Mercedes GLC Coupè: primo contatto

Imponente, massiccia, ma al contempo elegante. Ha la classe di una signora, ma con linee più giovanili. L'abbiamo messa alla prova in Valle d'Aosta

Le vedi imponenti, maestose, ma comunque eleganti. Diverse le livree a disposizione, così come le motorizzazioni. Certo è che lo scenario è imponente davanti alla piazza del Castello di Torino. Davanti ai miei occhi tutta una serie di Mercedes GLC, figlia di quella gloriosa GLK che chiude quel cerchio chiamato Suv Attack che avevamo già provato tra le rocce e la polvere del deserto di Almeria mesi orsono. Già, perchè qua ho la possibilità di provare la versione Coupè.

Imponente, massiccia, ma al contempo elegante. Ha la classe di una signora, di una vecchia signora (omaggio alla Torino bianconera), ma non è attempata. Anzi, l'imponenza è contrapposta a linee più giovanili, sopratutto con il retrotreno spiovente e quel terzo volume che ha il sapore quasi di una coupè inglese. Eppure qua c'è tutto l'ingegno teutonico di Stoccarda. Il che ha un solo sinonimo: qualità. Insomma, da fuori è una Mercedes, con i fari a LED, lo stile tipico oramai del corso stilistico, i cerchi in lega da 18 pollici o da 20 nel caso della nostra 250d, mentre dietro mi piace quel family feeling con la Classe S.

Ha comunque il sapore del giro di montagna, della ventura questo primo contatto. Veloce vero, ma comunque affascinante. Da Torino ad Aosta mi dice il road book, passando per le Alpi, montagne, vallate, paesini, statali, curve e controcurve. Di quelle che piacciono ai motociclisti come me, ma che anche in macchina diventano un qualcosa di godibile: dipende dall'umore e dalla vettura a disposizione. Ecco, è bella questa GLC Coupè, perchè è camaleontica. Che significa? Andiamo con ordine.

Mi sbrigo a mangiare dopo la presentazione iniziale, prendo una 250 e parto. E' un'avventura comoda, perchè la qualità, la cura dei dettagli, i materiali utilizzati, l'ergonomia e la comodità sono quelli conosciuti, di livello Mercedes verrebbe da dire, come se "Mercedes" fosse uno standard. L'unica cosa che stona a mio modo di vedere, sono i tasti di infotainment. Non "economici" - alcuni direbbero cheap - ma comunque non al livello del resto dell'auto che ha anche il suo Comand tra i punti di forza. Un sistema touch di un'eleganza e di un'ergonomia rara, che si interfaccia bene con il monitor da 7 pollici. Bello il lusso non sfarzoso vero?

In realtà la bellezza risiede nella sua personalizzazione alla guida. Si perchè mi piace proprio la differenza di risposta delle modalità di guida. Basta cambiare con l'apposito manettino per cambiare carattere. Da Torino passo lungo la statale, poi l'autostrada tenendomi in Eco e Comfort. Risposta morbida dello sterzo seppur diretta, con un rapporto di quest'ultimo cambiato da 16.1:1 a 15.1:1 per una risposta generale più diretta. La risposta al pedale del gas è ovattata, morbida, anche se comunque il 2.2 diesel ha sempre un bel tiro fin dai 1500 giri circa. Certo è che in autostrada posso percepire la ripresa, il tiro, la comodità dei sedili regolabili elettronicamente, e tutto il corollario di sistemi di sicurezza attiva che praticamente possono anticipare la guida autonoma.

E' quando però che inizio a salire sulla Sierra Morena che inizio a metterla alla prova dinamicamente. Ed allora, quell'animo da SUV Attack, seppur elegante, vuole uscire fuori. Le cambio carattere, portandola in Sport, dove ho uno sterzo ancor più deciso e diretto, una risposta al gas più pronta, con un quantitativo di coppia sempre pronto, carico, netto, deciso. E poi mi piace come la GLC coupè mi rimane ben salda e incollata in strada. Mai sottosterzante, nonostante la mole da mille e seicento chilogrammi, ma anzi, ben piantata e fluida negli inserimenti. La mole la avverti di più in Eco, in Comfort: non è una coperta corta però, sia chiaro.

Quella, la ritrovo - poco - solamente nella risposta al pedale del freno. La potenza c'è, ma non ha forse quel mordente che mi attendevo. Ripeto però, si tratta di dettagli, perchè la potenza frenante c'è. Forse manca quell'attacco che mi è sempre piaciuto. Certo è che con il nuovo cambio a 9 rapporti e la trazione integrale 4Matic, mi arrampico sopra la montagna come nemmeno l'ultimo Vincenzo Nibali al giro d'Italia. Ed allora, è quando la lasci andare che la GLC 250d ti offre il suo divertimento con il suo 2.2 litri diesel con 204 cavalli e sopratutto 500 Nm di coppia.

Peccato solo che il giro duri troppo poco: più che una tappa, forse si tratta di una crono, dove però, a dispetto delle dimensioni, la Mercedes GLC Coupè ha fatto la figura del caposquadra e non del gregario. E' lei la summa di un SUV che può vivere alle pendici della montagna così come in cima, tra le strade come tra le autostrade. Forse, la scelta di Torino come scenario iniziale non è stata casuale: elegante, urbana si, ma con un animo anche rude figlio della montagna. Un vero e proprio asso nella manica nell'offensiva SUV di casa Mercedes.


Nella pagina seguente, la scheda tecnica e la gallery completa

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