Jaguar come Alfa Romeo: niente più station wagon

In Europa piacciono solo ai tedeschi. Il resto del mondo, USA e Cina in primis, vuole le Sport Utility.

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Sono molte le similitudini fra Alfa Romeo e Jaguar: in entrambi i casi si tratta di marchi con un passato glorioso - fatto di motorsport quanto di modelli iconici - attualmente alle prese con un fondamentale rilancio di prodotto. Tutte e due le marche vogliono costituire un’alternativa alla concorrenza tedesca di BMW e Mercedes, distinguendosi per i loro valori di sportività e design.

Inoltre sia Alfa che “Jag” stanno sviluppando un’intera gamma a partire da una piattaforma costruttiva a trazione posteriore completamente nuova: quella degli inglesi ha debuttato su XE ed è stata usata anche per XF ed F-Pace; mentre Alfa userà la sua per Giulia, per la nuova SUV media (in rampa di lancio nel 2016) e presto sulla sedan di rappresentanza che farà concorrenza a BMW Serie 5 e Mercedes Classe E.

Sembra che i due brand saranno presto accomunati anche da un’altra scelta, quella di mandare in pensione per sempre le Station Wagon in favore dei Suv. In una freschissima intervista Ian Callum, numero uno dello stile Jaguar, ha infatti affermato che il mercato delle station è ormai morente: l’unica piazza dove ancora si vendono le giardinette è quello tedesco. Già, ma “cosa comprano i tedeschi? Comprano auto tedesche”.

Per questo Jaguar non proporrà le versioni familiari di XE ed XF, rimpiazzandole con le Sport Utility di medesimo segmento (la prima è proprio la F-Pace, che presidia il segmento D, lo stesso della XE). Una scelta apparentemente condivisa con Alfa Romeo convinta, come gli inglesi, che la richiesta mondiale di SUV e la loro alta redditività siano argomentazioni più che valide per fare a meno delle “Sportwagon”. Perlomeno ad oggi è questa la linea della casa italiana, descritta dallo stesso Philippe Krief, a capo del progetto Giulia.

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