Top Gear in calo: Chris Evans messo in secondo piano

Il presentatore non convince il pubblico e la critica. La BBC decide di puntare maggiormente su Rory Reid e Chris Harris per le prove

Top Gear Evans LeBlanc
Che il post Hammond-May-Clarkson di Top Gear sarebbe stato una sorta di cantiere a cielo aperto era facilmente prevedibile. D'altronde, togliere la linfa vitale di quelle tre "adorabili canaglie" su cui il format riusciva a districarsi, non era missione facile. Ed in effetti, la scelta di rimpiazzare un trio affiatato con un manipolo di presentatori differenti era una delle poche strade percorribili.

Se non altro per differenziarsi, anche perchè riproporre una copia di un format del genere mantenendo lo stesso principio, sarebbe significato perdere in partenza. Intendiamoci, Top Gear è un'istituzione, non solo Oltremanica, ed è ovvio che lo scotto del confronto, per la nuova versione, sarebbe arrivata. Si era puntato forte su Chris Evans, che sembra però non riscontrare i favori del pubblico.

Già perchè il terzo episodio - il primo con i giornalisti specializzati Rory Reid e Chris Harris - ha ricevuto critiche positive, ma è stato visto solo da 2,37 milioni di spettatori. Questi ultimi due hanno mostrato un buon feedback di ascolti durante le prove della Ford Focus RS il primo e la Ferrari F12 il secondo, a fronte del complessivo mezzo disastro. La decisione dei vertici BBC è comunque giunta: Evans e Matt LeBlanc continueranno con i loro stand up in studio registrati, mentre le prove saranno appannaggio dei giornalisti, più tecnici e specializzati.

Il motivo riguarda proprio la critica negativa ricevuta da Evans che - nonostante un pubblico di 6,4 milioni di spettatori - non è decisamente piaciuto al pubblico, tanto da avere un indice di apprezzamento di 60 punti su 100, contro una media di circa 82 punti.
E' da sottolinare inoltre come l'ultima puntata si sia dovuta scontrare con gli europei di calcio.

Insomma, come sottolinea il Telegraph, al pubblico di Top Gear non piace, e chi pensa semplicemente a "vecchi nostalgici" non ha capito l'analisi di fondo. Perchè l'analisi commissionata sull'audience ha mostrato come la perdita di pubblico sia correlata a meno 200.000 spettatori di età intorno ai 55 anni, ma anche a oltre 175.000 spettatori in meno di età tra i 25 e 34, quindi un pubblico giovane.

Una cartina di tornasole secondo cui non è sufficente fare show, derapate e passaggi spettacolari per raccontare il mondo dell'auto. Serve competenza abbinata ad una verve che non risulti macchinosa, artificiosa. E quei tre là - Hammond, May e Clarkson - l'avevano capito benissimo.

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