Mercato auto Italia: +11.5% ad aprile

Il mercato dell’auto verso 1,8 milioni nell’anno

Fiat Panda

Giusto all’indomani della festa del lavoro la settimana si è aperta con una buona ventata di ottimismo sul fronte del settore auto. I numeri ufficiali del Ministero Trasporti parlano da soli: +11% le immatricolazioni in aprile (pari a 166.966 unità vendute), e +18,6% nei primi 4 mesi dell’anno con un totale di 687.021 unità, vale a dire quasi 108.000 in più rispetto al 2015. Si tratta di un risultato che conferma doppiamente il recupero complessivo (seppure ancora parziale) delle vendite in Italia se messo a confronto con lo stesso periodo dello scorso anno sostenuto anche dall’Expo che aveva dato un impulso pari al +24% rispetto al 2014.

Perfino la rete dei concessionari, la categoria che ha più sofferto la grande crisi, questa volta non nasconde una certa soddisfazione pur minimizzandone la dose con un confronto improprio fra il +21% dell’intero primo trimestre 2016 con il +11% del solo mese di aprile. Resta il fatto che a questo punto la proiezione per l’intero anno formulata dall’Unrae (le case estere) indica il possibile raggiungimento di un obiettivo prossimo a 1,8 milioni considerato più lontano fino a poco tempo fa. Vorrebbe dire circa 200.000 nuove auto in più, oltre metà delle quali già conquistate mentre restano ancora otto mesi di mercato. Come dire che “ci può stare”.

Per FCA la Jeep carta vincente (ma non solo)

Jeep  Renegade Commander Concept

Quanto agli interessi “nazionali” la Fiat, per chiamarla alla vecchia maniera, non ha mancato di segnalare per l’ennesima volta che i suoi risultati di gruppo, pari al +12,1 nel mese e al +21,3% da gennaio ad aprile, sono stati superiori a quelli del mercato complessivo mantenendosi sempre sul filo de 29% di quota comunque vada il mercato. Inutile ricordare, in proposito, che per il gruppo italo-americano come per molti altri attori del mercato balla sempre una fetta di autoimmatricolazioni (le famose km/0), una variabile fuori controllo per il Ministero, ma che si può considerare oggi del tutto fisiologica a sostegno della produzione e del mercato stesso. In realtà, per dirla tutta a beneficio di chi vuol capirne di più, la sola marca Fiat ha chiuso il mese a +10,1 sostenuta tuttavia dalla Jeep a +23,6 ( la Renegade è terza nella top ten delle diesel) e dalla immarcescibile lancia Ypsilon seconda assoluta nelle prime dieci del mese e del trimestre.

TOP TEN: la Golf non perde posizioni

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Già che siamo in tema, vale la pena segnalare che nella stessa classifica figurano, a parte le sei FCA, la Renault Clio (quarta dopo la Punto), le VW Golf e Polo (quinta e sesta) e la Ford Fiesta al decimo posto. Più o meno lo stesso nei 4 mesi con la Golf sempre in quinta posizione, la Clio in settima, Fiesta e Polo in coda. Dubito che susciti un qualche stupore l’allegra marcia della Golf che non cambia di posizione neppure nell’area delle diesel dove è sesta nel mese dietro la Nissan Qashqai e ancora quinta alle spalle della Renegade nei 4 mesi…

Il tutto, per completare il quadro delle preferenze nazionali in aprile, su un mercato che ha visto crescere le auto a benzina del 28,1% e quelle a gasolio del 10,9% togliendo ancora una volta spazio alle più ecologiche GPL (in caduta libera a -25,3%), a metano (-21,9) e, neanche a dirlo, le già poche elettriche (-12%). Sono cresciute parecchio, in compenso, le ibride a +41,2% a tutto vantaggio di Toyota che ha chiuso il mese oltre il mercato con un +13,2% e l’intero quadrimestre a +8,7%.

I privati al 62,7% veri protagonisti della crescita

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Fin qui il dettaglio essenziale della scelta degli acquirenti privati, veri indicatori dei trend di mercato, cresciuti del 14% nel mese e addirittura del 25,6% fra gennaio e aprile raggiungendo la rispettabile quota del 62,7% sul totale delle vendite. Flotte e noleggi hanno fatto il resto ma come dicevo i privati sono la vera testimonianza di questa tanto attesa ripresa sostenuta non solo dal progressivo invecchiamento record del circolante ma anche da altri due fattori essenziali: una offerta più che mai ampia ed invitante in fatto di prezzi (gli incentivi delle Case) e una maggior agilità del credito al consumo ampiamente reclamizzati, cui si è aggiunta in qualche misura anche la quotazione dei carburanti per quanto molto oscillanti. Sono tutte condizioni soggette a possibili variazioni ma la crescita in corso è di tale interesse per l’intero sistema da non far temere più di tanto i futuri acquirenti ancora esitanti.

Chi scende e chi sale di più

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Quanto al dettaglio delle singole marche lascio la consultazione alle tabelle ufficiali salvo alcune particolari evidenze. Nell’intero quadrimestre, ad esempio, spiccano solo tre segni meno di lieve entità, per Nissan, Seat e Porsche (solo lo 0,38%), mentre nel mese non hanno raggiunto il pareggio Mitsubishi, Renault, Seat, Lexus e Volvo, le ultime due penalizzate dall’appartenenza ai segmenti più costosi. Ma resterebbero anche da notare i record del mese: anzitutto la Jaguar con un +681,4% e 422 vetture, la sorpresa della Honda a +120,2% con 850 unità, il + 111,2% della “riemergente” Ssangyong con 226 auto e il +95,9% della Mazda che marcia spedita verso la conquista del suo primo 1% di quota.

I dati statistici di UNRAE

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