Opel Astra Sports Tourer 1.6 BiTurbo CDTI: primo contatto

Arriva nelle concessionarie a primavera 2016.

E se per una volta la pubblicità avesse ragione? Non ho mai apprezzato quelle in cui Claudia Schiffer decanta la “germanicità” delle Opel come valore aggiunto. Ma le ultime, quelle in cui si sottolinea il carico tecnologico delle auto prodotte a Russelsheim, oltre ad essere più simpatiche sono anche veritiere. Perché questa analisi pubblicitaria? Perché pochi giorni fa, in Portogallo, ho “assaggiato” la nuova Astra Sportstourer, versione familiare della neoeletta Auto dell’Anno 2016; e devo dire che la presenza di dispositivi per la sicurezza, l’assistenza ed il comfort rende davvero onore ai pubblicitari Opel – gli stessi che hanno contribuito ai 100.000 ordini accumulati fino ad oggi dalla 2 volumi e dalla SW.

Su carta la Sports Tourer è una station-wagon di segmento C, ma le dimensioni sono importanti: 4.7 metri in lunghezza ed 1.87 in larghezza; come un’Audi A4 Avant per intendersi. Pocanzi scrivevo dell’abbondanza di tecnologie applicate: fra esse figurano i fari “IntelliLux LED Matrix” (fanno davvero la differenza in termini di illuminazione e li consiglio vivamente), il servizio di connettività e assistenza Opel OnStar, l’ Opel Eye (che contribuisce a riconoscere i cartelli stradali), il Lane Keep Assist - che tiene automaticamente l’auto nella propria corsia se il guidatore si distrae - o il dispositivo di avviso incidente Forward Collision Alert con frenata di emergenza automatica. Ma ci sono anche il Side Blind Sport Alert, che monitora l’angolo cieco del retrovisore, ed il sistema di assistenza al parcheggio Advanced Park Assist. Un bel groviglio di cavi e centraline quindi.

L’auto del nostro test è una top di gamma con il 4 cilindri diesel 1.6 CDTI biturbo da 160 CV di potenza e 350 Nm di coppia motrice, ultimo sforzo della GM Powertrain di Torino. Prima di salire in auto, provo subito il portellone posteriore elettrico che, secondo Opel, “si apre e si chiude anche con un leggero movimento del piede sotto il paraurti posteriore”: finisco per prendere a calci l’auto, ma di aprirsi il portello proprio non vuole saperne. In compenso il bagagliaio è immenso: con lo schienale del divanetto abbattuto si arriva ai 1630 litri di capacità, peraltro “erogati” da un vano regolare e ben rifinito.

La mia prova su strada inizia da passeggero del divanetto posteriore: alla guida c’è il collega Alessandro Vai, un “bisteccone” di 2 metri che, appena accomodatosi al posto di guida, manda il sedile tutto indietro. Nonostante questo lo spazio per le mie gambe rimane discreto, a riprova dell’ottima spaziosità interna: rispetto al passato ci sono 28 millimetri di spazio in più per le gambe ai posti posteriori e 26 millimetri di altezza in più per il guidatore. Certo, le plastiche di rivestimento della porta posteriore lasciano a desiderare. Meglio quelle anteriori.

Voto 8 primo contatto

Passo alla guida e mentre allaccio la cintura di sicurezza do il primo “colpo d’occhio” alla plancia: finalmente in Opel hanno deciso di mandare in pensione i quattordicimila confusionari tasti del ponte di comando della precedente Astra e sposare la causa della funzionalità. La strumentazione è chiara e ben leggibile ma il vero protagonista della console centrale è il sistema di infotainment “IntelliLink” con schermo da 8”, capace di integrare gli smartphone mediante Apple CarPlay e Android Auto. Funziona piuttosto bene ed è intuitivo nella gestione dei menù. Per il resto la qualità costruttiva guarda alla concretezza pur con qualche "tocco premium” qua e là: la parte superiore della plancia è realizzata con plastica morbida e le modanature in nero lucide sono piacevoli; ma più si scende con lo mani e più i materiali diventano duri e concreti.

Tuttavia la Astra finisce per farsi ben volere per altri motivi; innanzi tutto perché i sedili anteriori sono spettacolosi: oltre che estremamente comodi possono essere anche riscaldabili, ventilati e massaggianti (sono testati e certificati dall’associazione indipendente di esperti posturali di AGR). Inoltre la Astra Sports Tourer è anche piacevole da guidare: grazie all’utilizzo esteso di acciai ultraresistenziali, nel passaggio generazionale la massa complessiva è calata fino a 190 kg, che fra le curve (non) si sentono tutti. Lo sterzo è abbastanza preciso e l’auto risulta molto stabile e pronta nei cambi di direzione. Le sospensioni garantiscono un ottimo assorbimento delle asperità – le poche incontrate sugli asfalti portoghesi – mentre la tenuta di strada infonde molta sicurezza.

Bello anche il biturbo-diesel: si tratta di un’unità dal funzionamento particolarmente rotondo, dove la presenza della doppia sovralimentazione garantisce un’erogazione piatta e corposa dai 1500 fino ad oltre 4000 rpm. Dopo i 3000 giri il CDTI alza la voce, ma nulla di preoccupante. Consumi? Il medio dichiarato è di 4.2 litri/100 Km. Peccato che l’automatico attualmente sia disponibile solo per la versione 1.6 CDTI mono-turbo da 136 CV, che peraltro rappresenta la scelta più equilibrata; e per le flotte c’è quella da 110 CV. Curata pure l’aerodinamica - il Cx è di 0,27 - che lascia filtrare in abitacolo solo qualche fruscio dagli specchietti retrovisori. Capitolo prezzi: si parte dai 18.600 Euro della Sports Tourer 1.4 benzina da 100 CV. Ma per averne una Full-Full optional come la nostra - che aveva anche la corona del volante riscaldabile! - si veleggia su quota 34.000 euro.

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: