Mazda3 1.5 Skyactiv-D Exceed provata su strada

Presto la media giapponese sarà aggiornata nello stile per continuare ad essere attraente e competitiva.

Ora che è arrivato il nuovo 1.5 turbodiesel anche sulla “3” per Mazda non ci sarà più bisogno di legittimare il più grande 2.2 a gasolio ricordando al pubblico che “il bollo si paga in base alla potenza e non in base alla cilindrata e che un motore di cilindrata maggiore non necessariamente consuma più di uno di cubatura inferiore”. E' stato un compito arduo soprattutto dovendo competere con concorrenti diretti già attrezzati con la più classica cilindrata media all’italiana. Era il diesel che mancava per fare la differenza e che ora potrà affrontare il mercato a “mani libere” esprimendo tutta la sua vera potenzialità.

Partiamo allora dal nuovo protagonista sotto il cofano della “3”: eroga 105 CV di potenza, che non sono certo un record in questa categoria. Tuttavia i suoi assi nella manica sono altri, a cominciare dalla generosa coppia motrice di 270 Nm, disponibili tra i 1.600 e i 2.500 giri/min: è proprio quest’ultima che assicura al quattro cilindri di Hiroshima la regolarità di funzionamento che lo contraddistingue. Lo Sky-D junior infatti si dimostra “corposo” già poco sopra il minimo, col meglio che arriva fra i 2.000 ed i 4.000 giri, regime oltre cui la spinta si fa meno decisa. Si potrebbe insistere fino ai 5.500 - limite insolitamente alto per un diesel - ma francamente non se ne sente la necessità vista l’indole dell’auto e la briosità ai medi regimi.

Il mille-e-cinque costituisce peraltro un’evoluzione del 2.2 diesel, rispetto al quale si dimostra più silenzioso grazie anche alla riduzione degli attriti meccanici. Il piccolo 4 cilindri vanta tutta la tecnologia Skyactiv sviluppata dai tecnici Mazda: si distingue per un rapporto di compressione molto contenuto per un diesel (14.8:1), per il turbocompressore a geometria variabile, per l’intercooler raffreddato ad acqua posizionato all’interno del collettore di aspirazione – che serve a migliorare la risposta del turbo in accelerazione - e per la particolare conformazione del cielo dei pistoni, ideata per rendere più omogenea la combustione.

Sono proprio queste le soluzioni tecniche che consentono alla unità motrice di rispettare le norme Euro 6 pur facendo a meno dei tradizionali dispositivi di post-trattamento dei gas di scarico (come i catalizzatori Scr a riduzione selettiva degli ossidi di azoto che utilizzano soluzione a base di urea). C’è poi anche il “Natural Sound Smoother” che, come spiega Mazda, “consiste in un ammortizzatore dinamico inserito all’interno di ogni spinotto dei pistoni per assorbire le vibrazioni e garantire una guida più tranquilla, specialmente in città”. In effetti la silenziosità di funzionamento è uno dei punti di forza del diesel Mazda che vanta pure una timbrica gradevole. Nella marcia autostradale in particolare l’isolamento acustico è disturbato solo da qualche fruscio aerodinamico proveniente dai retrovisori esterni.

Sui percorsi più guidati invece la Mazda3 piace per la sua fluidità di marcia: l’assetto è un valido compromesso fra comfort e sportività, con l’auto che rimane composta in curva pur assicurando un buon molleggio. La buona tenuta di strada è garantita anche dalle gomme Conti SportContact 3 di generosa misura, mentre il peso contenuto dell’1.5 Sky-D rende l’avantreno dell’auto un filo più agile rispetto alla versione con 2.2. Il piacere di guida nel misto dipende soprattutto dallo sterzo, pronto e piacevolmente consistente fra le mani, e dal cambio manuale a 6 marce, caratterizzato dai soliti innesti Mazda, corti e correttamente contrastati.

Quando si spinge di più sull’acceleratore l’auto risulta agile e molto stabile: ci si può divertire senza grossi patemi d’animo anche senza essere navigati piloti, col retrotreno che aiuta a “chiudere” le curve. Buona anche la ripresa a patto di non chiedere miracoli, come invece si fa col 2.2. La pagella a questo punto è già alta ma è al capitolo consumi che il piccolo Sky-D fa la sua migliore figura: nel misto si toccano i 20 km/l, in città si sfiorano i 18 mentre in autostrada la media non supera i 17.

Voto 8 Giudizio Finale

Difetti? Andiamo sui dettagli: il sistema “Head-Up Display” ha un aspetto sottotono e anche il livello grafico non è il massimo, può essere utile ma francamente si può vivere anche senza. Quanto al sistema multimediale che impedisce la funzionalità di touchscreen durante la marcia si potrebbe aprire un dibattito critico per essere “costretti” all’uso dei comandi fisici posti sul tunnel centrale, dietro la leva del cambio. Mazda ha fatto una scelta tecnica più che condivisibile in funzione della sicurezza dal momento che, piaccia o no, il touchscreen comporta una maggior distrazione dalla guida. A parte questo l’infotainment con schermo da 7” funziona piuttosto bene ed è completo di tutto quello che ci si può attendere.

E per chiudere un’occhiata al prezzo: per avere una Mazda3 col motore 1.5 servono 23.600 euro, ma per guidarne una in allestimento superiore “Exceed” come quello della nostra prova, la richiesta sale a 24.850 euro: cifra che comprende una dotazione di serie completa inclusi cerchi in lega da 18”, fari bi-xeno, impianto audio Bose e navigatore satellitare.

Scheda tecnica

Carrozzeria
Carrozzeria Due volumi
Numero porte 5
Numero posti 5
Bagagliaio 364 / 1.263 dm3
Capacità serbatoio 51 litri
Massa in ordine di marcia 1.320 kg
Massa rimorchiabile max 1.500 kg
Lunghezza 446 cm
Larghezza 179 cm
Altezza 145 cm
Passo 270 cm
Motore
Motore 4 cilindri in linea
Cilindrata 1.499 cc
Alimentazione Diesel
Potenza max/regime 77 KW (105 CV) 4.000 giri/min
Coppia massima 270 Nm
Trazione Anteriore
Cambio Manuale
Marce 6
Prestazioni
Velocità max 185 km/h
Accelerazione 0-100km/h 11,0 secondi
Omologazione antinquin. Euro 6
Emissioni CO2 99 g/km
Consumi
Urbano 4 l/100 km
Extraurbano 4 l/100 km
Misto 4 l/100 km

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