Toyota Proace Verso: primo contatto su strada

Toyota Proace Verso: l’altra automobile

Il nome Toyota Proace è singolare e a quanto pare non ha un significato specifico. Figurava nella lunga lista delle novità esposte al salone di Ginevra nel marzo scorso, altre attrazioni lo avevano messo un po' nell'ombra dalla quale sta uscendo ora nell'approssimarsi della commercializzazione definitiva mentre se ne stanno ancora definendo i prezzi.

E’ il nuovo veicolo commerciale della Toyota che in allestimento familiare “Verso” per distinguerlo dal “Van”, il commerciale di base da cui deriva, segna a suo modo il “riscatto delle monovolume”, come altri l’hanno giustamente definito grazie ai suoi 8/9 posti e alle caratteristiche complessive di puro stampo automobilistico. Confort e qualità degli interni, insieme alle dotazioni tecnologiche e agli standard di sicurezza (5 stelle nei test Euro NCAP) ne sono la prova tangibile, mentre le porte laterali scorrevoli e la estrema funzionalità d’uso degli ampi spazi interni offrono quanto serve alle migliore mobilità delle famiglie numerose.

Il problema, in questi casi, sta semmai nelle dimensioni complessive che a volte possono creare qualche imbarazzo tant’è che il Proace Verso è stato concepito in tre diverse lunghezze, 4,60, 4,95 e 5,30 metri a parità di larghezza (1,92 m) e di altezza a 1,90 e 1,89 metri, mentre il passo è di 2,92 m per la più corta, 3,27 per le altre due. Sono le misure che caratterizzano le tre versioni “Compact”, “Medium” e “Long” offerte sul mercato per non deludere nessuno, lasciando alla prima cioè il Compact, il ruolo di più agile e maneggevole. In pratica, per avere un’idea concreta, quest’ultimo è più lungo di soli 4 centimetri rispetto alla Prius berlina e 5 meno della Prius Verso. Altrettanta varietà si aggiunge poi in fatto di motori, tutti diesel naturalmente, distribuiti in due cilindrate, 1,6 e 2 litri, con cinque diverse possibilità di scelta. Si parte dai 95 cv con cambio manuale a 5 rapporti o robotizzato a 6 marce, per salire a 115 cv manuale 5 marce, 150 cv 6 marce, ancora manuale, e infine 177 cv 6 marce automatico. Non sono da meno i consumi medi da omologazione compresi fra i 5,1 e i 5,5 l/100 km.

Tutto questo è frutto dell’alleanza di vecchia data (risale al 2001 la joint venture per le tre gemelline Aygo, 107 e C1) fra Toyota e il gruppo francese PSA, Peugeot-Citroen, che si è allargata più di recente alla fabbrica della Sevel Nord dopo la defezione di FCA. Operazione questa che ha consentito a Toyota di beneficiare rapidamente del consolidato know how in materia di veicoli commerciali di PSA utilizzandone l’intera architettura e le motorizzazioni per dedicarsi di più agli specifici allestimenti e alle personalizzazioni estetiche soprattutto nel frontale. Peraltro il capitolo design su questo genere di veicoli assume un ruolo non determinante essendo condizionato dall'obiettivo primario di ottenere il massimo spazio e versatilità possibile pur rispettando canoni estetici gradevoli. Inevitabile dunque il posteriore squadrato in stretta parentela con quello dei classici furgoni, mentre fiancata e soprattutto frontale riescono a ingentilire l’aspetto complessivo riportandolo in area monovolume.

Non capita così spesso di guidare simili “vetture” ed è forse per questo che ogni volta si resta perfino stupiti di quanto si siano avvicinati alle modalità di guida di una normale automobile sia nelle versioni passeggeri sia in quelle da trasporto. Nel nostro caso abbiamo puntato sul Compact “VIP” (la più ricca rispetto a “Shuttle” e “Family”) con il motore intermedio 1,6 da 115 Cv interpretando quella che potrà essere la scelta più frequente dei futuri clienti. Inutile dire che una delle sensazioni più piacevoli è proprio quella della posizione di guida alta, tanto apprezzata nei Suv e Crossover, mentre tutto il resto, confort del sedile, accessibilità ai comandi e uso del cambio non hanno nulla da invidiare a una qualsiasi automobile.

Spiccano semmai almeno un paio di vantaggi del tutto specifici come la perfetta visibilità e la maneggevolezza in cui figura un eccellente raggio di sterzata fondamentale nelle versioni commerciali e non meno utile per quelle passeggeri. Quanto alle prestazioni, 160 Km/h di velocità massima con una accelerazione pari a 13,4” sullo 0-100 (la coppia massima è di 300 Nm a 1750 giri), non si prestano a critiche di sorta in relazione alle ampie capacità del veicolo. Sui percorsi panoramici del test-drive nei dintorni di Varsavia non è stato difficile immaginare l’uso di questo Proace per piacevoli viaggi di vacanza e spostamenti collettivi. Una “vettura”, per dirla tutta, che può aspirare senza ombre a figurare nella lista della spesa per il 2017 anche se per ora mancano i prezzi che promettono tuttavia di essere competitivi.

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