Mercato Auto Italia: a settembre +17.1%

Mercato Auto Italia – Il dieselgate non influisce sulle vendite di settembre, con il mercato italiano che segna un +17.1%.

E’ stato ancora in crescita, questa volta del 17,1%, l’andamento delle immatricolazioni auto nel mese di settembre portando a +15,3% la crescita delle consegne nei primi nove mesi dell’anno. In cifre vuol dire 130.000 nuove vetture nel mese e 1.196.270 dall’inizio del 2015, ovvero circa 160.000 in più rispetto al 2014. Sono questi i dati, più che positivi insieme al + 20,4% dei marchi nazionali, trasmessi dal ministero dei trasporti ed elaborati dalle associazioni di categoria, Anfia e Unrae che, per la prima volta dall’inizio del “dieselgate” Volkswagen, sono state costrette a rompere il “silenzio stampa” tenuto fin qui. Inutile dire che le cifre appena indicate riflettono perfettamente quei segnali di lenta ma costante ripresa verificati da gennaio ad oggi e non potevano ancora mostrare in alcun modo eventuali contraccolpi alla drammatica vicenda che il mondo dell’auto sta vivendo.

Con tutta probabilità ci vorrà più del mese di ottobre appena iniziato per valutare se e quali rallentamenti si potranno verificare nelle vendite a seguito del caos, degli allarmi e delle giuste incertezze nel pubblico. Ironia del caso, e non c’è da stupirsene, proprio l’area delle auto a gasolio ha segnato un ulteriore punto percentuale di crescita a 53,5% di quota rispetto al 52,6% dello scorso anno, mentre l’altro indice di riavvicinamento agli acquisti trova conferma nel deciso incremento delle vendite a privati, pari al +24,6% per una quota complessiva del 67,1% in settembre che non si registrava da tempo.

Cosa potrà succedere nelle prossime settimane?

Per quanto riguarda il gruppo VW, in particolare, le consegne sono cresciute del 6% in settembre e del 9,2% nei 9 mesi con un totale di 156.738 unità pari al 13,1% di quota di mercato, di cui più della metà, 90.984, della sola marca Volkswagen e 42.466 di Audi. Numeri che confermano la leadership assoluta del gruppo tedesco con 4 punti di vantaggio rispetto a PSA, Peugeot-Citroen, secondo con 9,1%. C’è dunque tutto il margine perché, malgrado tutto, il gruppo possa riuscire a difendere in buona misura le posizioni soprattutto se gli interventi annunciati saranno eseguiti in modo convincente.

E’ forse una previsione azzardata ma seguendo le convinzioni e le preferenze del pubblico italiano, incrollabile fiducia nei marchi del gruppo e forte inclinazione alla motorizzazione diesel, sembra difficile ipotizzare una flessione rilevante se non in riferimento ai motori incriminati. A sostegno di questa ottimistica ipotesi sono appena arrivati proprio i dati americani dove il clima è ben più aspro ma non ha impedito di ribaltare il pronostico negativo del 6,7% ipotizzato dagli analisti di Bloomberg a fronte di una crescita, seppur minima, dello 0,56%.

Per il resto, a fronte di una crescita mediamente a doppia cifra di tutti gli altri marchi, è ancor più improbabile una reazione emotiva tanto forte da riflettersi sulle decisioni di acquisto che, al contrario, potrebbero paradossalmente perfino essere incoraggiate dalla visibile attenzione delle autorità non solo italiane in fatto di controlli e di tutela del consumatore sensibilizzate come non mai dalla scabrosa vicenda. Di fatto, sarà sufficiente per il pubblico ricevere le opportune garanzie istituzionali, come sta già avvenendo, di non correre rischi economici o altre limitazioni d’uso per proseguire sui programmi individuali che potrebbero al massimo a cambiare rotta in fatto di scelte specifiche di marchi e modelli.
Senza contare, infine, le strategie commerciali che tutte le marche stanno studiando freneticamente per cogliere le insolite opportunità del momento.

Vale la pena, a questo proposito, riportare la frase di apertura del comunicato Anfia (la filiera nazionale): “In riferimento alla vicenda Volkswagen, ogni possibile allarmismo sui veicoli di nuova produzione è del tutto ingiustificato e rischia di minare la competitività del settore automotive, che in Italia sta agendo da traino per la ripresa dell’economia”. Ciò non toglie, naturalmente, nulla alla gravità senza precedenti dell’operato di Wolfsburg di cui manager e azionisti avranno molto tempo per pentirsi, dalla perdita di immagine e quelle economiche ancora maggiori. Come dicevo in un mio precedente articolo, in casa VW e nell’auto in generale, d’ora in poi nulla sarà più come prima. Almeno voglio sperarlo.

Dati Unrae mercato auto Italia settembre 2015

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