Galerie Peugeot: la storia della 205 Cabrio

Un viaggio nella storia dell'automobile reso possibile dalla autentica passione del suo fondatore Daniele Bellucci.

Sotto le celebri torri medievali di San Gimignano, in provincia di Siena, trova posto anche un pezzo di storia dell'automobile grazie alla presenza della Galerie Peugeot, il primo museo dedicato alla Casa del Leone fuori dai confini francesi.

Inaugurata nell'ottobre del 2007, la Galerie Peugeot è nata grazie alla passione del suo curatore e fondatore, Daniele Bellucci, che si appassionò al marchio francese durante i suoi viaggi in Africa, dove si spostava su vetture Peugeot che mostravano la loro resistenza e comodità anche sugli accidentati sentieri africani, al contrario di quanto non facessero su strade normali molte delle auto dell'epoca.

Un tuffo nella storia


Oggi nel museo è possibile ammirare una collezione di circa 50 vetture storiche ma non solo: sono esposte anche moto, attrezzi da lavoro ed altri oggetti prodotti da Peugeot nei suoi 200 anni di storia. Una raccolta da appassionato autentico, visto che alcuni modelli non hanno un valore economico di rilievo, ma sono comunque in grado, per il valore storico relativo al contesto in cui sono stati creati, di illuminare gli occhi a tutti gli esperti d'auto che hanno la fortuna di visitare la Galerie. Per citarne alcuni, non possiamo non iniziare dalla Bebè del 1916, c'è poi la 202 Canadienne del 1948 con le fiancate in legno, data la crisi dell'acciaio dell'epoca. Menzione a parte per la Peugeot 604 Heuliez, la berlina trasformata in limousine dallo stesso Heuliez su richiesta dell'Eliseo, utilizzata dal Pontefice Giovanni Paolo II in occasione della sua visita in Francia nel 1980.

Ma oggi vogliamo parlare di un altro modello che ha fatto la storia e, parlando di numeri, la fortuna di Peugeot a partire dagli anni '80 fino al 1999, anno in cui cessò la produzione: avrete già capito che sto parlando dell'iconica 205, l'auto che ha fatto innamorare una generazione negli anni '80 ed oggetto di una "Guida all'identificazione" realizzata proprio da Daniele Bellucci.

Peugeot 205: la regina degli anni '80


Progettata per sostituire l'ormai datata 104 che nelle vendite veniva nettamente superata dalla nuova Renault 5, la Peugeot 205 arriva in Italia esattamente 33 anni fa, nel novembre del 1983. Comincio col dire subito la cosa più importante: è stata la mia prima auto, non la 1.9 GTI che non mi potevo permettere, ma la più tranquilla 1.1 da 60 cv, in grado comunque di divertire chi la guidava. Scherzi a parte, ho avuto modo di apprezzare le qualità alla base di un successo senza precedenti per Peugeot, che la fece diventare presto un'icona di fine secolo sognata, nella sua declinazione più sportiva, da un pubblico per lo più giovanile che in Italia cominciava ad essere un target da tenere d'occhio per l'aumentato potere di acquisto, acquisito in quegli anni.

Doveva essere leggera, innovativa e versatile: lo era davvero, per le sue linee dinamiche, gli angoli arrotondati ed un design che prendeva le distanze dalle carrozzerie squadrate tipiche degli anni '70. Il design definitivo venne dalla proposta arrivata dal team di progettisti interno di Peugeot che fu preferita a quella firmata da Pininfarina.

Come ci racconta Fabrizio Taiana, Responsabile del Club Storico Peugeot, nel 1984 la gamma si arricchì con l'arrivo della 1.6 GTI con motore 1.6 da 105 Cv, poi saliti a 115, che divenne il modello di punta fino al 1986 quando venne introdotta, presentata al Salone di Parigi, arriva la ruggente 1.9 GTI da 130 cavalli. Oggetto dei sogni, come già accennato, dei più giovani per via dello scatto bruciante, il gran temperamento sportivo ed i costi ragionevoli di manutenzione. Era un auto figlia dei tempi in cui la sfida era tra chi presentava l'auto più compatta, veloce ed estrema.

Ma nello stesso periodo, Peugeot strizzava l’occhio pure alla clientela femminile richiamando in causa Pininfarina per la versione cabrio. I telai furono inviati in Italia dove vennero modificati ed adattati per la capote prima di tornare a Sochaux per la commercializzazione. Come ci racconta Daniele Bellucci le versioni della 205 cabrio furono quattro in totale, anche se inizialmente ne furono presentati solo due: la più sportiva CTI che derivava dalla 1.6 GTI e la più tranquilla e rifinita CT con motore 1.4 di cilindrata.  Quest’ultima sostituita nel 1988 dalla più giovanile CJ mentre la più lussuosa Roland Garros, con capote elettrica elettrica, interni in pelle bianca e livrea verde scuro metallizzato tanto in voga in quegli anni, arrivò nel 1990.

Se la storia della Peugeot 205 è stata gloriosa su strada, altrettanto si può dire sulla versione che ha partecipato al Campionato del Mondo Rally a partire dal 1985, con la T16, per ragioni di marketing esteticamente uguale alla 205 ma dotata di motore centrale da 1.8 litri sovralimentato in grado di erogare fino a 600 CV. Per omologare questa vettura per il Campionato Mondiale Rally Gruppo B, però, la Peugeot dovette prima realizzare una serie limitata di 200 esemplari stradali, dotati di una potenza massima di 200 CV.  La vettura si aggiudica nettamente il titolo costruttori negli anni 1985 e 1986, ma il secondo anno il campionato viene funestato da incidenti mortali che spinsero la FIA ad abolire, per ragioni di sicurezza, la categoria Gruppo B nel 1987.

Nel 1992 iniziò il declino della 205: con le normative Euro 1 che imponevano l'installazione del catalizzatore e l'utilizzo dell'alimentazione ad iniezione elettronica, iniziarono i tagli alla gamma. Vennero così tolte dal listino la 1.6 GTI e la 205 Rally, non in linea con la normativa Euro 1. L'arrivo della 206 nell'estate del 1998 segnò la fine della 205, che rimase in listino fino al 1999 nella sola versione XAD, con motore 1.8 diesel da 59 CV. La sua gloriosa carriera si chiude con 5 milioni e 300 mila esemplari venduti nel mondo e ben 124 tra serie speciali ed edizioni limitate nella sola Europa.

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