La ‘scatola nera’ smentisce l’autovelox: scatta il ricorso

Ci sono ben 35 km/h di differenza tra le due rilevazioni, potrebbero essere messe in dubbio tutte le multe

Multe autovelox – Abbiamo spesso sentito parlare di scatola nera negli aerei, da un po’ di tempo se ne parla anche per quanto riguarda le auto, legato alle assicurazioni ed agli sconti sulla RC Auto. Molte compagnie assicurative, infatti, garantiscono un forte risparmio sulla tariffa, se l’automobilista consente il montaggio di questa scatola nera (o black box) sulla propria vettura.

Ma di cosa si tratta? E’ un dispositivo satellitare che monitora e registra il comportamento dell’auto e del suo conducente alla guida, trasmettendo poi i dati ad una centrale operativa. In questo modo, può essere ricostruita correttamente la dinamica di un incidente, ma anche avere altre funzioni, come (ad esempio) il fatto accaduto ad Agropoli, in provincia di Salerno, e riportato da ‘La Città di Salerno’.

L’agosto scorso, un automobilista è stato multato dall’autovelox per essere transitato a 113 km/h sulla Cilentana, superando ampiamente il limite di velocità. Quando gli è arrivato il verbale a casa, però, il conducente ha verificato il dato sulla ‘scatola nera’, nell’ora riportata nella contestazione: la velocità era di 78 km/h, ben 35 km/h in meno. Immediato il ricorso al Prefetto e, se venisse accolto, potrebbero essere messi in dubbi tutti i verbali effettuati con quell’autovelox.

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