Megane Grand Coupé: paghi uno prendi due

Megane Grand Coupé: un’auto, due anime

Un’auto, due diversi identificativi: “Sedan” o “ Grand Coupé”. Così ha deciso Renault nel battezzare l’ultima edizione della sua classica Megane a seconda dei Paesi di vendita: in alcuni arriverà come Sedan, che com’è noto sta per “berlina” tradizionale, in altri tra cui l’Italia avrà invece la denominazione più impegnativa di “Grand Coupé”.

In apparenza e in parte anche nella pratica, si intravede una certa contraddizione a fronte delle 4 porte tipiche dell’architettura 3 volumi da tempo un po’ trascurata dal pubblico salvo che per i modelli di lusso. In casa Renault, tuttavia, non è mai mancato il coraggio di affrontare sfide anche più impegnative di quest’ultima proponendo interpretazioni molto caratterizzate senza rinunciare ad ogni possibile opportunità di mercato.

Lo dimostra, fra l’altro, la decina di novità lanciate quest’anno insieme all’ottimo andamento delle immatricolazioni del gruppo francese che nel mese di settembre ha conquistato il secondo posto in Europa a quota 8,7% con un balzo del +18,7% e il terzo posto nel cumulato dei primi 9 mesi in crescita del 12,9% con una quota del 9,8% , solo uno 0,1% in meno rispetto ai connazionali di PSA cresciuti del 2,1% nello stesso arco di tempo. Ancora più favorevoli, infine, i numeri in Italia dove la crescita nei nove mesi ha sfiorato il 26% portando la quota al 9,3%, seconda solo al ben più ampio gruppo Volkswagen e davanti a PSA e Ford. Segno evidente di una strategia operativa più che mai attenta e determinata.

E, a proposito di numeri, quelli collezionati attualmente dalla berline più o meno tradizionali in realtà sono ancora interessanti, per quanto meno sostanziosi di Suv e Crossover, soprattutto in molte aree geografiche come tutto l’Est europeo e non solo. Non a caso il piano completo di distribuzione non è ancora completo tanto che proprio in Italia la Grand Coupé non arriverà prima della prossima primavera mentre a Parigi stanno ancora decidendo perfino se venderla o meno anche in Francia.

Insomma, per i mercati più difficili è necessario affinare al massimo la strategia di lancio e di commercializzazione ai fini del “posizionamento” più remunerativo ed è per questo che non ne sono stati ancora stabiliti prezzi e specifiche versioni per il nostro Paese. A ben guardare, e interpretando le parole dello staff Renault che a Varsavia ci ha illustrato il nuovo modello come una “piccola Talisman”, si possono immaginare cifre di partenza non inferiori ai 22-25.000 euro in relazione, come sempre, alle dotazioni di serie ispirate in larga misura proprio all’ammiraglia di casa.

In buona sostanza questa Grand Coupè prodotta nel collaudato stabilimento di Bursa, in Turchia, sul pianale comune a Renault e Nissan (CMF), può contare sui migliori costi di produzione allargando la gamma Megane che vanta 6,6 milioni di unità distribuite in 130 Paesi negli ultimi vent’anni, e mettersi ora nella scia della più grande e costosa Talisman.

E’ un obiettivo, quest’ultimo, che ha impegnato al massimo i designer. Non era tanto facile realizzare un compromesso ottimale come questo, distribuito in misure come i 4,63 metri di lunghezza, 1,81 di larghezza e 1,44, altezza, dando all’insieme un aspetto complessivo abbastanza filante (la coda corta giustifica in qualche modo l’accenno al coupé), ma garantendo comunque l’abitabilità e il confort di una vera berlina.

Pur tenendo d’occhio la Talisman, tuttavia, la vera musa ispiratrice è stata la SW Sporter di cui è stato utilizzato, oltre alla lunghezza, anche il passo di 2,71 metri. Il risultato è un adeguato spazio interno per i passeggeri valorizzato anche da un tetto panoramico in vetro che raccorda il parabrezza con il lunotto posteriore e, infine, un inaspettato vano bagagli da 550 litri con apertura automatica quando si hanno le mani occupate.

[rating title=”Voto” value=”8″ value_title=”Primo contatto” layout=”left”]Di qui in poi sulla Grand Coupé è tutto in crescendo, dalla qualità delle finiture complessive salvo qualche particolare meno visibile, alle dotazioni tecnologiche più avanzate che alzano la media del voto finale non inferiore all’8 prima ancora di mettere in conto le caratteristiche stradali. 
La lista è lunga e comincia con l’R-Link 2 con schermo a 7 pollici se orizzontale o 8,7 se in posizione verticale in cui si concentrano i comandi di tutte le funzioni come su un tablet. Di rigore, naturalmente, l’assistenza alla guida come al parcheggio e alla frenata automatica in caso di necessità, non manca nulla, in sostanza, di quel che è presente nei modelli di maggior livello confermando che oggi la competizione commerciale si gioca molto su simili fattori.

Con questo corredo, cui si aggiunge la gamma di motori più nota a chi guida Renault, le prestazioni stradali rappresentano un positivo “dettaglio” annunciato. Sotto questo profilo emerge l’intera “filosofia” della Grand Coupé basata sulla comoda piacevolezza di viaggio contenuta nel miglior equilibrio fra prestazioni, consumi e comodità grazie anche al “Multi-Sense”, dispositivo che offre fino a 5 modalità di guida, dalla più economica ed ecologica alla sportiva, fino alla personalizzazione del “suono” dei motori scelti.

Non essendo ancora definita, come dicevamo, la gamma destinata all’Italia abbiamo “assaggiato” due classici cominciando dall’immancabile 1,5 turbodiesel da 110 cv, 3,7 l/100 km e 95 g/km di Co2 secondo i dati ufficiali di omologazione, che nella realtà non crescono più di tanto. Non è, e non vuole essere, un fulmine di guerra e non si fa sentire, l’ideale per una clientela familiare che non approfitta dell’assenza dei tutor, tanto per intendersi. A noi, francamente, è piaciuto di più il 130 cv 1,6 sempre sovralimentato che pur rispettando l’orientamento di base offre maggiore disinvoltura e agilità soprattutto in sorpasso. L’offerta finale, però, dovrebbe comprendere anche un 1,2 turbo a benzina da 130 cv e un 1,5 turbodiesel da 90 cv. Appuntamento, dunque, alla primavera 2017.

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