Guida autonoma: arriva anche BlackBerry

BlackBerry investe nella guida autonoma, avrà ragione?

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Blackberry si butta sulla guida autonoma, dopo aver deciso di non produrre più smartphone. E’ ancora presto per avere un’auto in grado di muoversi completamente da sola, ma una delle rivoluzioni che sta attuando la guida autonoma si è già quasi compiuta: i costruttori tradizionali di automobili sono oggi sempre più frequentemente affiancati da Tech Company, come ad esempio Google, per lo sviluppo di tecnologie in grado di rendere completamente autonomi i veicoli.

Tra queste ultime, come riporta Fortune, arriverà presto anche la canadese BlackBerry, che ha appena annunciato l’inaugurazione di un centro ricerche e sviluppo ad Ottawa ed ha stanziato 75 milioni di dollari da destinare alla ricerca per la produzione di hardware e software funzionali all’auto-guida.

La sfida è grande per BlackBerry perché dovrà recuperare terreno su agguerriti competitors, dotati di grandi risorse economiche e già impegnati da qualche anno in questo settore; un assist è però arrivato direttamente dal Ministero dei Trasporti dell’Ontario, che ha dato l’ok a Qnx per testare i veicoli equipaggiati con suo software sulle strade pubbliche nell’ambito di un programma pilota. BlackBerry entra in gioco dunque, sperando che le sue ottime credenziali sulla protezione e sicurezza informatica, bastino per sedersi al ricco tavolo dei produttori di auto, di software, di chip e sensori che renderanno la guida autonoma sicura, affidabile e quindi compatibile col mercato globale.

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