FCA, il ministro Delrio al contrattacco: “Non prendiamo ordini dalla Germania”

Il Governo Italiano esclude qualsiasi richiamo per Fiat 500X, Jeep Renegade e Doblò

Sale ancora di tono lo scontro tra Germania e Italia sul presunto “dieselgate” che vedrebbe come protagonisti Fiat 500X, la Jeep Renegade e il Doblò, indicati dal Governo di Berlino come “al di fuori dei limiti” delle norme anti inquinamento, e per questo oggetto di una richiesta a quello italiano perché vengano richiamati. “È una proposta irricevibile, non si danno ordini ad un paese sovrano come l’Italia“, ha commentato il ministro dei trasporti Graziano Delrio al Tg1, andando dichiaratamente al contrattacco: “L’autorità di omologazione italiana è quella deputata a stabilire la correttezza dei dispositivi e noi l’abbiamo stabilita, esattamente come loro hanno stabilito le irregolarità sulla Volkswagen“.

La replica aveva chiaramente come bersaglio il ministro dei trasporti tedesco, Alexander Dobrindt, che in un colloquio con la Bild on Sonntag non aveva usato mezzi termini sul caso: “Le autorità italiane sapevano da mesi che Fca, nell’opinione dei nostri esperti, usava dispositivi di spegnimento illegali. La commissione Ue deve conseguentemente garantire il richiamo dei modelli”.

Sul piano delle normative comunitarie, il principio del mutuo riconoscimento da ragione a Palazzo Chigi, ma la polemica si sta spostando su un piano totalmente politico e Delrio ha concluso affermando che “non abbiamo niente da nascondere, per questo i dati sono a disposizione della Commissione Europea” ma “non accettiamo imposizioni per le campagne elettorali o tensioni interne ad un Paese”. Il ministro ha confermato quello che da sempre ha ribadito: “Non risulta che la Commissione Europea abbia verifiche proprie che confermino i test tedeschi sui veicoli Fca“-

Per quel che riguarda la posizione della Comunità il ministro Delrio ha scritto ieri sera alla Commissaria europea all’Industria e al Mercato Elzbieta Bienkowska,  chiedendo chiarimenti rispetto alle dichiarazioni attribuite alla Commissione Europea sul comportamento dell’Italia. In una nota del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si precisa come “l’Italia abbia sempre puntualmente risposto alle richieste della Commissione UE. Dire che l’Italia ha disdetto l’appuntamento, quando i due Paesi e la Commissione stanno solo cercando una data comune, è una ricostruzione perlomeno infondata. Il Ministero ha proposto date nei mesi di gennaio, febbraio e marzo ed è in attesa di conoscere la disponibilità da parte della Commissione e della controparte tedesca“.

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