GP Cina F1 2016: quella Ferrari adolescente che mastica amaro

Vettel accusa Kvyat: "Mi sei venuto addosso". Il russo replica: "piantala, siamo entrambi sul podio"

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"Mi sei venuto contro. Sei arrivato come un razzo, c'era una macchina sulla sinistra. Io Capisco che è una gara, ma stavolta ti è andata bene". L'adrenalina, il fermento, la frustrazione sono ancora caldi. Sebastian Vettel ha il dente avvelenato, nonostante la pacatezza dei modi - trattenuti a stento - ghiaccia con lo sguardo l'algido Kvyat. Che, sarà pure russo, ma è cresciuto a Roma, e la liquida con una battuta ed un sorriso: "Dai piantala, dimentica: siamo entrambi sul podio".

Ha il sapore del rimpianto il gran premio di Cina all'interno del box in Rosso. Ancora una volta, per l'ennesima volta, verrebbe da dire. Perchè quello che si è visto a Shanghai ha quel retrogusto - sgradevole per i tifosi del Cavallino - del 'già visto'. Come un film appena trasmesso. E non deve consolare il fatto che Sebastian Vettel oggi abbia compiuto un'impresa di siffatta levatura. Non deve essere di buon auspicio. Perchè ancora una volta la Ferrari rincorre quell'amalgama perfetto che ad oggi fa rima con Nico Rosberg e la Mercedes. Anzi, a vederla bene, sono sei gare che il duo risulta imbattibile.

A Maranello c'è forte rammarico per una gara che poteva, ancora una volta, dare quel cambio di marcia che sembra mancare alla Ferrari per divenire vera contendente per l'alloro finale, e non semplice outsider. Volenti o nolenti, si rimane a parlare delle Rosse comunque protagoniste, ma non sempre in positivo. La vettura, le prestazioni sembrano esserci, ed è per questo che forse, prima in Australia, poi in Bahrain, ed ora anche a Shanghai, le sconfitte, i podi, hanno sempre quel sapore di occasione persa.

Perchè se da un lato la Mercedes vince in maniera perfetta, sibillina e scientifica con Nico Rosberg, dall'altro lato del box c'è un Hamilton che in tre gare non ne ha imbroccata una giusta. Vittima degli eventi? Forse, ma l'inglese sembra mancare quasi mentalmente. Lewis non sembra più quella tigre pronta a sbranare l'avversario. Si diceva fosse appagamento da titolo vinto lo scorso anno.

Aveva promesso che le cose sarebbero cambiate dopo la pole in Australia. Nulla da fare. Intanto Rosberg fa 75 e si invola in un campionato che, ad oggi, lo vede dominatore. Non fa nulla di "eccezionale", semplicemente mette a punto il compito di portare al traguardo senza sbavature una vettura eccellente. Sta a lui mettere la velocità e rimanere fuori dai guai. E se vi sembra poco, beh, significa che Nico sta svolgendo il suo compito alla perfezione. Semplice superiorità.


Guai dicevamo, che invece la stessa Ferrari si è andata a cercare con il lanternino sotto la Muraglia. Perchè Vettel può scagliarsi in tutti i modi nei confronti di Kvyat, reo di esser entrato in uno spazio che lo stesso tedesco aveva lasciato libero, ma il russo ha semplicemente fatto quello che tutti avrebbero compiuto: trovare un pertugio libero ed inserirsi. Il pilota di Maranello ha scartato sulla sinistra, colpendo l'incolpevole Raikkonen.

"È la prima volta che Vettel e Raikkonen si sono toccati - ha detto a Sky il presidente Marchionne - è una cosa non da Ferrari. Sono imbarazzati più loro di me, sanno come rimediare, è stata una svista pagata in gara. Vettel si è fatto sorprendere da uno meno esperto di lui. Ho visto però una Ferrari che cresce, e questo mi piace. È come guardare i bambini, sta uscendo veramente bene. Un po’ ribelle".


Già, ma quel "monello ribelle" deve guardarsi le spalle. Anche perchè la Red Bull oggi ha mostrato dei positivi segnali di progresso e prestazione sia con Kvyat che con Ricciardo. La vettura di Mylton Keynes sembra esser nata decisamente meglio rispetto alla sua precorritrice. Il russo oggi ha mostrato aggressività ma anche intelligenza portando a casa un podio importante. Ricciardo ha avuto la sfortuna dalla sua, ma ha mostrato tutta la sua cattiveria da tasso del miele.

A Maranello possono però anche vedere il bicchiere mezzo pieno: l'affidabilità ritrovata con entrambe le vetture e la fame di rimonta di entrambi i piloti. Perchè oggi Vettel era in una delle "sue" giornate. Quel sorpasso in ingresso pit lane, quella rimonta furiosa e perentoria sono i suoi cavalli di battaglia che convinsero, tra le cose, il Cavallino a puntare su di lui. E' una Ferrari adolescente. Serve il cambio di passo non solo di una vettura, oramai prestazionale, ma di tutto l'ingranaggio.

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