Strade provinciali, 100 mila km a rischio manutenzione

Due miliardi di tagli nel 2017 e la viabilità italiana rischia il caos: alla Provincia di Roma solo un milione di euro

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Le strade provinciali stanno diventando un pericolo reale per gli automobilisti italiani, tutto questo per un incastro di leggi e burocrazia che ha del surreale. Ci ha pensato la tragedia dell'Abruzzo a riportare sotto la lente di ingrandimento uno dei più clamorosi casi di caos legislativi degli ultimi anni. Le Province, che erano state abolite da una legge del 2014 “in attesa dell'esito del referendum sulle riforme costituzionali”, sono state resuscitate per effetto del prevalere del “No” il 4 dicembre. Peccato che la legge di bilancio 2017 non se ne sia affatto accorta.

Va raccontata questa storia, con il cuore alle vittime di un fatto di cronaca e la testa al disordine di una riforma mancata che aveva bisogno di una retromarcia mai arrivata. In una lettera al premier Gentiloni, il presidente dell'Unione delle Province italiane Achille Variati descrive il caos senza troppi giri di parole: “Da più di due settimane gli uomini delle Province in tutta Italia lavorano ininterrottamente ventiquattro ore su ventiquattro, in condizioni proibitive, per cercare di mettere in sicurezza le nostre strade. Il centro Italia è il cuore della tragedia: lì i nostri operatori lavorano senza sosta, affiancando gli uomini della protezione civile, per cercare di risolvere quante più emergenze possibili.” E poi Variati atterra sul problema: ”Spiace dover ricordare che avevamo avvertito con un anno d’anticipo Governo e Parlamento che tagliare oltre ogni misura i bilanci delle Province avrebbe messo in crisi servizi essenziali, come appunto lo spazzamento neve”.

Il caos di cui parliamo non è solo straordinario e invernale. Il 20 agosto 2013 veniva presentato il disegno di legge della cosiddetta riforma Delrio, poi diventato legge nel 2014. Porta il nome dell'allora Ministro delle Politiche Regionali Graziano Delrio, attuale titolare del dicastero dei trasporti. E non gli basta affrontare la cosa con ironia. La legge, che è ancora in vigore, prevede l'istituzione di 11 città metropolitane, in sostanza i maggiori capoluoghi di provincia italiani ad alto tasso di urbanizzazione, a cui sono state aggiunte successivamente Messina, Reggio Calabria e Cagliari. Il resto delle 107 Province italiane, tolte quelle a statuto speciale, venivano riclassificate come enti secondari, il tutto “in attesa della riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione e delle relative norme di attuazione”. Sorvolando poi sulla probabile incostituzionalità di una legge ordinaria che modifica funzioni di enti previsti direttamente dalla Costituzione, anticipando una sua eventuale modifica mai arrivata. Ora la situazione si è fatta drammatica sul piano dei conti.

I tagli alle province sono stati di 650 milioni nel 2015, di 1,3 miliardi nel 2016 e 1,950 miliardi nel 2017. Nonostante la legge di riforma Delrio ne avesse ridotto le competenze le competenze, questi enti intermedi sono ancora però i titolari della manutenzione di 100mila chilometri di strade provinciali e, considerando la bocciatura del referendum costituzionale che li aboliva, lo resteranno. Sicché, il caos è totale. Già nel 2015 la Corte dei Conti aveva segnalato la “situazione di criticità relativa alle risorse che mette a rischio i servizi di primaria importanza”. Nel frattempo, si è perso il controllo della situazione, a livello nazionale. Decine di strade provinciali sono state chiuse, o peggio gestite in un regime di sicurezza apparente, con l'abbassamento dei limiti di velocità anche fino a 30 chilometri all’ora. Una misura “politica” per ridurre almeno il rischio di incidenti che derivano dalla bassa manutenzione del manto stradale. Poi l'ennesima beffa, di cui è protagonista la Città Metropolitana di Roma Capitale, nuova denominazione della Provincia di Roma che non ha neppure una legge regionale che ne determini le competenze. Il risultato è appena un milione di euro di fondi per la manutenzione di 2300 km di strade, per tutto il 2017.

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