Mercato auto: l’Europa verso i 14 milioni di auto nel 2015

Ottobre:+2,5% e nessun segnale negativo per Volkswagen e per il diesel in generale. Nel mondo 61 milioni di immatricolazioni da gennaio a settembre

Un gruppo di appassionati

A giudicare dai consuntivi delle immatricolazioni diramati dall’Acea, l’associazione dei costruttori continentali, il mese di ottobre potrebbe essere definito un mese di “riflessione” per i mercati europei dell’automobile. Con un totale di 1.144.109 registrazioni il bilancio complessivo dei 28 Paesi UE più quelli dell’Efta si è chiuso con una crescita di appena il 2,7% rispetto allo stesso mese del 2014.

Il che non toglie, va detto subito, che si sia arrestata la marcia di progressivo recupero dei mercati continentali, tutti con il segno più salvo pochissimi casi, in atto ormai da oltre un paio d’anni. E non c’entra nulla, anche questo merita una premessa, la scabrosa vicenda Volkswagen che al momento rimane del tutto coerente agli andamenti generali.

Al consuntivo dei 10 mesi appena conclusi la quota di crescita europea è ancora pari al +8,2%, inferiore solo dello 0,6% a fronte dei primi 9 mesi e del tutto in linea con i migliori mesi dell’anno la cui punta massima si è raggiunta proprio in settembre a +8,8% mentre la punta minima si era registrata a inizio d’anno con gennaio e febbraio rispettivamente al +6,2 e +6,9%, sempre sui dati complessivi.

In buona sostanza, da gennaio a ottobre le auto nuove consegnate hanno raggiunto e superato il tetto degli 11,9 milioni di unità mettendo ormai una seria ipoteca al traguardo dei 14 milioni per fine 2015 o pochissimo di meno nella peggiore delle ipotesi. In pratica negli ultimi 26 mesi si sarebbe quasi dimezzato il “gap” accumulato negli anni scorsi rispetto ai 16 milioni del record toccato nel 2007.

Com’è noto ormai da tempo molte cose sono cambiate e quelle cifre di assoluta se non eccessiva opulenza dei mercati europei non dovrebbero essere più la meta da raggiungere, anche se è pensabile un ulteriore arrotondamento fra i 14 e i 15 milioni in dignitosa e logica posizione dietro Cina e Stati Uniti. In particolare il rallentamento di ottobre si legge facilmente in tre dei maggiori marcati europei: la Gran Bretagna, anzitutto, per la prima volta dopo 43 mesi di crescita a -1,1%, la Germania in lieve calo sulle vendite a privati a +1,1% e la Francia stabilizzata al +1%.

Non sono quindi bastati i buoni risultati della Spagna, il più piccolo dei mercati di riferimento e il balzo del 8,6% italiano ad influire più di tanto sulla media generale che, come dicevo, mantiene il passo verso una conclusione d’anno più che soddisfacente se rapportata alle controverse situazioni dell’economia continentale.

E ancor più, allargando il panorama di confronto, considerando il leggero incremento delle immatricolazioni mondiali che sui primi 9 mesi (i dati di ottobre non sono ancora disponibili) cresciute dell’1,2% a 60,66 milioni, penalizzate dal pessimo andamento dell’area sud americana, il sostanziale pareggio di quella asiatica con la Cina in crescita ridotta al +2,7% e la leggera flessione dell’1% nel resto del mondo.

Una rapida occhiata ai singoli gruppi rinviando i dettagli alle tabelle ufficiali, rivela un ottobre d’attesa per le marche francesi, una buona tenuta per Ford e le marche coreane, qualche esitazione per le giapponesi fra cui spicca però il vistoso rilancio della Mazda già registrato da tempo, l’inarrestabile successo dei brand premium e anche FCA sembra cavarsela più che bene, con Fiat ben sostenuta dalla Jeep.

Infine, non a caso, il gruppo Volkswagen: malgrado i molti che cercano ovunque segnali di disfatta commerciale al momento i dati non forniscono alcuna indicazione significativa di arretramento e non potrebbe essere altrimenti. In ottobre Audi ha chiuso il suo +3,5%, Skoda e Seat sono state un po’ in affanno (ma non è la prima volta), Porsche ha viaggiato al meglio e la marca VW poco al di sotto del pareggio è stata del tutto in linea con la concorrenza. Di più, l’intero settore del diesel non ha registrato alcuna defezione. I conti veri si faranno più avanti ma dubito comunque che il mercato possa riservare sorprese negative di rilievo.

I dati e le percentuali di ottobre 2015


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