Il Salone di Pechino, visto da Pechino

Addio cloni, benvenuti europei e automobili "grandi": il Salone di Pechino svolta.

autochina_2016_001.jpg

Pechino ti colpisce appena arrivi, con una cappa di smog e polvere che avvolge tutto e tutti. Gli occhi iniziano a bruciare, ti sforzi a inspirare lentamente mentre speri che il tuo corpo riesca a filtrare tutto. Alzi gli occhi al cielo grigio ma anche il vento che soffia forte non riesce a spazzare via l’inquinamento. Smog dovuto alle automobili e dell’industrializzazione, fatto che vivo come controsenso quando mi trovo a Pechino proprio per il Salone, che qui si chiama AutoChina alternandosi ogni anno con Shanghai. Sulle strade le auto europee, per lo più tedesche, hanno preso il sopravvento rispetto ai cloni ed ai catorci di qualche anno fa. E’ lo specchio di quanto vedrò al Salone, dove a dominare sono i SUV e le “limo”: ai cinesi piace “grande”, soprattutto da quando è caduto il divieto di fare più figli.

autochina_2016_004.jpg

Il Dragone dorme ancora, mi ha detto qualcuno, ed è possibile osservare come le industrie automobilistiche locali stiano cercando di trovare la propria strada. Qualcuno, in verità pochi, insiste nella copia, che qui è considerata come segno di “rispetto” per i numeri uno. Una scusa alla quale non credo, soprattutto quando vedo gli “assemblaggi” di frontali e posteriori presi da altrettante vetture europee. Alcuni marchi cinesi si presentano senza un nome scritto in caratteri occidentali, fatto che li rende assolutamente un mistero buffo quando si cerca di individuarne marca e modelli. C’è chi finalmente presenta al salone qualcosa di personale. Eccezioni a parte, non si tratta di invenzioni stilistiche vere e proprie quanto ribadire linee “fluide” che qui hanno successo. I risultati non sono entusiasmanti ma nemmeno pessimi. Allo stesso modo gli interni hanno fatto passi avanti in termini di qualità dei materiali. Che sia l’inizio di un qualcosa? Cosa accadrà quando il Dragone si sveglierà? Una domanda che si ripete nei vari stand europei del Salone e che ha sempre una sola risposta “saranno guai per tutti”.

autochina_2016_002.jpg

Prosegue come accennato la germanizzazione del parco auto cinese, dovuto anche ad una “cinesizzazione” dei tedeschi, che fanno gioco con la politica per arrivare ai propri obiettivi. Tutti i dirigenti Mercedes fanno sfoggio sulla giacca della spilla rossa della bandiera cinese, con buona pace di Mao e del comunismo che fu. Presentando la nuova Classe E passo lungo, insieme a Xu Heyi (Presidente di BAIC e Segretario di Partito), alla frase di ZetcheCostruita in Cina, per la Cina”, scoppia un boato di approvazione.

autochina_2016_005.jpg

Dovrebbero essere giornate stampa, ma la folla è a livelli “folli”. Rimanendo in ambito tedesco, lo stand Volkswagen è preso d’assalto al punto tale che riuscire a vedere le vetture è un’impresa: ci sono talmente tante persone accalcate da nascondere completamente la nuova Volkswagen T-Prime GTE. La situazione peggiora quando arriva la star locale di turno. La polizia si schiera per non far passare nessuno, c’è chi però sfonda il cordone e viene placcato tra un’automobile e l’altra.

autochina_2016_003.jpg

Rispetto alla quantità di marchi e modelli, lo spazio è talmente contenuto e le l’organizzazione è così caotica da presentare per la prima volta Lamborghini e Ferrari fianco a fianco. Davanti a loro c’è Hawtai Motors che presenta le “nuove” versioni delle vecchie Santa Fe e Terracan, costruite su licenza, più una specie di Cayenne che secondo loro ha uno stile "barocco" e li ha spinti a chiamarla "Boliger" in onore di "Bolgheri", frazione di Castagneto Carducci. Cè da ridere o da piangere, a seconda di punti di vista.

Vistors use their mobile phones outside the China International Exhibition Center at the Beijing Auto Show in Beijing on April 25, 2016. Global carmakers gathered in Beijing on April 25 to show off their wares as competition intensifies and growth slows in the world's biggest auto market, with the key SUV and new energy vehicle sectors the focus of attention. / AFP / WANG ZHAO        (Photo credit should read WANG ZHAO/AFP/Getty Images)

Ad AutoChina c’è entusiasmo. I produttori, per i quali “crisi” è un termine sconosciuto, sono sorridenti e tutti ci tengono a far vedere percentuali positive a due cifre. Sorridente anche il pubblico, per il quale il Salone è un evento da non perdere, e che si fa fotografare davanti a qualsiasi modello esposto, anche il più improbabile. Il Dragone, seppur dormiente, affascina e incute timore allo stesso tempo, con la propria velocità di cambiare pelle rapidamente. Da questo punto di vista ogni Salone di Pechino è diverso dal precedente, e non è facile immaginare come sarà il prossimo, nel 2018.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail