Nuova Suzuki Ignis: primo contatto

Vuole essere un'alternativa "trendy" tanto quanto la Fiat 500 e la Smart ForFour.

In Suzuki ne sono più che convinti: con la nuova Ignis hanno creato un segmento che non esisteva, quello dei “SUV ultracompatti”. Con 3,7 metri di lunghezza, l’auto è effettivamente a misura di città e, volendo, si può avere anche con la trazione integrale permanente “Allgrip”: decidete voi se queste caratteristiche sono sufficienti per farla rientrare nell’aurea e richiestissima famiglia delle Sport Utility; certamente bastano per mettere la nuova Ignis in rotta di collisione con la Fiat Panda, la principale concorrente designata da Suzuki.

Il perché far indossare il vestito da SUV ad una vettura così piccola è presto spiegato: il mercato sembra volere solo loro, l’unica categoria destinata a crescere nei prossimi mesi secondo gli esperti della IHS (In cinque anni quelli di piccole dimensioni dovrebbero lievitare del 127%, passando dalle 734 mila unità vendute in Europa nel 2015 a 1,66 milioni del 2020). Per il 2017 Suzuki spera di vendere 7000 Ignis in Italia, di cui la metà 4x4 - con giunto idraulico che trasmette automaticamente la coppia al retrotreno - ed il 30% con motorizzazione ibrida, anzi “mild-hybrid”. Quest'ultima tecnologia prevede componenti elettrici che concorrono solo in minima parte alla propulsione e non permettono all'auto di viagiare anche ad emissioni zero: in poche parole l'elettrico funge solo da supporto per il motore a combustione interna.

VOTO 8 Primo contatto

Ed è proprio la variante "Hybrid" la Ignis che ho provato sulle strade che congiungono Roma a Fiuggi (FR): incastonata nella nuova piattaforma costruttiva dell'auto c’è un motore elettrico che aiuta l’1.2 Dualjet a contenere i valori di CO2 emessi. Peculiarità del sistema SHVS (Smart Hybrid Vehicle by Suzuki) è la sua compattezza, la stessa che non fa ingrassate troppo l’auto, contenendo il peso extra rispetto alla versione benzina in appena 25 kg, per 910 complessivi.

L’SHVS è composto dal dispositivo ISG (Integrated Starter Generator) che integra un generatore - garantisce un supporto elettrico al motore endotermico e sostituisce l'alternatore convenzionale - e un pacco batterie agli ioni di litio posizionato sotto il sedile del guidatore. Anche se manca il cambio automatico, il principio di funzionamento è quasi quello dell’ibrido tradizionale: l’elettrico fa la differenza soprattutto in partenza e si ricarica nelle fasi di decelerazione e recuperando l’energia frenante.

Fra le curve l’auto se la cava piuttosto bene: grazie al nuovo telaio, alleggerito ed irrigidito (la piattaforma modulare è la stessa della Baleno), e ad uno sterzo pronto, la Ignis imposta le curve con insospettabile prontezza e vanta una tenuta di strada niente male. Piacevole anche la manovrabilità del cambio a 5 marce, collegato al propulsore da 90 CV di potenza a 6.000 rpm e 120 Nm di coppia motrice a 4.400: l’erogazione è regolare sin dal minimo e il quattro cilindri - più compatto, leggero e con attriti ridotti - prende giri senza problemi. Tuttavia non è un motore taurino, nonostante la spinta extra assicurata ai bassi regimi dall’elettrico: chi cerca “la schiena” del diesel ai bassi regimi farà bene a guardare altrove, giacché Suzuki non ha intenzione di produrre una Ignis a gasolio.

Le batterie della Hybrid si caricano (e scaricano) con rapidità e l’apporto maggiore dell’elettrico si evince guardando il computer di bordo: il consumo medio oscilla fra i 5.5 ed i 6 litri/100 km, anche senza procedere a ritmo da economy run. Da rivedere invece la taratura delle sospensioni posteriori, decisamente rigida: Suzuki afferma che il molleggio del retrotreno sia stato studiato per accontentare la clientela europea, più gagliarda al volante rispetto a quella nipponica.

Molto curato il carico tecnologico: grazie a 2 telecamere installate subito dinanzi al retrovisore interno, la Ignis è capace di monitorare la distanza con altre vetture/oggetti. Inoltre le 2 telecamere fanno da base alle funzioni di tre sistemi di sicurezza attiva: il Dual Camera Brake Support, che invita il guidatore a frenare se necessario, il Lane Departure Warning, che lo aiuta a mantenere la sua corsia di marcia ed il Weaving Alert, che non lo fa addormentare alla guida.

All’interno, salvo qualche vite a vista a livello delle portiere, la costruzione è solida ed il design molto piacevole: in plancia spicca l’ampio schermo del sistema infotelematico, sfalsato rispetto alla console del clima, posta subito sotto. L’abitabilità è buona per 4 ed un punto di forza è certamente il divanetto posteriore sdoppiato di serie, con sedute che possono scorrere longitudinalmente in maniera indipendente, dando più spazio all’abitacolo o ai bagagli in funzione delle necessità: il vano di carico ha una volumetria di 267 litri (227 litri per la versione 4x4).

Parecchio curato l’allestimento: fin dalla versione base, la “iCOOL”, la Ignis è equipaggiata di serie cerchi in lega da 16”, retrocamera, touchscreen compatibile con smartphone Apple e Android, vetri posteriori oscurati, fari ad attivazione automatica, specchietti elettrici e sedili anteriori riscaldabili. Con la “iTOP” si aggiungono i fari a LED, il GPS, il clima automatico ed i sistemi di sicurezza attiva descritti poc’anzi.

Tutto questo ha il suo prezzo: quello della nuova Suzuki Ignis parte da 14.050 della versione 1.2 per arrivare ai 19.000 dell’ibrida a trazione integrale in allestimento “iADVENTURE”, con protezioni specifiche per la carrozzeria e cerchi da 17”. Il cambio automatico a 5 rapporti è disponibile solo per la 1.2 benzina 2WD e costa 700 euro. Va sottolineato che fino al 31 gennaio 2017 è previsto uno sconto di 2.100 euro su tutte le versioni della gamma, la stessa che sarà presentata al pubblico con un “porte aperte” il prossimo 21 e 22 gennaio.

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