Mercato Auto: le immatricolazioni 2016

Immatricolazioni auto: primo semestre oltre il milione

Pur fra tanti disordini, difficoltà politiche e incertezze finanziarie, e soprattutto senza “aiuti” esterni, l’automobile in Italia sembra mantenere un discreto stato di salute. Lo dicono i numeri ufficiali che al traguardo del 30 giugno hanno registrato oltre un milione di nuove auto immatricolate in Italia, Km zero comprese naturalmente, e non succedeva ormai da tempo.

Per l’esattezza sono state 1.041.854 le targhe consegnate ufficialmente dal ministero dei trasporti nel primo semestre di quest’anno, 167.473 in più rispetto all’anno scorso. Che in percentuale vuol dire una crescita del 19,2% nella media dei sei mesi anche se proprio giugno è stato meno brillante dei precedenti con un +11,9%, ma ancora a doppia cifra. In cifre di affari il fatturato complessivo del settore è stato di 20,9 miliardi di euro, come segnala l’associazione delle marche estere (Unrae), con un contributo all’Erario sotto forma di IVA pari a 3,7 miliardi di euro.

Ma il 41% sono utilitarie: ad evitare equivoci, tuttavia, va subito chiarito che non si tratta comunque di un ritorno al consumismo motoristico di un tempo, tant’è che le più ottimistiche previsioni per la fine dell’anno non si spingono oltre 1,8 milioni di immatricolazioni.

Non siamo ormai troppo lontano da quella che potrà essere la nuova definitiva quota “fisiologica” del nostro mercato, nell’intorno dei 2 milioni ma non oltre, a sostegno dello svecchiamento del parco circolante la cui età media è ancora prossima a livelli di sottosviluppo. E che non si tratti di acquisti ambiziosi lo dicono ancora i numeri: l’86,5% delle nuove auto vendute in questo semestre è rappresentato per il 17,5% da city car del segmento “A” mentre il grosso si concentra per il 40,9% sulle utilitarie del segmento “B” cui si aggiunge il 28,1% di vetture di classe media (segmento “D”) e appena il 13,5% per l’intera area delle auto superiori e di lusso.

Privati al 60% e cresce il noleggio: a completare poi il quadro sullo stato dell’arte dell’auto nazionale non si può dimenticare il vero polso del mercato, la quota di clienti “privati” addirittura scesa di 4 punti in giugno al 60% a fronte di appena l’1,5% in più sull’intero semestre.

Bene, dunque, ma non benissimo come molti vorrebbero ostinandosi ancora a tenere come obiettivo gli anni come il 2007 prima della grande crisi quando si viaggiava al ritmo sfrenato di 2,4 milioni l’anno e oltre. In questo senso vanno ricordate ancora una volta, in sede di analisi semestrale, le trasformazioni in atto sul fronte della mobilità privata che si configura sempre più in forma di uso puro e semplice invece che nella vecchia insostituibile idea di “proprietà”.

Le cifre crescenti del noleggio, dal giornaliero al lungo termine, sono la costante conferma del nuovo fenomeno già più volte citato in queste cronache e in costante progressivo sviluppo pur lasciando una solida quota agli acquisti personali dovuti soprattutto all’inefficienza dei servizi pubblici da un lato e, di conseguenza, alla sostituzione di vetture troppo vecchie oltre che costose in termini di consumi e manutenzione.

La spinta dei costruttori e i Km/0: di qui il forte impegno dei costruttori e delle reti di vendita basate su offerte di modelli e condizioni d’acquisto molto convincenti che restano ancora l’unica via per sostenere almeno i volumi di vendita anche se con margini ridotti di guadagno.

Il che spiega almeno in parte la quota di “chilometri zero” immesse ogni mese sul mercato in volumi a volte decisamente eccessivi pur di tenere alta la propria quota apparente di mercato e utilizzare una forma di sconto importante senza ridurre i listini.

Ci sono marche, per capirsi, che “riescono” a mantenere costante la quota malgrado le variazioni mensili, in crescita o in diminuzione che sia, aggiungendo a fine mese i volumi di auto necessari a far tornare i conti ma alterando la vera immagine del mercato reale e creando non poche difficoltà ai costruttori che non possono o non vogliono partecipare. Una vecchia storia che non avrà mai fine ma di cui è sempre necessario tenere conto, anche da parte degli acquirenti, nel seguire i valori del mercato.

VW sempre forte e un record Renault
: nulla di particolare emerge invece sotto il profilo delle singole marche, tutte più o meno in linea con i propri andamenti nel corso del semestre come si può notare dalle tabelle che pubblichiamo qui di seguito.

Fiat continua ossessivamente a segnalare il suo costante andamento “superiore a quello del mercato” mentre Volkswagen (marca e gruppo) non segnala nulla ma mantiene un sensibile aumento di crescita per nulla intaccata, come previsto, dai problemi del “dieselgate”. In evidenza particolare Renault fra le marche generaliste con un forte incremento del 26,1% sul semestre di cui darà conto nei prossimi giorni con una specifica conferenza stampa. 
Fra le scelte del pubblico, infine, nella tipologia di motori restano in prima linea le auto a gasolio con il 56,4% del mercato mentre salgono rapidamente le ibride a +47,3% ; fra le carrozzerie prosegue la corsa delle crossover a +34%.

Dati ufficiali immatricolazioni Italia UNRAE

Foto | Ben Smith

Ultime notizie su Dati vendita automobili

Sono lontanissimi gli anni in cui nel nostro paese si immatricolavano quasi 2.5 milioni di automobili nuove. Era un periodo di benessere, di tranquillità economica, durante il quale nessuno prestava troppa attenzione ad un settore che da lì a [...]

Tutto su Dati vendita automobili →