Renault Clio: primo contatto con il facelift

I nuovi motori e i 220 cavalli della RS Trophy provati sulle strade di Bordeaux.

Dopo 13 milioni di esemplari venduti dal 1990 a oggi, la Clio si rinnova con l’ormai classico facelift di metà carriera. In Italia le quattro generazioni di Renault Clio sono state scelte da diverse generazioni di clienti: non per niente è il modello estero più venduto del mercato. Numeri importanti quelli della Renault Clio, che rispecchiano un mercato fortemente comandato dai segmenti A e B. Proprio per questo motivo la compatta riveste un ruolo fondamentale per Renault, di cui è il modello più venduto globalmente. Gli stessi uomini della Losanga descrivono la nuova versione della cinque porte come “evoluzione più matura” della compatta. Per provarla su strada, e verificare se effettivamente le novità hanno migliorato una vettura già apprezzabile, sono andato a Bordeaux, dove ho provato per la prima volta le nuove Renault Clio 1.5 dCi 110 cavalli, 1.2 Tce 120 cavalli e Renault Clio RS.

Per prima cosa mi sono messo al volante della nuova diesel da 110 cavalli, una delle versioni più interessanti per il nostro mercato: il 1.5 dCi dichiara una potenza di 110 cavalli a 4.000 giri ed una coppia massima di 260 Nm già a 1.750 giri. Sulla carta il quattro cilindri vanta un consumo pari a 3.5 litri ogni 100 chilometri ma ci riserviamo di testarlo meglio in una più approfondita prova consumi. Il piccolo diesel, una vera sicurezza per la gamma Renault Nissan, si fa sentire poco nell’abitacolo, anche dal punto di vista delle vibrazioni, e si è rivelato brioso e scattante. Nelle poche situazioni in cui si è sotto coppia la Clio fa un po’ fatica ma nelle riprese ma basta scalare una delle sei marce del cambio manuale per ravvivare il turbodiesel, rendendolo pronto e reattivo.

VOTO 8 Primo Contatto
Le accelerazioni non sono niente male e anche in autostrada si viaggia bene: il rumore a 130 chilometri orari non è eccessivo e si sentono, principalmente, delle turbolenze aerodinamiche generate dai grandi specchietti retrovisori esterni. Parlando di visibilità la Renault Clio conferma le ottime doti del modello di derivazione e, a richiesta, dispone anche di una telecamera posteriore che, pur fornendo un’immagine un po’ sgranata sullo schermo da 7 pollici del Renault R Link, fornisce un valido aiuto nelle manovre. Proprio in manovra la nuova Clio si lascia comandare con grande agilità: lo sterzo è morbido e le dimensioni ridotte, solo 4 metri e sei centimetri di lunghezza, facilitano nei parcheggi.

Lo sterzo vanta una buona calibrazione: morbido e poco contrastato alle basse velocità diviene man mano più diretto con l’incrementare della velocità, infondendo sicurezza e sensazione di stabilità al guidatore. Proprio la stabilità della nuova Clio mi ha portato a spremerla a fondo sulle curve dei colli della Aquitania, tra le vigne ed i saliscendi delle colline francesi. Qui è emerso un comportamento divertente: la Clio è un’auto piacevole da guidare ma anche facile. Si può dire che è davvero un’auto per tutti, dal principiante fino a chi di guida se ne intende.

Proprio per chi è appassionato di guida sportiva la gamma Clio dispone di due versioni, che diventano tre grazie ai vari tipi di telaio, ad alte prestazioni, le Renault Clio RS 200 EDC e Renault Clio RS Trophy 220 EDC. Dopo la sessione di guida su strada ho avuto modo di provare proprio quest’ultima, effettuando qualche giro sul piacevole circuito Haute Saintonge. Tra le curve e i saliscendi del tracciato francese la Renault Clio RS Trophy si è lasciata guidare con grande facilità anche con i controlli elettronici totalmente disinseriti. Il telaio Trophy è estremamente comunicativo e permette al guidatore di prendere traiettorie precise potendole poi correggere giocando con il gas.

Il posteriore è abbastanza leggero e rende l’auto divertente: non di rado in ingresso curva la coda allarga, stringendo la traiettoria e facilitando l’inserimento. In percorrenza la grande stabilità invita a spingere sul pedale del gas, cercando di sfruttare al massimo i 220 cavalli e 260 Nm del 1.6 Turbo. Peccato solo per il cambio automatico EDC doppia frizione, non molto rapido e spesso incerto negli innesti durante le fasi più concitate della guida in pista, anche nella modalità manuale: si sente la mancanza di una trasmissione tradizionale. Oltre a questo i paddles, montati nella parte alta del piantone, sono piccoli e diventano raggiungibili solo con lo sterzo praticamente dritto: un vero peccato.

Di buon livello, per le prime curve, anche la frenata. Dopo qualche staccata al limite si sente però la mancanza di un impianto più sportivo, magari con dischi forati. Piuttosto pieno e coinvolgente anche il sound: nel mio caso la Renault Clio RS Trophy era dotata di scarichi Akrapovic, un optional per la prima volta disponibile a listino. Con prezzi a partire da 24.450 euro la Renault Clio RS è destinata a rendere felici solo una nicchia di appassionati ma, per chi non vuole rinunciare ad un motore a benzina, la nuova Clio dispone anche della versione Tce 120 cavalli con cambio manuale a sei rapporti.

Immancabilmente rispetto alla versione a gasolio, il quattro cilindri da 1.2 litri risulta più rotondo ed elastico. Le prestazioni sono buone e, se si spinge in alto il contagiri, la Renault Clio 1.2 Tce diventa anche divertente da guidare. Tra le novità della nuova generazione, c’è infatti questa nuova motorizzazione con cambio manuale, ma anche 4 tinte inedite, nuove finiture e diversi aggiornamenti estetici per esterni e interni, dove debuttano sedili ridisegnati.

I nuovi sedili però non mi sono piaciuti. Pur essendo morbidi e confortevoli, mi sono sembrati scomodi per la schiena, ma questo, si sa, è un particolare soggettivo. Per il resto l’abitabilità è molto buona, e anche il bagagliaio, con i suoi 300 litri, non è per niente piccolo. I materiali sono migliorati e le finiture sono curate, così come l’assemblaggio delle - tante - plastiche che compongono l’abitacolo. Non c’è dunque da stupirsi se la Renault Clio è l’auto straniera più venduta in Italia e anche con questa nuova generazione probabilmente non perderà questo primato.

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