark Fields, Mary Barra e Sergio Marchionne convocati a Washington, la rivoluzione di Trump non passa per l’ambiente

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pranzato  oggi a Washington con gli amministratori delegato di General Motors, Ford ed Fca. E’ cominciato così l’anno zero dell’industria dell’auto americana, già sottoposta ad una pressione tale da far cambiare gli scenari negli ultimi due mesi. Quattro miliardi di dollari di finanziamenti destinati al lavoro negli States sono stati il primo risultato di Trump ottenuto ancora da presidente eletto. Ora che è in carica, è toccato a Mary Barra, Mark Fields e Sergio Marchionne, invece spiegarsi e adeguarsi all’uomo forte della Casa Bianca, sempre più deciso a chiudere la frontiera messicana all’importazione di vetture, ma anche a defilarsi dai vincoli di una legislazione ambientale che ponga seri vincolo alle emissioni e ai consumi di autovetture.

Ho apprezzato l’attenzione del presidente nel fare degli Stati Uniti un gran posto per fare business. Non vediamo l’ora di lavorare con Trump e i membri del Congresso per rafforzare l’industria manifatturiera americana“, questo il commento dell’amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, al termine dell’incontro .”Un incontro incoraggiante” per il numero uno di Ford, Mark Fields, e ancora il pensiero di Mary Barra, l’unica forse a porre sul tavolo un punto di vista più ampio: “Abbiamo avuto un confronto costruttivo su come possiamo lavorare insieme su politiche in grado di sostenere un’economia e un’industria automobilistica competitiva, che sostenga la sicurezza e l’ambiente e la sicurezza“.

Tocca infatti proprio a Mary Barra accennare a quelli che sono stati, a margine di questo meeting, temi per nulla rituali. E’ la prima colta che tutti gli amministratori delegati delle tre grandi di Detroit vengono convocati alla Casa Bianca dal luglio del 2011, quando Barack Obama fu promotore di un meeting per promuovere l’obiettivo del dimezzamento dei consumi di carburante entro il 2025. Uno scenario simile, nell’incontro di oggi, sarebbe apparso inverosimile. Nell’ufficio ovale di discute niente meno che l’abbandono degli standard attuali dell’Epa, la potente agenzia per la protezione dell’ambiente statunitense, che potrebbe sconfessare addirittura la legislazione californiana sull’obbligo per i costruttori di mettere a listino una vettura elettrica. Meno controllo dei consumi, se questo vuol dire meno pressione sull’industria americana, questo il pensiero di Donald Trump. Come e quanto sia percorribile per tre aziende che competono anche a livello mondiale, questo è ancora da capire.

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