Bridgestone Driveguard, il primo pneumatico Run-flat per ogni cerchio

Bucare non solo è possibile ma è anche molto probabile ma la tecnologia e la tecnica ci vengono incontro. Abbiamo provato per voi il primo Run-flat per tutti i cerchi che Bridgestone ha messo a punto e lanciato in tutta Europa.

Circa il 60% dei guidatori ha avuto una foratura negli ultimi quattro anni, una foratura è più comune che mai. Tante case stanno spasmodicamente cercando soluzioni all’avanguardia che possano soddisfare il mercato, fra queste c’è Bridgestone che ha presentato al mercato un nuovo pneumatico a prova di foratura, i Bridgestone Driveguard. Ma saranno davvero così efficaci?

I Bridgestone Driveguard, sono dei pneumatici Run-flat, ossia fanno parte di quella categoria di pneumatici che possono reggere per diverso tempo senza pressione dell’aria e sorreggere l’auto con la sola forza della spalla. Ma cos’hanno questi Driveguard di diverso dagli altri? Sono i primi Run-flat che non sono vincolati dalla grandezza del cerchio, infatti la produzione prevede un grande assortimento di misure, 19 per i pneumatici estivi ed 11 per quelli invernali: da 185/65 R15 a 245/40 R18. Le misure verranno introdotte sul mercato in due step. L’unico vincolo la presenza di TPMS (sistema di misurazione della pressione pneumatici), obbligatorio in Europa.

Come funzionano? I Bridgestone Driveguard presentano un fianco rinforzato e ottimizzato che sostiene il peso del veicolo in caso di perdita improvvisa di pressione, consentendo di  guidare per circa 80 km a una velocità massima di 80 km/h (ovviamente velocità e durata cambiano al cambiare delle condizioni fisiche di auto e asfalto), in più la carcassa è in poliestere, il quale resiste alla generazione di calore, aumentando di fatto la vita della gomma.

La mescola, denominata Nano Pro-Tech ad alto contenuto di silice, che riducendo l’attrito tra le molecole di carbonio, diminuisce la generazione di calore nei fianchi e aiuta a non sformare la gomma in marcia. Infine il Cooling Fin, ossia il disegno nel fianco del pneumatico, incanala l’aria surriscaldata verso il cerchio, cercando così di preservare l’integrità ottimizzando la durabilità.

Nella comparativa della casa giapponese, non abbiamo notato nessuna differenza di comfort fra le Driveguard e le Turanza T001, soprattutto sul bagnato e sulle asperità queste gomme si sono comportate come gomme tradizionali, tradendo il luogo comune che riduce le Run-flat a gomme scomode, rigide e che peggiorano comfort ed esperienza di guida. Lo studio fatto sulla corona migliora l’assorbimento dei dissestamenti della strada ed l’inedito bilanciamento della rigidezza verticale promette un comfort paragonabile a quello dei pneumatici tradizionali.

La prova del chiodo

Peculiare è stata la prova a cui i tecnici Bridgestone hanno sottoposto le gomme prima del testdrive su strada, infilando, o per meglio dire, martellando nella gomma un chiodo e facendoci percorrere una decina di chilometri con una gomma a pressione zero, il risultato? Una guida immutata, prestazioni e stabilità non ne hanno risentito per tutto il breve tragitto.

Il prezzo dei Bridgestone Driveguard ?  Costano dal 15 al 20% in più rispetto a uno pneumatico tradizionale, ma ovviamente non sono uno pneumatico tradizionale.

Un passo avanti delle tecnologie per la sicurezza o solo un ninnolo commerciale? Per lo studio e la cura tecnica dei particolari, Bridgestone ha fatto un passo avanti per la sicurezza non ingabbiando le Run-flat alle misure dei cerchi, in più sulla carta sarebbero 32 milioni i veicoli che al mondo potrebbero da subito essere equipaggiate con queste gomme, un buon introito virtuale ma “ai posteri l’ardua sentenza”.

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