La Formula E sotto la Tour Eiffel: una giornata 'elettrica' a Parigi

Il 'silenzio' della corsa, le differenze con la Formula 1 e tante altre curiosità dalla 'Ville Lumiere'

Formula E Parigi - Il circuito attorno a Les Invalides, sullo sfondo la Tour Eiffel, a due passi la Senna: può esserci un luogo più suggestivo? Difficile. La Formula E ha scelto Parigi come una delle tappe più attese del Mondiale 2016 per le monoposto elettriche e sono stato nella ‘Ville Lumiere’, assieme a DS, per assistere a questa gara affascinante. L’atmosfera magica della capitale francese, soprattutto per chi ha corso in casa come Jean-Eric Vergne, pilota del DS Virgin Racing Team e collaudatore Ferrari F1: “E’ un’emozione incredibile”, spiega nel suo perfetto italiano.

Sulle strade del circuito si sono assiepati circa 25.000 parigini per questa prima gara europea della stagione, che poi andrà anche a Berlino, Mosca e Londra. C’è un pubblico notevolmente diverso, rispetto a quello della Formula 1: il biglietto per accedere al circuito è molto più economico, attorno ai 20 euro, e si vedono tante famiglie e bambini, più che altro attratti dalla novità. “Sono per la maggior parte curiosi e cittadini - conferma Vergne - In Formula 1, invece, la gente è appassionata e viene al circuito, anche se deve dormire sul prato o farsi ore di macchina”.

Formula E Parigi: una lunga giornata

La giornata di gara di Formula E è lunghissima: a differenza della Formula 1, si svolge tutto il sabato. La mattina due sessioni di prove libere, all’ora di pranzo le qualifiche e nel pomeriggio la gara, per terminare l’evento attorno alle ore 17 locali. “La sveglia suona alle 6, per essere alle 7 già sul circuito - spiega il pilota francese - perché alle 8.15 siamo già in pista per le libere”.

Ma non c’è solamente questo, perché tra una sessione e l’altra i piloti incontrano i tifosi, con cui si fanno foto ed i classici selfie, partecipano ad eventi di marketing e disputano la eRace. Quest’ultima si tratta di una novità introdotta nel Gp del Messico il mese scorso, in cui i piloti ed un tifoso si sfidano al simulatore, con la gara viene trasmessa in live streaming sul canale YouTube del campionato.

Quando arriviamo alla fine della gara siamo distrutti - commenta Vergne - le prime volte è stato davvero molto difficile, per chi era abituato, come me, al classico weekend di Formula 1”. E non c’è nemmeno particolare tempo per pranzare, se non un veloce spuntino nel primo pomeriggio, dopo aver dato la caccia alla pole, nella lounge del team: “Abbiamo al massimo 10 o 15 minuti”.

Formula E Parigi: la corsa nel silenzio

Per chi, come il sottoscritto, ha seguito principalmente la Formula 1, la cosa che stupisce maggiormente arrivando al circuito è l’assoluta assenza di rumore. Se un cittadino o un passante non è informato sull’evento in corso, non riesce a capire cosa sta accadendo, se non avvicinandoci al tracciato di gara. Sembra quasi di essere all’interno di un videogame nel mondo reale.

Eppure le monoposto raggiungono prestazioni ragguardevoli, cioè 230 km/h di velocità massima e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3 secondi, così come i duelli in pista sono spesso più divertenti e frequenti, rispetto alla serie regina. Proprio questo, è uno dei temi su cui si basa la Formula E: le monoposto hanno tutte lo stesso telaio e batteria, mentre i team sono liberi di lavorare sul motore.

Questo ovviamente rende le gare più incerte, senza la possibilità di aver un dominio in stile Mercedes in Formula 1: “Gareggiare in Formula E mi piace, perché c’è grande competizione, forse più alta della F1 - ci spiega Vergne - Lì ci sono Hamilton e Vettel, poi Alonso è al loro livello, ma la macchina fa troppo la differenza. Qui le monoposto sono molto più simili ed il pilota conta di più”.

Formula E Parigi: dalla pista alla strada

Insomma, la Formula E è un viaggio nel futuro del motorsport e non solo. Proprio questo è stato uno dei motivi che ha spinto DS a lavorare con un team di questo campionato: “Rappresenta lo sport del ventunesimo secolo - spiega Yves Bonnefont, il numero uno del marchio francese - perché appaga la passione per l’auto, ma è unito alla tutela dell’ambiente e del futuro del nostro pianeta”.

Ma non c’è solo questo, perché il pensiero del marchio del gruppo PSA è legato alle vetture di serie ed a “sviluppare la tecnologia” per trasferirla nelle auto di tutti i giorni. E, anche se al momento solamente la DS5 ha una sua versione ibrida, DS è intenzionata ad espandere l’offerta in questo campo, anzi “nel futuro, ogni modello del marchio DS avrà una sua versione elettrica o ibrida”.

Il primo esempio l’abbiamo visto con la DS e-tense, che ha sfilato per le vie di Parigi nei giorni scorsi ed è stata anche protagonista del Vip Lap sul circuito della capitale transalpina, nel corso del sabato di gara: “E’ il paradigma di quello che vogliamo fare e del traguardo che vogliamo raggiungere. Una macchina dall’alto contenuto tecnologico e delle prestazioni, unito alla raffinatezza e all’eleganza”.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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