Strisce blu: niente multe, ai Comuni resta solo la causa

Il Ministero dei Trasporti ribadisce il no alle sanzioni amministrative: non c'è alcuna norma a riguardo nel Codice della Strada

Macchina rossa su strisce blu

Strisce blu – Già nel corso della scorsa settimana vi abbiamo parlato della sentenza del Tribunale di Treviso, in cui è stata annullata la sanzione ad un automobilista per aver superato l’ora di sosta segnata sul proprio ticket sulle strisce blu. A fare chiarezza sulla questione, come riportato da La Legge per tutti, è intervenuto anche il Ministero dei Trasporti con una nota ufficiale.

Non esiste alcuna norma, all’interno del Codice della Strada, che comporti una sanzione amministrativa per l’automobilista che, una volta pagato il ticket, rimuova il proprio veicolo dalle strisce blu oltre l’orario di scadenza. Sono due le vie percorribili dai comuni, secondo quanto comunicato dal Ministero: approvare un regolamento locale per disciplinare l’utilizzo delle aree di sosta a pagamento, oppure utilizzare il percorso civile di recupero dei crediti.

Anche in quest'ultimo caso, però, c’è un problema. La via più rapida è il decreto ingiuntivo, ma per poterlo richiedere serve una prova scritta dell’inadempimento del debitore. In questo caso, potrebbe essere la dichiarazione scritta del vigile che ha constatato la violazione. Ma questo tipo di multe viene demandato agli ausiliari del traffico, che non sono pubblici ufficiali e le cui dichiarazioni scritte, quindi, non possono essere utilizzate. L’unica via, alla fine, per i Comuni resta una normale causa civile, con costi molto alti e tempi particolarmente lunghi.

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