Ford Ranger m.y 2016: primo contatto

Un mezzo dal carattere yankee. Ve lo immaginate rude, sporco e cattivo? Non è proprio così. Anche se ha la potenzialità per andare ovunque


La volta buia capeggia intorno a noi. La strada è dissestata, rovinata, piena di sassi, pietre, ciottoli. Siamo a Carrara. Sì, proprio in quel luogo del Belpaese famoso per il marmo. E proprio quella è la volta che ci sta portando dentro uno degli antri più grandi, umidi, scivolosi e affascinanti di estrazione. Un posto unico per un mezzo che, proprio in Italia, è “tipicamente inusuale”.

Gioco di parole invero, perchè il Ford Ranger vive di canoni e di uno stile da mezzo totale pienamente Yankee. Peccato che in Italia sia concepito come mezzo da lavoro e quindi immatricolabile come un autocarro. Una visione miope che non permette ai pick-up di poter avere una sua dimensione più affermata. Già, perchè a vedere il Ranger diresti tutto tranne che si tratta di un autocarro. Parli di F150, di Ranger e te li immagini rudi, duri e crudi, sporchi, invincibili.

Si chiaro, da fermi sono imponenti e sicuramente la tecnica è da mezzo indistruttibile. Però poi sali a bordo e sembra di trovarsi a bordo di un crossover, di un SUV. Sarà anche per questo che in Europa il Ford Ranger è leader in termini di vendita con 27’300 unità vendute ed una quota del 27% totale.

E’ un restyling di metà generazione quindi non ci troviamo di fronte ad una rivoluzione. Però, la voglia di assomigliare al fratello maggiore F150 è viva e vegeta, a partire dal frontale, ora completamente ridisegnato. E’ più muscolare, più duro, scolpito. Insomma, vien voglia di farlo correre per le montagne rocciose dello Utah. Bella la calandra cromata, così come i gruppi ottici. E poi quella linea di cintura alta, altissima. Insomma, è grande, mastodontico. Non enorme con i suoi 5,27 metri, però insomma, in Europa di mezzi del genere se ne vedon pochi così ‘tosti’. Può piacere come no. Personalmente? E’ grande, rozzo ma elegante, pulito ma frugale. Mi piace.

Qui a Massa Carrara ho voluto prendere la versione Double Cab: quattro porte, cinque posti, ma con un cassone ancora piuttosto grande. Non come il single cab, ma comunque imponente. Non tanto da poterci infilare una moto da cross evidentemente, ma comunque tavole da surf, mountain bike e tutto quello che serve per dar sfogo alle proprie passioni. Ah già, non è possibile in Italia per il momento. A proposito del cassone: tocco di fino per il sistema Mountain Top Roll, quella tapparella a scorrimento che chiude perfettamente con una serratura.

Come detto, salgo a bordo e iniziamo il nostro giro. Dentro – l’avevo anticipato – è un Crossover, un Suv di ottima fattura, altro che pick-up. Plancia completamente nuova, qualità elevata, tipico display touch diviso in quattro grazie al sistema Sync II. Il cockpit è di levatura eccellente, con i display intervallati dal computer di bordo. Tutto completamente digitale. Ah, e ovviamente, per strada siamo circondati da tutte le tecnologie di assistenza alla guida. Cruise control, frenata di emergenza automatica, sensore per il mantenimento della carregiata, sensori di parcheggio e telecamera di retromarcia. Già, in un pick-up. Accendo, metto in moto e regolo – elettronicamente – il mio sedile. E che sedile in questo top di gamma Wildtrak: cucitura a vista, grafica dedicata. Lo avresti mai detto che sotto abbiamo un telaio a longheroni visto l’ambiente che ci circonda? No eh…

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In effetti, l’animo è off road, inutile girarci troppo intorno. Ingentilito si, ma con quel manettino al centro che ti fa passare da due a quattro ruote motrici. E poi la possibilità di avere il blocco del differenziale posteriore meccanico (che agisce insieme anche al controllo elettronico della trazione sui freni di ogni singola ruota), senza dimenticarci della possibilità – ovvia – delle ‘ridotte’. Il pedigree comunque è quello: attacco anteriore da 28 gradi? Puoi superare fossati e attraversare guadi fino a 80 cm. Figuriamoci poi, questo Ranger può portare fino a 3500 kg. Insomma, è un qualcosa di instancabile, potente, tozzo. Sembra un molosso. Un molosso con un motore diesel da 3.2 litri e 480 Nm di Coppia e cambio manuale a sei rapporti.

Potente, elastico, con quello spunto iniziale abbinato a quel suono preponderante che ti entra dentro. Si, perchè il Ranger, più di ogni altra cosa, è un mezzo virile. Lo devi guidare in Denim e con i ray ban. Poi anche con la giacca quando devi andare in autostrada, sei in sesta a giri molto bassi e spingi sul pedale del gas. E’ prorompente, fluido, e poi consuma – relativamente – poco. Tra autostrada, statale, centro di Firenze, strade diroccate ed un poco di fuoristrada ci siamo fermati a circa 10,3 litri/100 km. Ma, sopratutto, è silenzioso, insonorizzato alla perfezione. Chiaro, la dinamica di guida non è quella di un Crossover. Il Ranger brama esser guidato in maniera pacata a livello di inserimento in curva ed in fase di scorrimento. D’altro canto, chiunque abbia visto un film di Hollywood con un ambiente che ripercorre sopratutto quelle zone yankee, sa di cosa parlo.

Le sospensioni poggiano un poco, senza esser cedevoli. Meglio sfruttare tutta la coppia a disposizione. La strada da Porto Ercole fino alle alle Cave di Massa Carrara ci porta tra paesini diroccati, il che equivale anche a spazi stretti di manovra. Bello questo Ranger, passa dappertutto. Imponente si, ma anche agile. Leggero con lo sterzo poi. Peccato solo che a velocità più elevate persista un pochino troppo questa sensazione.

Arriviamo davanti alla Cava. E’ un tour veloce, ma comunque affascinante anche e sopratutto per il mezzo. Che può piacere o meno, ma è innegabile il fascino che ottempera. Troppo poco il tragitto per offrire un giudizio quando si arriva in off-road, ma comunque riuscire a guidare come se quasi ci si trovasse sull’asfalto su un terreno in cui bisognava prestare attenzione camminando a piedi può essere una cartina di tornasole.

Il fascino di un mezzo del genere può essere relativo. Inutile girarci troppo intorno: c’è chi apprezza i pick-up per quello stile di vita che va oltre il ‘semplice’ sfruttamento lavorativo. Si è evoluto negli anni lo stile, il design, la cura. Da veicolo rude, non ha perso il suo animo, ma l’ha altresì convogliato verso nuove rotte. Un peccato che in Italia il Legislatore non l’abbia ancora capito…

Ford Ranger: scheda tecnica

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