Dieselgate Volkswagen: lo scandalo si amplia alla CO2

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Dieselgate Volkswagen - Dopo aver bloccato le vendite dei diesel Porsche in America, il Gruppo di Wolfsburg ha riscontrato nuove "irregolarità" anche sulle emissioni di CO2. In una nota stampa ufficiale Volkswagen ha infatti dichiarato di aver riscontrato dei livelli troppo bassi nei processi di certificazione delle emissioni di CO2 e, conseguentemente anche dei consumi di certi modelli. Dai primi calcoli pare che 800 mila vetture del Gruppo Volkswagen siano affette da questi problemi, per la maggior parte equipaggiate con motori a gasolio.

Ciò significa che ora all'interno dello scandalo emissioni rientrano anche alcune vetture a benzina che, secondo le prime informazioni, sarebbero equipaggiate con il 1.4 TFSI con sistema di disattivazione dei cilindri. A Wolfsburg parlano di un ulteriore danno di circa 2 miliardi di euro ma è Volkswagen stessa a dire che solo a inchiesta finita si potranno fare i conti sulle effettive perdite economiche. Tutto questo è emerso dalle indagini interne che il gruppo tedesco sta effettuando per individuare gli effettivi responsabili della creazione delle defeat device.

"Non ci fermeremo davanti a niente e a nessuno"
ha affermato Matthias Müller, nuovo CEO di Volkswagen AG, che ha poi sottolineato come l'unico modo per uscire da questo scandalo sia quello di fare chiarezza assoluta sull'accaduto. Intanto i titoli in borsa continuano a scendere: questa notizia ha fatto perdere di colpo un secco 11% nella giornata di ieri, recuperando nell'arco della giornata e chiudendo con perdite più contenute.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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