La guida autonoma di Uber ha problemi con i ciclisti

Uber è sotto la lente di ingrandimento per il software che consente inversioni spericolate attraversando le piste ciclabili

LONDON, ENGLAND - NOVEMBER 19: A cyclist rides over Vauxhall Bridge as Mayor of London Boris Johnson launches London's first cycle superhighway on November 19, 2015 in London, England. Superhighway 5 (CS5) is the capital's first two lane fully segregated cycle superhighway. (Photo by Ben Pruchnie/Getty Images)

Nuovi problemi per Uber e per la sua flotta di Volvo XC90 equipaggiate con il sistema di guida autonoma impegnate in questi giorni in un test sulle strade di San Francisco. Questioni di intelligenza artificiale ed infrazioni stradali dalle conseguenze potenzialmente mortali. Un collaudo per altro già discusso dal California Department of Motor Vehicles, che richiedeva specifiche autorizzazioni e più di una giustificazione per aver attraversato con il semaforo rosso di cui abbiamo pubblicato un video.

Uber, ora deve fare i conti con un problema ben più grave. Le vetture sperimentali deliberatamente ignorerebbero la presenza delle piste ciclabili, come riportato dal Guardian. Le auto avrebbero attraversato le "bike lanes" con la massima disinvoltura durante cambi di traiettoria ed addirittura inversioni ad U che avrebbero messo a repentaglio la vita dei ciclisti, secondo quanto scritto da SiliconAngle.

Un bug serio, ammesso anche da un portavoce della società che ha sede proprio a San Francisco, città scelta ormai anche da altre aziende impegnate nello sviluppo della guida autonoma proprio per la densità e complessità dei suoi flussi di traffico. Un banco di prova reale, dunque che Uber pare abbia trascurato.

Solo a San Francisco esistono almeno 82.000 ciclisti che utilizzano le oltre 200 miglia di piste ciclabili, dunque una variabile urbana che pare l'azienda non abbia affatto messo in conto nella programmazione del suoi software. Da Uber infatti non arriva nessuna spiegazione su come e quanto i sistema di guida autonoma sia in grado di rilevare la presenza di ciclisti e se esista qualche comportamento specifico che il sistema di guida autonoma debba tenere per tutelarli. Un silenzio che contribuisce ad infiammare le polemiche sulla stampa statunitense.

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