Auto a guida autonoma: le prime gare

Le auto a guida autonoma debuttano in pista.

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Nei giorni scorsi, al California Thunderhill Race, circuito immerso nel cuore della Central Valley californiana, un nutrito gruppo di tecnici, fornitori, investitori e media si sono ritrovati per partecipare ad un evento della Self Racing Cars. La prima di una serie di gare/evento tra auto a guida autonoma organizzate da Joshua Shachter, imprenditore della Silicon Valley.

In realtà non si tratta di vere e proprie gare, anzi l’atmosfera era più quella di un meeting tra addetti ai lavori che un evento sportivo. Non ci sono qualifiche, ne restrizioni, ma è piuttosto un occasione per conoscersi, provare e testare sensori, software o qualunque altra soluzione applicabile ad un auto con guida autonoma.

Prima del weekend non era chiara la risposta che ci sarebbe stata in termini di partecipazione, tanto da far dichiarare, come riporta The Verge, allo stesso Shachter “Non so cosa aspettarmi, se arriverà qualcuno mostrandoci un auto-catorcio a guida autonoma sarei contento.

Erano più di una dozzina invece i team di Self Racing Cars presenti in pista. Dalla Comma.ai, che ha recentemente presentato a Las Vegas il proprio self-driving car kit, alla PolySinc fornitrice del software di frenata autonoma all’industria automobilistica Denso. Oltre a Jim Burke co-fondatore delle Power Racing Series che, insieme ad Eli Richter è orgoglioso di mostrare la propria SLAMborghini, una mini-vettura costruita a mano naturalmente inspirata alla mitica Lamborghini, dotata di una serie di sensori a basso costo per abilitare le funzioni di base di guida autonoma. Non poteva mancare Renovo, che ha mostrato una bellissima coupè elettrica da 529 mila dollari ma ha lasciato a casa la fantastica Delorean chiamata Marty (naturalmente dedicata al mitico Marty Mc Fly di Ritorno al Futuro) col suo sistema di auto-drifting già felicemente collaudato.

In pista, nei vari turni di 25 minuti, tutte le macchine hanno rapidamente mostrato lacune e criticità evidenziando come molte tra le tecnologie utilizzate siano ancora in fase embrionale. La Slamborghini poteva operare solo sotto controllo remoto, il sistema di frenata autonoma PolySinc non ha funzionato, mentre Comma.ai ha avuto bisogno di uno stagista che riscrivesse velocemente il software per far funzionare l’unità GPS da 50 mila dollari che volevano testare.

Sulla carta la nostra tecnologia è grandiosa” dice Chris Anderson di 3D Robotic “ma il nostro Kart guidato da un gorilla di pezza si è dovuto fermare per problemi alla radio”.

Ma allora qual è il motivo che ha spinto tante persone a partecipare a quest'evento quando la Google Car non avrebbe avuto problemi a completare un giro di pista migliore rispetto a tutti i veicoli presenti?

La speranza – continua Anderson – è che si vada in una direzione diversa, non stiamo cercando di costruire un veicolo autonomo come quello di Google, ma qualcosa di diverso.” Più concretamente Shachter afferma “voglio che la gente presenti in pista una vettura competitiva che costi meno di 10 mila dollari”  al fine di creare un’alternativa più sobria delle Roborace, il cui campionato dovrebbe essere lanciato il prossimo anno.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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